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Monica Lewinsky: ‘Se vedessi Hillary Clinton, le chiederei scusa ancora’

A pochi giorni dal debutto del documentario The Clinton Affair, cui Monica Lewinsky ha preso parte, la donna ha raccontato l'impatto del Sexgate del 1998 e ammesso che vorrebbe ancora chiedere scusa a Hillary Clinton.

Una foto di Monica Lewinsky Getty Images

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Il nome di Monica Lewinsky rimane ancora indissolubilmente legato allo scandalo di cui fu protagonista oltre venti anni fa insieme all’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

In una recente intervista con Vanity Fair, l’ex assistente della Casa Bianca divenuta attivista nella lotta al cyberbullismo, si è trovata di nuovo a discutere del famoso Sexgate, rivelando cosa vorrebbe dire a Hillary Clinton, la moglie di Bill che fu coinvolta nello scandalo tanti anni fa.

Se dovessi incontrare Hillary Clinton oggi, so che cercherei di trovare tutta la forza necessaria per ammettere di nuovo - sinceramente - quanto mi dispiaccia.

E ha proseguito: “So che lo farei, perché l’ho fatto in altre situazioni difficili legate al 1998. Ho scritto anche lettere in cui mi scusavo con altri - tra cui persone che mi hanno provocato seri danni”.

Credo che quando siamo intrappolati dalla nostra incapacità di evolverci, di empatizzare umilmente e dolorosamente con gli altri, rimaniamo vittime di noi stessi

Monica Lewinsky ricorda poi le prime scuse pubbliche offerte in un’intervista con Barbara Walter il 3 marzo del 1999, così come la recente chiacchierata di Bill Clinton con il giornalista di NBC News Craig Melvin, in cui ha risposto negativamente quando gli è stato chiesto se Monica meritasse una scusa diretta da lui. “La cosa che ritengo più importante rispetto al fatto che abbia diritto o meno a delle scuse personali è la mia convinzione che Bill dovrebbe voler scusarsi”.

Non sono delusa da lui, sono più che altro delusa per lui. Sarebbe un uomo migliore se lo facesse… E noi, di conseguenza, una società migliore.

Monica Lewinsky sta rilasciando queste dichiarazioni in occasione della promozione di una serie/documentario sul famoso scandalo, che si chiama The Clinton Affair, il quale esplorerà approfonditamente i contorni del Sexgate, e al quale la donna ha accettato di prendere parte per una ragione specifica: “Il motivo principale: perché potevo”.

Nel corso della storia le voci delle donne sono state tradotte e ridotte al silenzio. Ora è il nostro momento di raccontare le nostre storie a parole nostre”.

La Lewinsky ha ammesso poi: “Sì, girarlo è stato estremamente doloroso. Ma spero che, avendovi preso parte, avendo raccontato la verità riguardo un periodo della mia vita - un periodo della nostra storia - possa assicurare che ciò che è successo a me non succeda di nuovo a nessun’altra giovane persona nel nostro paese”.

Tra le prime clip emerse ci sono quelle in cui la donna ricorda come si fosse sentita durante l’interrogatorio dell’FBI:“Era terribile, mi sentivo mortificata al pensiero di ciò che avrebbe significato per la mia famiglia. Sapevo di essere ancora innamorata di Bill e mi sentivo davvero responsabile”. In America la docuserie andrà in onda dal 18 novembre.

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