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Outlander 4: «Niente è distrutto, solo cambiato», la recensione del primo episodio

In questa nuova stagione di Outlander, Claire e Jamie dovranno capire se vivere il sogno americano o fuggire da un nuovo grande incubo e, di conseguenza, fare ritorno tra le braccia dell'amata Scozia.

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L’hanno vista in anteprima al New York Comic Con e poi al Savannah Film Festival, ma oggi tocca anche a noi: la premiere della quarta stagione di Outlander è finalmente approdata su FoxLife e, sin dai primi istanti, ci suggerisce che sarà una stagione di rivoluzioni (e non ci riferiamo soltanto a quella americana).

La vita e la morte sono avvolte in un cerchio: che sia quello di Craigh na Dun o il cappio del boa, in Outlander la differenza è sottilissima.

Questa quarta stagione si avvia con una morte: quella di Hayes, uno dei compagni di sventura di Jamie e Claire, accusato di omicidio (dopo aver ucciso per legittima difesa il marito della donna che aveva corteggiato) e condannato a morte.

Siamo nel 1767, a otto anni di distanza dalla Rivoluzione Americana, e i protagonisti di Outlander sono approdati in una terra in cui vigono nuove leggi, regole e malavitosi.

I wanna live in America (?)

Li avevamo lasciati sulla riva dell’oceano, ancora restii ad ammettere ciò che era capitato loro: un naufragio, dopo tante sventure, era l’ultima cosa che si aspettavano. Dopo quattro mesi, Claire e Jamie sono ancora in America (Wilmington, per la precisione), ma stanno cercando il modo di fare ritorno in Scozia.

L’unico modo per farlo è vendere qualche gemma racimolata dall’Artemis (tra cui il meraviglioso rubino che Claire indosserà a cena).

Claire e Jamie abbracciati davanti allo specchioHDSony Pictures
Claire e Jamie

Nel percorso dell’episodio, i coniugi Fraser cambiano repentinamente idea sul da farsi, così come Jamie che vacilla prendendo in considerazione l’offerta del governatore: una terra propria in cambio di servigi per la corona.

Per fortuna che c’è la nostra Sassenach a mettere un po’ di sale in zucca al povero Fraser, stremato dagli eventi e bisognoso di ritrovare un equilibrio. Nel momento in cui ci sarà la Rivoluzione Americana, se Jamie dovesse accettare di schierarsi a favore degli inglesi, si ritroverà nuovamente dalla parte sbagliata della storia e perderà tutto.

Un ragionamento che sprona entrambi i coniugi a fare del proprio meglio affinché la terra che un giorno sarà quella di Brianna possa essere una terra migliore per tutti.

Vedi quanto abbia poca importanza la morte per noi? Dopo che mi hai lasciato, dopo Culloden, ero morto. E, per tutto quel tempo, ti ho amata.

L’unica costante in questo mare di cambiamenti è l’amore tra Claire e Jamie, sempre più forte con il passare del tempo, un amore che non pare affatto scalfito dalla piega degli eventi e che sopravvive come un fiore nel clima più ostile. Il loro è un amore puro, che conosce le avversità peggiori eppure sopravvive ad esse. Ed è esattamente questo che ci aspettiamo da Outlander.

Ian, tra fantasmi e nuovi amici

Nessuno dimenticherà la brutale esperienza della terza stagione a cui è andato incontro il giovane Ian. Sotto le grinfie della subdola Geillis, Ian ha sperimentato ciò che suo zio, per ben due volte, ha purtroppo constatato sulla propria pelle.

I due Fraser, davanti alla tomba del povero Hayes, si sono confidati a vicenda per scacciare i fantasmi della violenza subìta.

La Scozia che cercano di riacciuffare in gran parte dell’episodio sembra essere sempre più distante, ancor di più per il giovane Ian che, a differenza degli altri, non ha alcuna intenzione di farvi ritorno.

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Dopo aver vinto il suo nuovo cane-lupo al gioco dei dadi – e un bel po’ di monete – Ian si è dichiarato contrario a ritornare in Scozia, ma lo zio Jamie non vuole più avere responsabilità sul nipote, forse perché teme l’ira funesta di sua sorella Jenny (che, poveraccia, si starà chiedendo che fine hanno fatto entrambi).

La quiete prima della tempesta

L’arrivo di Stephen Bonnet scombussola gli equilibri della trama.

Prima del suo arrivo, Jamie ha sorpreso Claire con un bellissimo baule: altro che kit ultramoderni, quello che Jamie ha regalato a Claire è un fantastico armamentario per la sua professione. Non sono né perle né diamanti, ma Jamie Fraser sa sempre come rendere felice una donna.

Peccato che, poco dopo, Stephen Bonnet abbia completamente rovinato l’atmosfera.

Furto, contrabbando, pirateria: vi presentiamo Stephen Bonnet

Era uno dei prigionieri condannati a morte insieme al povero Hayes, si è intrufolato nel suo carro con destinazione cimitero ed è entrato subdolamente nelle grazie dei coniugi Fraser fingendosi quello che non è.

Stephen Bonnet ci viene presentato come un losco contrabbandiere, pirata nel corpo e nell’anima, un ragazzotto con pochi scrupoli che, pur di salvarsi la pelle, imbastisce una presentazione di se stesso che poco combacia con la realtà.

Stephen Bonnet cammina minacciosoHDSony Pictures
Vi presentiamo Stephen Bonnet

Claire e Jamie gli concedono la salvezza, per poi rinciampare in lui divenendo sue vittime. Mentre sono diretti a Riven Run dalla zia Jocasta, Bonnet li aggredisce e ruba tutti i loro averi: addio alle gemme preziose dei Fraser e alla fede di matrimonio di Claire. Una delle scene più raccapriccianti di questa season premiere, tessuta sulle note strazianti di America the beautiful di Ray Charles (da cui si prende il titolo dell’episodio), in cui abbiamo visto ancora una volta Claire e Jamie piegati a un destino infame.

Il loro è un karma particolare perché, anziché premiare le loro buone azioni, le punisce amaramente. Se non avessero salvato Stephen Bonnet, non se lo sarebbero ritrovato nel cuore della notte sul loro battello, pronto a saccheggiare ciò che gli resta e disposto a tutto (anche a uccidere) per ottenerlo.

Claire, Jamie e Ian hanno pauraHDSony Picutres
Problemi in vista

Una scena finale straziante che si racchiude perfettamente nella reazione di Claire: Caitriona Balfe si è nuovamente superata dando vita al dolore viscerale di Claire che perde la fede nuziale di Jamie. Indossando entrambe (quella di Jamie e di Frank), Claire si vede nuovamente messa di fronte a quella che un tempo è stata la sua doppia vita, costantemente divisa da passato e presente, e il destino le si ripresenta sotto mentite spoglie – quelle del terribile Mr. Bonnet – per ricordarle che sarà sempre dietro l’angolo, pronto a strapparle tutto ciò a cui tiene.

Possiamo però affermare di avere una gioia in questo episodio: la gravidanza di Marsali (e, di conseguenza, la paternità di Fergus). Così come possiamo anche essere felici della menzione ad onore di John Grey, colui a cui Jaime dovrà sempre la sua gratitudine (perché anche questa volta Jamie non è più ricercato grazie a John).

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Volendo fare una breve riflessione, questa season premiere ci ha dato l’opportunità di scavare nella mente dei personaggi, assaporare il loro disagio in una terra nuova e avvertire la mancanza di ciò che non c’è più. Poca azione (eccetto la scena finale), ma tanta riflessione, il che in Outlander di certo non guasta.

Cosa aspettarsi da questa stagione?

Sicuramente più intromissioni da parte di Stephen Bonnet. Dichiaratosi ormai legittimo nemico dei coniugi Fraser, Bonnet avrà tutta la nostra antipatia. Brianna, che è stata soltanto menzionata dai genitori, non è ancora comparsa in questo episodio ma, grazie ai trailer, sappiamo perfettamente che lo farà. Riusciranno Claire e Jamie a costruirsi una propria vita, nonostante le sventure? E la Scozia? Vi faranno mai ritorno o dovranno dirle addio per sempre?

Cosa ne pensate di questo primo episodio? Cosa vi è piaciuto e cosa no?

E cosa ne pensate di Stephen Bonnet? Potrebbe davvero battere la cattiveria di Black Jack Randall?

Il secondo episodio di Outlander 4, intitolato Non nuocere, vi aspetta venerdì 16 novembre su FoxLife alle ore 21:00.

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