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Iran, le donne tornano allo stadio per la finale di Champions asiatica

Alla fine, la squadra del cuore non ha vinto ma per loro è stata comunque una festa: non assistevano a una finale da 40 anni

Iran, donne allo stadio Getty Images

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Non hanno esultato, a fine partita. D'altronde, l'impresa non era delle più facili. Il Persepolis - la squadra di calcio di Teheran - era chiamato a capovolgere la sconfitta per 2-0 rimediata dai giapponesi del Kashima Antlers, per aggiudicarsi la Champions League asiatica. Ma per loro, le donne che sabato sera sedevano sugli spalti dello Stadio Azadi, è stata comunque una festa: tornavano allo stadio dopo un'assenza di quarant'anni.

Iran, donne allo stadioHDGetty Images

Dopo la Rivoluzione Islamica del 1979, alle donne non è stato più permesso partecipare agli eventi sportivi. A volte, pregiudicando anche la possibilità di lavorare: le immagini che ritraevano la fotografa professionista Parisa Pourtaherian mentre, sul tetto di un palazzo, fotografava una partita di calcio fecero il giro del mondo. 

In realtà, alcuni segnali trasparivano già quest'estate, lasciando presagire che la fine del divieto non fosse poi così lontana: le donne accedevano allo stadio per assistere all'amichevole tra Iran e Spagna. Sabato scorso, invece, i tornelli dell'Azadi si sono aperti ancora, permettendo l'ingresso di alcune centinaia di tifose. Lo ha reso noto l'agenzia Tasnim, che ha parlato di un numero indefinito di sostenitrici raccolte sugli spalti dello stadio di Teheran. 

Iran, donne allo stadio: un lungo percorso

Lo scorso marzo, 35 donne sono state arrestate per aver tentato di assistere a una partita di calcio maschile: il gruppo voleva vedere la sfida tra Esteqlal e Persepolis, ma è stato allontanato dalla tribuna prima che la gara avesse inizio. Ad aprile, cinque tifose si sono travestite da uomini per entrare allo stadio e partecipare alla festa del Persepolis campione d'Iran. 

In Arabia Saudita, il divieto che proibisce alle donne di entrare allo stadio è stato eliminato a gennaio: l'Iran, dunque, è l'unico Paese in cui la presenza femminile negli impianti sportivi resta un tabù, sebbene non esplicitamente vietata dalla legge.

Sabato, 80 mila persone si sono accalcate agli ingressi dell'Azadi, anche se sembrerebbe che la maggior parte delle ragazze ammesse fossero parenti dei giocatori, membri delle varie Nazionali femminili iraniane e delle squadre di Futsal.  

Secondo quanto ha riportato ISNA News Agency, l'accesso nel settore a loro riservato (con una capienza di 850 posti) è stato salutato dagli altri tifosi con un lungo applauso.

Iran, donne allo stadioHDGetty Images

Katayoun Khosrowyar, allenatrice della Nazionale femminile di calcio U19, ha commentato positivamente l'episodio: "È un processo graduale, ma è stato bello che le donne potessero entrare all'Azadi dopo 40 anni. Lentamente, ma sicuramente, tutte le donne avranno il permesso di andare allo stadio". Tuttavia, alcune non sono state affatto d'accordo con l'allenatrice.

Secondo le tifose rimaste fuori dall'Azadi, nessuna sarebbe dovuta entrare fino a quando non fosse permesso a tutte quante. "È un processo graduale - ha però insistito Khosrowyar ai microfoni del Middle East Eye -. Devono essere felici per quelle che finalmente sono riuscite ad andare, perché significa che un serio dibattito per aprire le porte a tutte le donne è già iniziato". 

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