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Svegliarsi già stanchi: le cattive abitudini che non ci fanno dormire bene

La qualità del sonno è fondamentale per il benessere del nostro organismo: ecco sette abitudini da cambiare per dormire bene e non svegliarsi già stanchi.

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Non si tratta solamente di un piacere: dormire bene è fondamentale per il benessere del nostro organismo. Si tratta di una necessità di primo ordine, per questo nel corso degli anni moltissimi studiosi (soprattutto neuroroscienziati) si sono interessati alla qualità del sonno. Quando si riposa male non si rigenerano né recuperano le energie, aumenta lo stress e cala la concentrazione. Le attività procedono a rilento, il corpo ne risente negativamente.

Eppure, bisogna stare attenti ai luoghi comuni: non è detto che per svegliarsi riposati bisogna dormire un numero determinato di ore. Certo, almeno sei è la prerogativa fondamentale, importante tanto quanto stare attenti a tutte quelle cattive abitudini che, spesso inconsapevolmente, disturbano le nostre ore notturne portandoci a fare i conti con la stanchezza già quando suona la sveglia.

Ecco gli errori da non fare se si vuole dormire bene.

  1. Mangiare troppo o troppo poco
  2. Bere troppa acqua
  3. Assumere farmaci che provocano insonnia
  4. Utilizzare smartphone e tablet sotto le lenzuola
  5. Crogiolarsi nei troppi problemi
  6. Dormire su un materasso vecchio e cuscini scomodi
  7. Abusare di caffè durante il giorno

1 - Mangiare bene per dormire bene

Patatine fritte e hamburger.HDPixabay.

Né un estremo né l’altro: prima di andare a dormire, bisogna stare attenti a ciò che si mangia. Vietato recarsi sotto le coperte con lo stomaco vuoto: la fame tiene il cervello attivo e non apporta alcun vantaggio al nostro organismo. Sfatato il mito che sia una buona soluzione per dimagrire, saltare il pasto serale rende il sonno disturbato, facendoci svegliare, il giorno dopo, con una notevole fatica.

Allo stesso modo, è necessario evitare di riempirsi di cibo: mangiare cibo spazzatura prima di dormire o cenare con porzioni esagerate porta un innalzamento dell’indice glicemico, oltre che gas intestinali. Il metabolismo durante la notte è più lento, così come la digestione. Si riposa male e ci si sveglia assonati. Secondo gli esperti è buona abitudine far passare almeno un’ore e mezza da quando ci si alza da tavola.

2 - Non bere troppa acqua

Una bottiglia.HDPixabay.

I nutrizionisti sono chiari: ogni giorno bisognerebbe bere almeno due litri di acqua. Facendo attenzione, però, a non concentrarli tutti nella fase finale della giornata. Chi passa tanto tempo fuori di casa, infatti, tende a idratarsi soprattutto in prossimità e durante la cena, incrinando, molte volte inconsapevolmente, la qualità del riposo.

Andare a letto con la vescica piena, porta a interrompere il sonno per recarsi al bagno, con il rischio di farlo anche più volte durante una sola notte. Meglio ricordarsi di bere al mattino e durante il pomeriggio quindi, diminuendo poi il consumo di alcolici: se all’inizio producono un effetto sedativo, alla lunga provocano un’impennata dell’adrenalina. L'organismo ne risente e si dorme male.

3 - Svegliarsi riposati allontanando i pensieri notturni 

Una persona con la testa coperta dal cuscino.HDPixabay.

A letto non si portano i problemi. Più facile da dirsi che da farsi, tuttavia andare a dormire con la testa 'leggera' rappresenta il primo passo per riposare bene. Bisogna fare in modo che, almeno di notte, il cervello si allontani da tutto ciò che durante la giornata lo tiene attivo: famiglia, lavoro, sentimenti e non solo.

Non si tratta di essere menefreghisti o superficiali: piuttosto di volersi bene. L’ansia ci paralizza ma non ci fa dormire, portandoci, al risveglio, ad essere già mentalmente esausti. Meglio rimandare ogni elucubrazione a quando il gallo canta. Perché se la notte porta consiglio, è comunque sempre meglio svegliarsi con la forza di concretizzarlo.

4 - Farmaci che provocano insonnia

FarmaciHDPixabay.

Da una parte ci sono i rilassanti e i sonniferi - da usare con prudenza e solo sotto indicazione di un medico -, dall’altra i farmaci che producono insonnia. Proprio questi ci portano ad avere difficoltà nel dormire la notte, dandoci una sensazione di sonnolenza già dalle prime ore della mattina successiva.

Ma quali sono? Classificarli è difficile, in quanto formano una categoria davvero ampia: dagli antistaminici agli antidolorifici, passando per alcuni medicinali contro ipertensione, disturbi cardiaci, Alzheimer e diabete. Non solo: sono da tenere sotto controllo anche alcuni integratori alimentari - usati soprattutto per il miglioramento cartilagineo delle articolazioni - e gli antidepressivi. Usati per compiti diversi, hanno un unico comune denominatore: peggiorano la qualità del sonno. 

5 - Tablet e cellulare a letto

Tablet e smartphone.HDPixabay.

Difficile trovare chi non si macchi di questa 'colpa', è uno sbaglio che compiamo davvero tutti. L’età non conta: tra bambini e adulti non ci sono differenze. Alzi la mano chi, prima di abbandonarsi al sonno, non usa cellulare o tablet. Braccia tutte giù, non è vero? Magari per controllare la mail, più di frequente per un ultimo giro sui social.

Eppure, si tratta di un’abitudine da eliminare: la luce degli apparecchi tecnologici incide sui livelli melatonina - l’ormone che aiuta a regolare i ritmi del sonno - portandoci a dormire male. Le conseguenze le subiamo (con gli interessi) il giorno dopo sotto forma di stanchezza e sonnolenza.

6 - Attenzione alla scelta del materasso e dei cuscini

Letto e cuscini.HDPixabay.

Se fossimo più attenti ai particolari, probabilmente dormiremmo meglio. Prendiamo il caso del materasso: la maggior parte delle volte non teniamo in considerazione quanto sia importante per riposare bene e non svegliarsi con le occhiaie. C’è chi tende a lesinare in fase di acquisto, chi a dimenticarsi di cambiarlo. Quando è vecchio, infatti, è giusto buttarlo. La durata media? Di 8-10 anni, non di più. 

Per quanto concerne la scelta dei cuscini, sono da evitare quelli troppo soffici: rovinano la postura, provocando problemi alle anche, alla schiena e alle spalle. Il risultato è un sonno disturbato e non rigenerativo.

7 - Troppo caffè durante la giornata

Caffè versato in una tazzina.HDPixabay.

I caffeinomani dovranno rivedere le proprie abitudini. A trarre vantaggio, così, sarà la qualità del sonno. Diversi studi evidenziano come bere troppo caffè durante la giornata infici negativamente sul riposo. Il consiglio è quello di evitarlo a partire dalle sei ore precedenti l’andare a letto: il che si traduce nell’abolizione della tazzina pomeridiana. Meglio optare per un decaffeinato o per tisane rilassanti (come la camomilla).

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