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Stan Lee: il testo contro il razzismo del co-creatore della Marvel (ri)diventa virale

"Il bigottismo e il razzismo sono tra i mali più letali che affliggono il mondo" scriveva il Direttore editoriale della Casa delle Idee nel 1968.

Stan Lee Getty Images

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La morte di Stan Lee ha rattristato profondamente gli amanti dei fumetti Marvel (e non solo), in quanto il Direttore creativo della Casa delle Idee è stato anche e soprattutto il creatore dei più apprezzati e longevi supereroi della storia dei comics.

Dal 1965 al 2001, Lee ha pubblicato sul retro dei fumetti Marvel una rubrica intitolata "Stan's Soapbox” in cui spesso e volentieri - principalmente durante gli anni dei movimenti per i diritti civili in USA - ha affrontato tematiche importanti e sociali, oltre che parlare dei suoi idolatrati personaggi in costume.

Uno dei più famosi, e ancora attualissimi, “Stan's Soapbox” di Lee risalente al 1968 è diventato nuovamente virale in questi giorni immediatamente successivi alla sua morte in cui i fan di Stan, tra i quali spiccano anche molti volti e nomi noti, hanno voluto omaggiare via social il papà del fumetto moderno e la sua umanità.

Scriveva Stan nel dicembre del 1968, anno della rivoluzione sessuale ma soprattutto periodo in cui negli Stati Uniti ci furono importanti battaglie per il riconoscimento dei diritti sociali per le minoranze: “Il bigottismo e il razzismo sono tra i mali sociali più letali che affliggono il mondo oggi. Ma, a differenza di una squadra di super-cattivi in ​​costume, non possono essere fermati con un pugno sul grugno o da una pistola a raggi”. 

Il bigotto è un odiatore irragionevole, uno che odia ciecamente, fanaticamente, indiscriminatamente… Odia le persone che non ha mai visto, persone che non ha mai conosciuto, con uguale intensità, con uguale veleno.

"Non sto cercando di dire che è irragionevole per un essere umano insidiarne un altro” continuava Stan “Ma che, anche se qualcuno ha il diritto di detestare un altro individuo, il suo sentimento è totalmente irrazionale. È insensatamente pazzo condannare un'intera razza, disprezzare un'intera nazione, denigrare un'intera religione. 

Prima o poi, dobbiamo imparare a giudicarci l'un l'altro per i nostri meriti. Prima o poi, se l'uomo sarà mai degno del suo destino, dobbiamo riempire i nostri cuori di tolleranza. Perché allora, e solo allora, saremo veramente degni del concetto che l'uomo sia stato creato a immagine di Dio, un Dio che ci chiama TUTTI i suoi figli.

Conoscevate questo testo scritto da Stan Lee? 

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