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Torna nella Capitale la XXIV del MedFilm Festival 2018, dedicato al cinema europeo

Spazio al cinema Mediterraneo a Roma, dal 9 al 18 novembre, con un festival ricco di pellicole, cortometraggi e tante storie. Protagonisti di quest'edizione sono la Spagna, la Tunisia e una sezione che racconta la creatività femminile.

La locandina del film Mudanza che sarà presentato al MedFilm Festival 2018 Ufficio Stampa

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Torna a Roma la XXIV edizione MedFilm Festival, la rassegna dedicato al cinema del Mediterraneo, dal 9 al 18 novembre con tanti attesi ospiti registi, attori e produttori per approfondire i temi proposti dai film. Per un Festival che si svolge in tre il luoghi: il Cinema Savoy, il MACRO - Museo di arte contemporanea di Roma e il Nuovo Cinema Aquila. Tante proiezioni e un programma importante con 79 film (lungometraggi, cortometraggi e documentari) provenienti da 34 paesi e molti firmati da registe di tutte le nazionalità siriane, marocchine, turche, tunisine e spagnole per raccontare storie che percorrono le due sponde del Mediterraneo.

Un’edizione simile ad un viaggio che viene inaugurata dal film siriano, in concorso, The Day I Lost My Shadow della regista Soudade Kaadan, classe 1979, Leone del futuro a Venezia 75. Un’opera attuale e potente, tra fiction e documentario, sulla Siria di oggi, paese smarrito e in guerra da 7 anni. A chiudere il festival ci penserà, fuori concorso, il cineasta israeliano Amos Gitai con A Tramway in Jerusalem, una tagliente sit – commedy come è stata definita dal regista stesso ambientato su un tram che collega diversi quartieri palestinesi. Qui si incrociano e alternano le vite di persone diverse che si confrontano tra conflitti e riconciliazioni.

I film in concorso

The Day I Lost My Shadow di Soudade KaadanHDUfficio Stampa

In concorso 10 film, di cui 8 in anteprima italiana, per parlare di alcuni temi importanti e contemporanei: dalla guerra civile siriana all’emancipazione femminile, dal diritto al lavoro, all’eredità storica del Novecento.

Tra i titoli in programma: il tunisino Weldi di Mohamed Ben Attia, il turco Sibel di Çagla Zencirci e Guillaume Giovanetti, l’egiziano Yomeddine di Abu Bakr Shawky, il franco-marocchino Sofia di Meryem Benm'barek, il francese Treasure Island di Guillaume Brac, l’iraniano Orange Days di Arash Lahooti, il libanese The Swing di Cyril Aris, lo spagnolo Facing the Wind di Meritxell Colell Aparicio e l’algerino On the Hillsides di Abdallah Badis.

Sofia del regista franco-marocchino Meryem Benm'barekHDUfficio Stampa

Protagonisti della XXIV edizione del Medfilm Festival sono la Tunisia e la Spagna. La Tunisia viene omaggiata con il Premio alla Carriera alla produttrice Dora Bouchoucha e con un focus speciale giovedì 15 novembre, che vedrà in programma Weldi di Mohamed Ben Attia, L’Amour des hommes di Mehdi Ben Attia con Hafsia Herzi e l’anteprima italiana di Tunisia Factory, progetto della Quinzaine des Réalisateurs realizzato da quattro cortometraggi girati a quattro mani da filmmaker tunisini tra questi anche l’esordiente Mariem Al Ferjani, l’attrice protagonista dell’intenso La Belle e le Bestie di Kaouther Ben Hania.

Mentre per la Spagna sarà ospite l’attrice e ballerina Mónica Garcia, protagonista di Facing the Wind, e una selezione speciale di cortometraggi (tra cui le anteprime italiane di Mi amado, las montañas di Alberto Martín Menacho e Mudanza Contemporánea di Teo Guillem) che racconteranno il cinema spagnolo di oggi, sempre più attivo e dinamico in Europa.

Concorso cortometraggi e cinema italiano

Riservato ai talenti emergenti troviamo 20 film in programma. Tra i titoli spiccano la saga familiare Brotherhood della tunisina Meryam Joobeur, l’horror carpenteriano School dello sloveno Áron Horváth, il thriller notturno Umbra dell’iraniano Saeed Jafarian e Noi soli di Francesco Alessandro Cogliati. Tra le varie iniziative proposte dal Festival da segnale Women in Film un focus importante dedicato alla creatività delle donne attraverso fiction, documentari, cortometraggi che raccontano il corpo femminile e il desiderio.

Tra i titoli proposti, Red Cow dell’israeliana Tsivia Barkai, la performance artistica I Have Sinned a Rapturous Sin dell’iraniana Maryam Tafakory e Cheikh’s Watermelons di Kaouther Ben Hania. Non mancherà anche uno spazio dedicato alla cinematografia italiana indipendente con la sezione Le Perle. Tra i film selezionati: Sembra mio figlio della regista Costanza Quatriglio che in quei giorni terrà anche una masterclass, Il sogno di Omero di Emiliano Aiello, Talien di Elia Mouatamid ed le due opere di Stefano Savona, ambientate in Palestina, Piombo fuso e La strada dei Samouni.

Premi alla carrier a Liliana Cavani e Dora Bouchoucha

Manifesto ufficiale del MedFilmFestival - Tutte le sponde culturali del MediterraneoHDUfficio Stampa

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