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Keira Knightley: 'Sono tornata a lavorare dopo la gravidanza per ritrovare un senso di identità'

Keira Knightley rivela di aver sentito la necessità di tornare a lavorare dopo la gravidanza per ritrovare se stessa, seguendo le orme della madre quando era piccola. E parlando del suo film Colette ha riflettuto sul femminismo e il problema del pay gap.

Keira Knightley Getty Images

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Tre anni fa Keira Knightley è diventata mamma per la prima volta, con l’arrivo della piccola Edie, e in una lunga intervista a Harper’s Bazaar l’attrice ha parlato della maternità, il ritorno al lavoro dopo la nascita della figlia ma anche di femminismo e pay gap.

La star 33enne ha spiegato che fa derivare parte del suo senso di identità dall’orgoglio che prova per la figura della madre, la drammaturga e sceneggiatrice Sharman Macdonald, 67 anni, in particolare per l’etica del lavoro secondo la quale ha vissuto mentre Keira cresceva. La protagonista di Colette sa di essere privilegiata perché può permettersi di pagare per il servizio di asilo nido, ma ha sottolineato che per lei è “molto importante” bilanciare la propria carriera con gli impegni dell’essere madre. “Mia madre ha sempre lavorato quando ero piccola”, ha raccontato, “e ha sempre tenuto particolarmente al fatto che continuassi a lavorare io stessa; credo che buona parte della mia identità derivi dal fatto che sono così orgogliosa del fatto che lei lavorasse e avesse quell’etica”.

Per il mio stesso senso di identità, è diventato improvvisamente molto importante che avessi qualcosa che fosse ‘me’, e fosse solo mia.

Keira ha continuato: “Ho potuto continuare a lavorare perché posso permettermi di pagare per il nido, ma credo che quel senso di identità è qualcosa che motiva molte donne e il lavoro è ciò che mi ha permesso di mantenerlo”. Keira Knightley si occupa della piccola Edie insieme al marito James Righton, 35 anni, ex tastierista dei Klaxons. I due si sono sposati a maggio del 2013 nel Sud della Francia con una cerimonia molto intima, dopo due anni di relazione.

Nella cover story del magazine, l’attrice parla anche dei movimenti #MeToo e Time’s Up, sostenendo che un elemento fondamentale del dibattito è il modo in cui la nostra società fa crescere i bambini maschi e afferma che nella conversazione su questi temi devono essere inclusi anche gli uomini.

Forse parlare è il solo modo di affrontare la questione anche se, ehi, mi piacerebbe che parlassero anche gli uomini.

La Knightley prosegue: “Bisogna interagire anche con l’altro interlocutore per chiederci: ‘Come stiamo crescendo i giovani uomini? Cos’ha spinto la gente a voler agire in questo modo in origine?”.

Tra le questioni più famose sollevate dai movimenti femministi sorti nell’ultimo anno c’è quella della netta disparità di compensi percepiti da uomini e donne per lo stesso tipo di lavoro, nel mondo dello spettacolo e oltre. Commentando questo problema, la Knightley ha ripetuto quanto aveva già rivelato di recente, ovvero che non si fosse mai soffermata a pensare che potesse esistere una tale abitudine, finché poi la questione non è stata sollevata e ha deciso di interessarsi per evitare che le possa succedere in futuro.

Sono sempre a favore del mostrare gratitudine per la fortuna avuta nella vita, ma a un certo punto devo smettere di sentirmi semplicemente fortunata e di essere sempre cortese, e devo cominciare a porre le domande importanti.

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“My mum always worked when I was small and she’s always had a real thing about me continuing to work, and I think a lot of my sense of self came from me being so proud of her for working and having that ethic. I think for my sense of identity, it was suddenly very important that I had that thing that was still me and mine. I’ve only been able to do it because I can afford the childcare, but I think that sense of identity is something that a lot of women really feel rocked by and work was a way for me to keep that.” - Keira Knightley (📷 Keira wears @chanelofficial Haute Couture dress, photographed by @tomcraig and styled by @leithclark for the December issue of Harper’s Bazaar - out tomorrow) #HarpersBazaar #KeiraKnightley #Decemberissue #BazaarAwards

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Il suo ultimo film, Colette, è da questo punto di vista molto attuale: si tratta della vera storia della scrittrice francese che per anni è stata sfruttata dal marito, pubblicando i propri romanzi col nome di lui, che dunque godeva tutti i benefici della fama, in un mondo in cui un’autrice donna (siamo ai primi del ‘900) difficilmente riusciva ad aver fortuna. Riguardo l’esperienza avuta interpretando questo ruolo, Keira ha detto di apprezzare moltissimo la propria libertà di essere se stessa, e che questa parte è una di quelle che avrebbe potuto solo sognare di recitare da piccola.

Il biopic diretto da Wash Westmoreland e nel quale la Knightley recita al fianco di Dominic West ed Eleanor Tomlinson, arriva al cinema il prossimo 6 dicembre.

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