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Ecco come imparare a leggere il libretto d'istruzioni dei nostri figli

I bambini, con i loro comportamenti istintivi forniscono ad un genitore attento un vero e proprio libretto d’istruzioni su come prenderli e come educarli al meglio. Ecco, quindi, tre comportamenti da avere per conquistare la fiducia dei figli...

Figli istruzioni per l’uso iStockPhoto

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Il mestiere del genitore, seppur è il più naturale e antico del mondo, resta sempre un mistero e spesso ci si trova a “navigare a vista” con i propri figli, speranzosi di dare il meglio per la loro crescita e la loro educazione.

Lo scarto generazionale è qualcosa di imprevedibile a cui un genitore non è mai realmente pronto e si finisce per non riuscire a capire i bambini: quando sono troppo piccoli perché si è stanchi, assonnati e pieni di paure – quando sono adolescenti perché vediamo in loro esseri troppo ribelli, diversi e pretenziosi che no riconosciamo.

Ecco, quindi che un genitore finisce sempre per avere un atteggiamento chiuso, volto principalmente alla protezione piuttosto che alla comprensione dei figli.

Invece è proprio quest’ultimo aspetto su cui un genitore deve lavorare fin dalla primissima infanzia dei propri bambini. Comprendere, capire, cercare di entrare in empatia e simbiosi.

E per farlo davvero c’è solo un modo: osservare. E, contemporaneamente, mettere da parte se stessi e i propri preconcetti per impegnarsi a capire quei piccoli umani. Si riuscirà così a conquistare la loro fiducia.

Ecco, dunque, tre atteggiamenti da mettere in pratica per essere davvero dei genitori TOP!

Figli: ogni bambino ha il suo libretto di istruzioni

Dunque, è fondamentale sforzarsi di capire cosa c’è davvero dietro agli atteggiamenti dei bambini, da cosa sono scaturiti e qual è la causa che li ha scatenati.

Ma come fare?

Osservare

OsservareHDPixabay

Per capire i bambini, occorre fermarsi un momento in osservazione dei loro comportamenti.

È importantissimo, perché ogni atteggiamento scostante o scontroso del bambino in fondo è originato da un’incertezza, da una paura, e tutto quello che mette in campo dopo è solo per difendersi. Osservando i loro comportamenti saremo in grado di rapportarci con loro in maniera empatica e costruttiva.

Proprio così, sono i bambini il vero libretto di istruzioni: loro ci dicono come devono essere montati, ma ancor più come devono essere utilizzati.

Osservando i loro comportamenti - anche quelli più “fuori dal coro”, quelli che difficilmente si riescono a sopportare con poche ore di sonno alle spalle – si riuscirà a educarli proprio come loro desiderano e chiedono.

Prendersi del tempo

Prendersi del tempoHDPixabay

E a proposito del “non fare” con i bambini, questo ovviamente non significa lasciar correre né essere disattenti.

Il comportamento più giusto è quello di attendere nell’intervento prendendosi del tempo per capire da cosa il comportamento sia stato scatenato.

Dunque, non fare nulla prima di avere effettivamente compreso perché il bambino stia agendo così, perché stia facendo quella cosa proprio  in quel modo, perché stia parlando così, perché voglia insistentemente proprio quella cosa, perché si rifiuti, perché insista.

E ancora, perché si stia arrabbiando, perché non voglia dormire da solo, perché si rifiuti di mangiare, perché faccia pipì a letto, perché sia così “appiccicoso”…

Questi e tanti altri sono atteggiamenti che nascono da un reale bisogno o da una reale problematica.

I capricci non esistono e i bisogni primari non devono mai essere chiamati “vizi”.

Conquistare la fiducia

Conquistare la fiducia dei figliHDPixabay

Sia osservare sia aspettare qualche minuto prima di reagire e di giudicare sono comportamenti che alla lunga renderanno possibile conquistarsi la fiducia dei piccoli.

Infatti tutto ciò che i bambini vogliono – nella maggior parte dei casi - è attenzione, essere guardati, essere ascoltati.

E altre volte bisogna essere pronti ad essere rimproverati dai bambini, probabilmente perché non si è stati abbastanza con lui, perché non ci si è sforzati di capirlo.

Il modo di un bambino piccolo per affermare il proprio carattere e dar via ad una “lotta di potere” passa necessariamente attraverso il pianto ed il capriccio. Per questo i genitori devono essere bravi a non partire in quarta, a non giudicare né rimproverare.

Un bambino va compreso.

Occorre abbassarsi (cuore e occhi allo stesso livello) e chiedergli: “Amore, che cosa è successo?”, “Amore, come ti senti?”, “Amore dimmi, che cosa ti ha fatto?”, “Amore dimmi pure cosa vuoi”.

Con queste semplici domande il bambino vedrà nel genitore un’ancora di salvezza, un rifugio nel quale tornare e – finalmente – nei suoi occhi apparirà una scintilla di riconoscenza, di fiducia e tranquillità.

Infine, il libretto d’istruzioni mette in grassetto una frase che deve essere preso come un mantra: i piccoli vanno abbracciati stretti e questo contribuirà a rafforzare la sua fiducia nei genitori e nella vita, aumentando la sua sicurezza in sé stesso.

Così lo potremo lasciare andare e lui andrà, consapevole che il posto più sicuro dove può sempre tornare senza essere giudicato ma solo capito è amato sono le braccia dei suoi genitori.

 

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