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In Irlanda chi chiede l'aborto sarà aiutato a trovare un medico non obiettore, mentre in Italia...

Verrà introdotto in Irlanda un servizio di assistenza per le donne che vogliono ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza e un servizio che segnala i ginecologi non obiettori.

Irlanda, aborto istock

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Dopo il referendum che ha portato all'abrogazione del famoso ottavo emendamento, in Irlanda si discute il testo di legge che regolamenterà l'interruzione volontaria di gravidanza. Tra le novità introdotte, ci sarà una nuova linea di assistenza pubblica. Tra i suoi compiti, anche quello di fornire i nomi dei medici non obiettori nella località della donna che intende abortire.

In questi giorni il Comitato parlamentare per la Salute sta discutendo i 180 emendamenti avanzati alla Health (Regulation of Termination of Pregnancy) Bill 2018, la proposta di legge presentata dal ministro della salute Simon Harris.

Dopo il referendum, è su questo campo che si sposta il braccio di ferro tra anti-abortisti e pro-choice: "Ci sono parecchi emendamenti - commenta Michael Harty, presidente della commissione -. Alcuni sono riprovevoli e sicuramente cadranno. Altri, invece, verranno accolti". Tra i temi maggiormente discussi c'è quello riguardante l'obiezione di coscienza. 

Irlanda e Italia: aborto e obiezione di coscienza

In tandem con il lancio dei nuovi servizi per l'aborto, l'helpline offrirà assistenza, consigli e sostegno a coloro che decidono di abortire. Se da una parte, infatti, viene riconosciuto il diritto dei medici all'obiezione di coscienza, dall'altra viene affermata anche l'esigenza di indicare alle donne a quali dottori rivolgersi per l'IVG.

La linea d'aiuto telefonico vedrà consulenti e ostetriche impegnate in diversi protocolli di assistenza concordati, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nei casi necessari, verrà prestata assistenza anche personalmente. Inoltre, è prevista la possibilità di rivolgersi alla linea telefonica di sostegno anche per problematiche sorte dopo aver abortito. 

D'altronde, come ha osservato Louise O'Reilly - membro della commissione che in questi giorni sta discutendo gli emendamenti - la legge avrà raggiunto il suo scopo solo se diminuirà il numero di donne costrette a recarsi all'estero per abortire. A questo proposito, sarà indicativo anche il dato delle ordinazioni su internet della pillola RU486.

Equilibrio tra diritto all'obiezione e diritto delle donne: anche in Italia, per legge, i medici anti-abortisti devono indicare un non obiettore a chi intende proseguire con l'IVG. Un obbligo troppo spesso destinato a restare solo sulla carta, ancora più limitante se si considera che la stragrande maggioranza dei ginecologi anche d'ospedale si dichiara obiettore.

Dopo 40 anni dall'introduzione della legge 194, otto ginecologi su dieci rifiutano di praticare l'interruzione volontaria di gravidanza. Con il caso limite rappresentato dal Molise, in cui un solo medico in tutta la regione non è obiettore. 

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