Stai leggendo: Alla scoperta di Napoli: 5 mete irrinunciabili della città di Partenope

Letto: {{progress}}

Alla scoperta di Napoli: 5 mete irrinunciabili della città di Partenope

Napoli diviene "nu piezzo e' core", "un pezzo di cuore", per chiunque la visiti. Città moderna e raffinata, dal cuore antico e dalle tradizioni stupefacenti, è una delle mete più incantevoli non solo del Sud Italia, ma di tutto il nostro splendido paese.

Vista di Napoli istock

20 condivisioni 0 commenti

"Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è a voce de' creature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sule", cantava Pino Daniele. Vi basterà solo dare uno sguardo a Napoli per capire che l'immortale artista campano avesse ragione: Napoli è una terra magica, la cui bellezza supera i suoi problemi e le sue contraddizioni, e vi stregherà con il suo vortice di colori, sapori e profumi, vi cullerà con il rumore del mare e vi innamorerà con i suoi scorci da togliere il fiato e la sue tradizioni.

Leggenda vuole che la città sia nata da Partenope, sirena che, rifiutata da Ulisse, preferì il suicidio. Le onde portarono il suo corpo lungo la riva e, toccata terra, esso si dissolse, andando a formare proprio Napoli: la testa della splendida creatura originò la collina di Capodimonte, mentre la sua coda corrisponde a Posillipo.

Andiamo a scoprire insieme alcune delle cose da fare e delle mete più suggestive di Napoli.

La Cappella Sansevero e i suoi misteri

Famosa, ma forse non abbastanza, la Cappella San Severo è una delle mete più affascinanti, emozionanti e misteriose di Napoli. Chiesa sconsacrata e barocca del XVI secolo, vicina al Palazzo dei Principi di Sansevero, essa nasconde numerose simbologie massoniche e alchemiche e custodisce uno dei capolavori dell'arte italiana: il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino.

La magnifica scultura in marmo, realizzata nel 1753, raffigura un Gesù morente e sdraiato, coperto da un velo straordinariamente aderente alla sua figura. Leggenda vuole che il velo fosse un semplice tessuto e che il committente della statua, l'eclettico Raimondo di Sangro VII Principe di Sansevero, lo abbia calcificato con una pozione a metà tra chimica e magia.

Buona parte del fascino del luogo sono legate proprio a quest'uomo, celebre alchimista, massone, inventore e scienziato, che dedicò la sua vita alla ricerca. Egli trasformò la cappella in un tempio d'arte, scienza ed esoterismo. Oltre a numerose dipinti e sculture di pregevole fattura, sono conservati tante opere originali, surreali o macabre, come le macchine anatomiche, ossia dei modelli umani che mostrano l'apparato circolatorio. 

Napoli Sotterranea

Se non soffrite di claustrofobia, Napoli sotterranea è una delle esperienze imperdibili della città partenopea. Vi ritroverete persi e affascinati in un'intricata rete di gallerie sotterranee, i cui scavi risalgono addirittura ai Greci. Napoli (Neapolis = "città nuova") era, infatti, uno dei centri più importanti della Magna Grecia e venne fondato nell'VIII secolo a.C. dai Cumani. I cunicoli usati dai Greci come cave di tufo furono anche estremamente funzionali per i Romani, che li utilizzarono per la realizzazione di un acquedotto. Nel corso dei secoli l'area è stata sfruttata in tanti altri modi diversi (ipogei funerari, cisterne, pozzi, discarica, etc.).

Durante la traumatica esperienza della Seconda Guerra Mondiale, inoltre, Napoli sotterranea divenne un rifugio per migliaia di cittadini che riuscirono così a sfuggire ai bombardamenti. Dopo un'attenta opera di restauro, è oggi possibile visitare questa grande e suggestiva opera di ingegneria civile e scoprire curiosità e aneddoti riferita di questo scorcio nascosto e mozzafiato della città, un patrimonio da tutelare e riconoscere. Il percorso turistico vi accompagnerà nei punti più rilevanti, fino a 40 m di profondità, per una visita indimenticabile di circa 2 ore. 

La storia della città attraverso i monumenti

Napoli è una città ricca di storia ed è sempre stata un centro politico, artistico e culturale fondamentale per l'Italia. Percorrendo le sue strade, curiosando nei suoi vicoli e ammirando le sue architetture potrete (ri)scoprire alcune pagine importantissime del nostro passato. I suoi luoghi di interesse sono tantissimi. Noi vi consigliamo di partire dal Maschio Angioino.

Questo possente castello dallo stile composito è uno dei simboli di Napoli e il suo nucleo più antico risale addirittura al XIII secolo e alla volontà di Carlo d'Angiò di rendere Napoli un centro strategico. Poco distante dal palazzo si trova il trionfale teatro San Carlo, il teatro d'opera è il più antico del mondo, nato 41 anni prima della Scala di Milano e 55 anni prima delle Fenice di Venezia. Esempio di stile e architettura, sorse per decisione di Carlo di Borbone, sovrano molto attento alla cultura.

Realizzato da Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale, fu inaugurato il 4 novembre 1737, nel giorno dell'onomastico del re, con l'Achille in Sciro, opera seria con libretto di Pietro Metastasio e musica di Domenico Sarro. Adiacente al teatro, si trova il raffinato Palazzo Reale (stile tardorinascimentale e neoclassico), costruito nel XVII secolo da Domenico Fontana per il viceré Fernando Ruiz de Castro. Carlo di Borbone lo scelse come residenza reale e ordinò ristrutturazioni, abbellimenti e ampliamenti. Oggi, passeggiando nelle sue sale, rimarrete abbagliati dallo splendore e dal lusso delle sue stanze, arricchite con preziosi oggetti e arredi.

Piazza Plebiscito di NapoliHDWikipedia
La chiesa di San Francesco di Paola, che abbraccia Piazza Plebiscito a Napoli

Il palazzo domina l'iconica Piazza Plebiscito, celebre anche per la Chiesa di San Francesco di Paola, ispirata al del Pantheon e della Basilica di San Pietro di Roma e caratterizzata da una pianta circolare con da tre cupole. Il suo portico a emiciclo con colonne doriche cinge gran parte della piazza ed è uno degli scorci più belli della città.

Passeggiando nelle strade di NapoliHDPixabay
Passeggiando tra i vicoli più caratteristici di Napoli

Da qui potete proseguire verso il mare e ammirare Castel dell'Ovo, il quartiere di Chiaia e quello di Mergellina, oppure potete percorrere via Toledo, fare shopping, avventurarvi nei Quartieri Spagnoli e scoprire le bellezze di Piazza del Gesù Nuovo, con il suo Chiostro di Santa Chiara, meraviglioso complesso monastico del XIV secolo. Imperdibile, infine, è la caotica e irresistibile area di San Gregorio Armeno, con i suoi negozietti, i suoi ristoranti e i suoi presepi, pregiate opere di artigianato artistico a tema religioso e profano.

Il Museo di Capodimonte e il MADRE

La settecentesca barocco-neoclassica Reggia di Capodimonte, fu voluta da re Carlo di Borbone per ospitare la preziosa collezione d'arte del sovrano. Oggi, il sontuosa palazzo ospita il rinomato Museo di Capodimonte, uno dei musei più importanti d'Italia.

La Reggia di CapodimonteHDWikipedia
La Reggia di Capodimonte, sede del rinomato ed omonimo Museo

Qui sono custoditi quadri meravigliosi, tra cui "La Madonna con Bambino e due Angeli" di Sandro Botticelli, "Ritratto di Giulio Clovio" di El Greco, "Madonna col Bambino, San Pietro martire e un donatore" di Lorenzo Lotto, "Antea" del Parmigianino, "La Madonna del Divino Amore" di Raffaello, "Giuditta che decapita Oloferne" di Artemisia Gentileschi, "La Flagellazione di Cristo" di Caravaggio e "Danae" di Tiziano, interessanti reperti antichi (egizi, etruschi, romani, arabi, orientali, etc.), arazzi, armi e raffinate porcellane.

Imperdibile per le sue eccezionali opere di arte contemporanee è, invece, il Museo Museo d'arte contemporanea Donnaregina, detto Madre, per ricordarci quanto l'arte sia "genitrice" di pensiero, di emozione e di cultura. Qui sono esposti (o sono stati esposti) alcuni degli artisti più visionari del XX e XXI secolo, come Joseph Beuys, Domenico Bianchi, Lucio Fontana, Roy Lichtenstein, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Antoni Tapies ed Andy Warhol

La cucina napoletana: le tappe

L'enogastronomia campana è tra le più buone e apprezzate del paese. Dalla pizza (una delle "opere d'arte" della cucina partenopea) alle sfogliatelle, dalla spaghetti con le vongole alla mozzarella di bufala, dal provolone alla frittata di maccheroni, dal babà ai friarielli, il vostro palato sarà deliziato e travolto da sapori squisiti, tanto dolci quanto salati.

Un sfogliatella napoletanaHDWikipedia
Un'invitante sfogliatella

L'elenco dei ristoranti imperdibili in città è molto, molto lungo. La Trattoria da Nennella è uno dei luoghi più iconici della città e la sua cucina casereccia è globalmente nota, così come il ristorante Umberto, locale centenario elegante e tradizionale allo stesso tempo. Assolutamente da provare il piatto storico familiare, i "paccheri d'o treddeta", con polipetti veraci, olive nere, capperi e pomodorini del Vesuvio. Anche le pizze, preparate con lievito madre sono ottime. Tra le altre pizzerie eccellenti, ci sono l'affollatissimo Da Michele, soprannominato "Il tempio della pizza", Sorbillo, Di Matteo e Brandi, dove sembra che sia nata la Margherita. La pizza più celebre del mondo si chiama così, infatti, in onore della prima regina d'Italia, Margherita di Savoia (1851-1926), moglie di Umberto I.

Come e quando è nata la pizza

A "inventare" la gustosa pietanza, nel 1889, fu probabilmente il cuoco Raffaele Esposito del ristorante “Brandi” (all'epoca noto come “da Pietro il Pizzaiolo” o “Pietro e basta così”), osteria già in funzione nel 1780 in via Sant'Anna di Palazzo, nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Vi suggeriamo anche con cosa accompagnare i vostri piatti prelibati: l’Ischia Doc Biancolella “Vigna del Lume” 2017 di Cantine Antonio Mazzella, il quale, nel 2018, ha vinto il premio Vinitaly come miglior bianco d'Italia! Il particolare più "romantico" di questo vino è che i mosti vengono sposati via mare dopo la vendemmia, esperienza che i produttori definiscono come "magica".

Ultimo consiglio "gustoso": non lasciatevi scappare il Provolone del monaco DOP, squisito formaggio stagionato prodotto nell'area della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, che deve il suo nome ad un antico resoconto. Sembra che quando i "casari" giungessero al porto di Napoli per il loro carico di formaggi si proteggessero dal freddo con delle mantelle di tela di sacco, simili al saio dei monaci. Fateci sapere quali sono i vostri piatti preferiti della cucina partenopea e rispondete al nostro sondaggio!

Cosa vi intriga più di Napoli?

Vota anche tu!

Cosa vi attrae di più di Napoli?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.