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Le illusioni di Escher in mostra al Pan di Napoli

Una mostra dedicata a uno dei maestri dell’arte, che con le sue ricerche e la sua opera ha saputo influenzare artisti e creativi nei secoli a venire.

La mostra Escher Ufficio stampa | PAN

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Arriva a Napoli una delle mostre più amate: dal 1° novembre 2018 al 22 aprile 2019 nelle sale del PAN | Palazzo delle Arti Napoli è ospitata la grande retrospettiva sull'artista Maurits Cornelis Escher. La mostra si ripropone di presentare al pubblico le opere più amate del genio olandese e anche un’ampia selezione di lavori nati grazie alla sua influenza sulle generazioni successive. Ci sono quindi in mostra dischi, fumetti, pubblicità e persino video: un percorso di circa duecento opere che unisce Escher ai giorni nostri.

«Lo stupore è il sale della terra»: questa frase è stata spesso pronunciata da Escher e ben rappresenta la sua opera, in cui grafica, illusioni ottiche e studi scientifici si fondono, creando immagini stupefacenti. La mostra Escher al PAN non trascura le opere più importanti dell’artista, ma si caratterizza per un particolare approfondimento legato al territorio.

Maurits Cornelis Escher Pozzanghera 1952 Xilografia, 32x31,9 cm Collezione privata, ItaliaHD2018 The M.C. Escher Company. All rights reserved
Maurits Cornelis Escher Pozzanghera 1952 Xilografia, 32x31,9 cm Collezione privata, Italia

Ovviamente non mancano le opere più conosciute e amate, come Relatività (1953), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939) e Giorno e notte (1938). Ciò che però rende unica l’esposizione partenopea è la presenza di un’inedita selezione di opere prodotte dall’artista durante il suo viaggio - avvenuto nella primavera del 1923 - lungo la Costiera Amalfitana fino a Ravello. Un viaggio lungo la penisola che lo segna profondamente anche a livello personale: in Campania ha conosciuto la giovane svizzera divenuta poi sua moglie.

L’esempio di come vita privata e ispirazione artistica si fondono nei lavori di Esher è racchiuso nella chiesa di Atrani: la splendida costruzione fa da sfondo a una foto assai famosa dei due giovani sposi e allo stesso tempo è un motivo ricorrente nelle opere dell’artista che, per esempio, la colloca alla fine della famosa Metamorfosi II.

Maurits Cornelis Escher Buccia 1955 Xilografia, 32x23,5 Collezione privata, ItaliaHD2018 The M.C. Escher Company. All rights reserved
Maurits Cornelis Escher Buccia 1955 Xilografia, 32x23,5 Collezione privata, Italia

La mostra vuole quindi essere un approfondimento a trecentosessanta gradi della vita e dell’opera di Escher, tanto che accanto alle opere sono esposti esperimenti scientifici e supporti didattici che vogliono aiutare i visitatori di ogni età a comprendere la dimensione artistica di un artista poliedrico e geniale che ha sempre goduto di enorme popolarità.

Il percorso espositivo, che comprende circa duecento opere, si divide in otto sezioni:

  1. Maurits Cornelis Escher, gli esordi: un percorso attraverso i primi anni di lavoro del giovane Escher che mette in luce quanto le sue doti artistiche, già ottime in partenza, siano migliorate nel tempo. È in questi anni che Escher si avvicina alla tassellazione, cioè la divisione regolare del piano con intenti decorativi.
  2. Escher, l’Italia e la Campania: la sezione dedicata al viaggio in Italia, Paese il nostro dove Escher organizzò la prima personale (a Siena, nel 1923). Il paesaggio italiano è per lui fonte di grande ispirazione, così come la storia del bel Paese e in particolare della Campania: tutti elementi su cui si pone l’accento in questa parte della mostra.
  3. Tassellazione: una sezione dedicata a questo motivo decorativo, che rivela subito le radici art noveau di Escher. Una divisione regolare del piano che ammaliò e stregò Escher, ispirato in questo dal monumento di Granada che Escher visitò e in cui si trattenne a ricopiare i disegni.
  4. Struttura dello spazio: un’intera sezione dedicata a uno dei temi di ricerca più cari a Escher, che declinò secondo le diverse problematiche: le “superfici riflettenti e curve”, i solidi geometrici, i nastri e così via…
  5. Metamorfosi: anche la trasformazione a cui è soggetto il mondo è stata per Escher motivo di grande riflessione. La trasformazione di una forma in un’altra trova la sua massima espressione nel celebre lavoro intitolato Metamorfosi II, una xilografia che affronta il tema della trasmutazione di un’immagine che, senza soluzione di continuità, lascia il posto a un’altra.
  6. Paradossi geometrici: passare dalla due alle tre dimensioni apre a Escher un mondo intero da esplorare con i suoi lavori. Un mondo in cui il paradosso e le illusioni la fanno da padroni.
  7. Lavori su commissione: come molti artisti, anche Escher prestò il suo genio a diverse committenze. Ecco allora una sezione che raccoglie gli ex libris, i biglietti d’auguri, le copertine dei libri, le illustrazioni e così via. Occasioni che Escher usa per studiare il proprio linguaggio e approfondire le proprie ricerche.
  8. Eschermania: un’ultima sezione dedicata alle influenze di Escher nei più disparati campi, non solo nella pittura.

Sfoglia la gallery per ammirare i capolavori e l'allestimento della mostra:

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea.

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