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Widows - Eredità criminale: McQueen dirige una Viola Davis più tosta che mai

Il nuovo film di Steve McQueen, in arrivo il 15 novembre, è un caper movie che dimostra che le donne, quando fanno squadra, sono davvero capaci di tutto.

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Il dramma dei detenuti politici nelle carceri irlandesi (Hunger) la sessualità disturbante e compulsiva dell'uomo (Shame), la violenza e la crudeltà riservata agli schiavi (12 anni schiavo) durante la Prima Guerra di Secessione: il premio Oscar Steve McQueen, nella sua carriera da regista, ha messo in scena complesse e perturbanti tematiche dando loro corpo attraverso un preciso punto di vista, quello maschile, incarnato dall’attore feticcio Michael Fassbender.

In Widows - eredità criminale si cimenta a sorpresa con uno sfolgorante heist movie riducendo la virile presenza ai minimi termini, messa in ombra da un cast woman only la cui incontrastata leader è Viola Davis. La pellicola, trasposizione cinematografica dell’omonimo crime drama televisivo britannico della metà degli anni’80, segue la storia di tre donne di diversa età ed estrazione culturale i cui mariti, elementi di un’affiatata banda di rapinatori di Chicago, capitanata dall’esperto Harry Rawlings (Liam Neeson, Schlinder List), vengono uccisi durante un inseguimento con la polizia.

Rimaste sole e senza denaro per vivere, si sentono smarrite e sull’orlo di un precipizio fino a quando Veronica (Viola Davis), la vedova di Rawlings, minacciata dal politico Jamal Manning (Brian Tyree Henry, Atlanta) che vuole 2 milioni di dollari che gli sono stati sottratti da Harry, non le coinvolgerà in un piano in cui la posta in gioco è non solo cambiare vita ma la loro libertà. Intorno a queste ladre improvvisate, si muovono personalità di spicco della città che hanno molto da nascondere, pronti a mischiarsi con i criminali più feroci per raggiungere i loro scopi.

Rodriguez ed Erivo sono due ladre pronte a tutto nel nuovo film di Steve McQueen HD20th century fox - photo Adam Dalton

In Widows – Eredità criminale, agli elementi scenografici tipici del film con rapina si aggiunge, sottotraccia, una riflessione tutt’altro che banale sui meccanismi psicologici che muovono le azioni degli uomini, mostrando con un finissimo e macabro senso dell’umorismo che la distinzione tra buoni e cattivi è oramai impossibile da dimostrare. Per Steve McQueen nessuno si salva di fronte ai propri egoismi: né la relazione tra padre e figlio, superbamente rappresentata da i brevi e intensi dialoghi tra Robert Duvall e Colin Farrell, né l’anima delle donne, vittime consapevoli dello stile di vita a dir poco disinvolto dei loro compagni.

Il merito di aver dato profondità narrativa alle protagoniste è della co-sceneggiatrice Gillian Flynn, tra le più apprezzate nell'attuale panorama cinematografico grazie al successo di L'amore bugiardo - Gone Girl diretto David Fincher e quello televisivo di Sharp Objects. In Widows - Eredità criminale disegna con il regista il ritratto in chiaroscuro di un mondo femminile che vive la sconfitta affettiva con una consapevolezza feroce, in un tragico equilibrio di vigile infelicità. 

Viola Davis e Colin Farrell in una scena di WidowsUfficio stampa

La giovane e attraente Alice (Elizabeth Debicki, The Night Manager) passa da un uomo svilente all’altro, incapace di riconoscere il proprio valore; la fiera e risoluta Linda (Michelle Rodriguez, Fast&Furious 8) lotta per realizzare un sogno banale quanto prezioso. Infine Veronica (Viola Davis), insegnante impegnata nel sindacato, che vive accanto a un uomo di cui conosce perfettamente ogni piccolezza, custode di un tragico segreto che ha condizionato e condiziona ancora la sua vita.

Sono loro le donne che amano troppo, quelle di cui parla Robin Norwood, oppresse eppure complici di uomini dai sentimenti intensi e distorti. Lasciate al loro destino, usate e tradite sotto ogni punto di vista, si giocano il tutto per tutto unendo le loro fragilità con quelle delle altre, inseguendo con forza e disperazione il senso di sopravvivenza che porterà al riscatto finale.

Rodriguez e Debicki sono due vedove di criminali pronte a rapinare un politico corrotto HD20th Century fox - Photo Adam Dalton
Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki

Se la famiglia e le relazioni umane non hanno più solidi e sacri appigli, le istituzioni politiche si degradano a colpi di corruzione fin dalla loro nascita, condividendo la silenziosa legge del dividi et impera. Anche la questione razziale viene liquidata da McQueen in modo impietoso e ferocemente lucido, tra bianchi benestanti che vivacchiano cullati dalla loro tradizione razzista e afroamericani arrabbiati, che giocano la loro sporca partita per la supremazia senza regole, invischiati in una lotta che non ha più nulla a che fare con il senso di rivalsa e giustizia anelato dai loro antenati, limitandosi a sostituire il marcio dei moderni latifondisti con il loro stesso marciume.

Robert Duvall è un ex politico razzista nel nuovo film di Steve McQueen HD20th century fox - photo Adam Dalton
Robert Duvall

La fotografia impeccabile del fedele Sean Bobbitt e la colonna sonora da brividi di Hans Zimmer, a cui si aggiungono un gioiello musicale come Wild is the Wind di Nina Simone e il sorprendente ritorno di Sade, che firma il finale con The Big Unknown, arricchiscono i tumulti interiori dei personaggi di sfumature malinconiche.

Un cast deluxe, che prevede anche la presenza di attori come Daniel Kaluuya (Scappa – Get Out) e Carrie Coon (Fargo III) tiene testa ma non offusca la performance maestosa di Viola Davis: la pluripremiata protagonista di Le regole del delitto perfetto regala a Veronica una profondità di sentimenti e una risolutezza davvero rara per un carattere femminile e che potrebbe portarle un’ennesima nomination agli Oscar 2019.

La premiere di Widows - Eredità criminale al London Film Festival HDGetty Images

Widows – Eredità criminale sarà nei cinema dal 15 novembre.

Voto8,5/10

Un thriller non convenzionale e superbamente diretto che sorprende per il raffinato e sarcastico cinismo che ci mostra come vincere e perdere siano le due facce della stessa, malinconica medaglia.

Silvia Levanti

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