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Nella Grossi: storia di una donna da 50 anni nel pallone

Nella Grossi è la Presidentessa del Pescara Club Donne Biancazzurre e dell'Anfissc, l’Associazione che raccoglie tutte le tifose italiane. Nella ha rivoluzionato il tifo femminile in Italia, mettendo in chiaro una cosa: il calcio non è solo per uomini.

Nella Grossi Virginia Guardalupi

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Quella che vi stiamo per raccontare è una storia d’amore. Ma non è una storia d'amore qualunque, è una di quelle dalle tante sfaccettature: è una storia di amore e calcio, di amore per il calcio e di amori nati grazie al calcio.

Quella che vi vogliamo far conoscere oggi è un'avventurosa storia di passione ma anche di solidarietà. Tanta solidarietà. È la storia di una donna che ha rivoluzionato un mondo ancora poco conosciuto in Italia, ovvero quello del tifo calcistico femminile. Perché la passione per il pallone, quel groppone che ti sale in gola e ti toglie il fiato appena metti piede sugli spalti, non è affatto una prerogativa maschile. E mai come ora vi renderete conto che la famosa strofa dell'indimenticabile hit di Rita Pavone è davvero, davvero superata. 

Quella che abbiamo scelto di riportarvi oggi è la storia di Nella Grossi, Presidentessa del Pescara Club Donne Biancazzurre e dell'A.N.F.I.S.S.C., ovvero l’Associazione Nazionale Femminile Italiana Sostenitrici Squadre Calcio.

Nella Grossi: una vita nel pallone

Era il 1977 quando Nella Grossi, in occasione della promozione del Pescara, dava vita al club delle Donne Biancazzurre, il secondo club di tifose più antico d'Italia, fondato con lo scopo di vedere e vivere le partite come uno spettacolo, creando aggregazione e non odio. Perché, come recita il loro slogan:

Nel segno dello sport trionfa l'amicizia

Quello messo in piedi da Nella è un gruppo con il quale tuttora assiste a tutte le partite del Pescara, sia in casa che in trasferta. Un gruppo dal quale continuano a prendere spunto molte tifose, a cui Nella è pronta ad inviare senza problemi il proprio statuto, per aiutarle a cominciare a muovere i primi passi in questo mondo. Una realtà nella quale l'imperativo è uno solo: passione.

Nella Grossi: la folgorazione e l'inizio di tutto

Ma la storia d'amore tra Nella e il calcio comincia a Montesilvano, un comune a Nord di Pescara dove ai tempi abitava con la sua famiglia. Nella è ancora una studentessa delle scuole medie quando si ritrova allo stadio a guardare le partite della squadra locale.

Divisa tra la passione per il Milan, di cui ascolta i match alla radiolina, a 19 anni, assiste per la prima volta ad una gara del Pescara e si mette a lavorare. Era il 1959 e non c'erano santi: quelle cento lire del biglietto se le doveva guadagnare.

Insomma, quello di Nella per il calcio è un amore viscerale, nato molto presto, che non conosce e non ha mai conosciuto ostacoli. 

Ma l'idea di fondare un club di tifose, le sopraggiunge a Milano, a San Siro, come una specie di folgorazione. Siamo nel 1964 e per Nella è la prima volta in uno stadio del genere. E non si tratta di una partita qualunque, bensì Milan - Real Madrid ai quarti di finale di Coppa del Campioni. Un sogno covato da molti mesi, per il quale aveva deciso persino di anticipare il viaggio di nozze e dunque, il suo matrimonio con Achille.

Di fronte a quel meraviglioso campo da gioco, l'emozione è travolgente

Sono rimasta di stucco, mi è venuto quasi un mal di testa, stavo vivendo un sogno…

Poi ad un certo punto, tra gli spalti, Nella nota uno striscione delle donne rossonere. Ed ecco l'illuminazione: si volta verso il marito e gli assicura che qualora il Pescara dovesse andare in serie A, anche lei metterà su il suo club di tifose.

Come sappiamo, Nella ha mantenuto la sua promessa. E dopo qualche anno, precisamente nel luglio del 1977, ha fondato finalmente il il club delle donne biancazzurre.

Nella Grossi: il matrimonio anticipato e le trasferte con i figli

Ma facciamo un attimo un passo indietro, perché spostare la data del proprio matrimonio per una partita di calcio non è da tutte e vale la pena spendere qualche parola in più su questo curioso evento. 

Cominciando col dire che il marito Achille, scomparso lo scorso ottobre dopo 53 anni di matrimonio, non era affatto un uomo qualunque. Achille è stato un uomo che ha saputo appoggiare la passione di Nella in tutto. D'altro canto, Nella ha preferito mettere la situazione in chiaro fin da subito e una cosa gliel'ha voluta dire immediatamente:

Se dobbiamo iniziare un rapporto sappi che io sono appassionata di calcio. Faccio prima ad abbandonare te che la mia squadra, sappilo!

E a quanto pare non erano affatto parole campate in aria o dette tanto per dire, perché davanti alla possibilità di assistere ai quarti di finale di Champion e poter vedere per la prima volta il suo amato Milan dal vivo, Nella gli ha proposto di anticipare la data del proprio matrimonio.

La casa dove dovranno andare a vivere non è ancora pronta ed organizzare tutto in anticipo non è certo la cosa più semplice del mondo. Ma il sentimento e la complicità tra Nella e Achille sono talmente forti che ben venga esaudire un desiderio tanto agognato.

Detto fatto: matrimonio spostato e viaggio di nozze programmato ad hoc per seguire anche le successive partite del Milan a Torino e poi a Roma. E se pensate che Nella abbia messo da parte il suo amore dopo la nascita dei suoi figli, vi sbagliate di grosso: a 3 mesi e mezzo ha portato il primogenito a vedere il Pescara in curva Nord e non si è neanche risparmiata le nottate in pullman per le trasferte. E tra i suoi sei nipoti, una in particolare sembra voler seguire la sua strada, Bianca, tesserata da quando aveva 4 anni. 

Un Cupido tra gli spalti

In tanti anni di trasferte, di nottate sui pullman con il proprio gruppo di tifose, Nella si è trasformata in una specie di Cupido dalle frecce biancazzurre. Frecce che sono sfociate in relazioni, matrimoni e persino figli. Ad esempio, una delle sue ragazze si è innamorata di un magazziniere del Pescara Calcio ed hanno messo al mondo un bel pupo di 4 kg, un vero e proprio piccolo Guerriero biancazzurro.

Un bambinone che purtroppo ha dovuto subire un'operazione al cuore in un ospedale di Bologna. E potevano mai Nella e le sue donne lasciare da sola una di loro in frangente così delicato? Ovviamente no. Le biancazzurre si sono così rimboccate le maniche per realizzare una raccolta fondi destinata ad aiutare i due genitori con le spese. Un'attività nella quale, grazie a Nella che si è fatta portavoce con il management del Pescara Calcio, sono intervenuti persino i giocatori stessi. 

Le attività benefiche

D'altronde non è stata la prima volta e non sarà di certo l'ultima che Nella e le sue biancazzurre si spenderanno per aiutare i più bisognosi. Perché lo sport è anche - e forse soprattutto - questo.

In seguito alla tragedia di Rigopiano hanno infatti organizzato una cena per raccogliere fondi. Determinata e intraprendente come sempre, Nella ha inviato una mail alla dirigenza del Barça, per chiedere un contributo. Una settimana dopo è arrivato un pacchetto con le maglie di Messi e di Iniesta. 

Inoltre, grazie al contributo del Pescara Club Donne Biancazzurre, ogni anno alcuni giocatori del Pescara trascorrono una giornata assieme ai piccoli tifosi della Casa Famiglia Madre Ester di Pineto, portando loro una colletta e delle divise biancazzurre. Un'occasione unica per questi ragazzi di incontrare i loro campioni.

Ricordi memorabili

Come presidentessa, dal 1992, dell'ANFISSC, l'Associazione Nazionale Femminile Italiana Sostenitrici Squadre Calcio, Nella è stata invitata a Barcellona, dove si è recata con una delegazione di biancazzurre per 4 giorni, durante i quali sono stati ospiti del Barcellona, del Espanyol e del club di tifose del Real Madrid in Catalogna. Un viaggio emozionante, che Nella ricorda ancora come uno dei momenti più intensi della sua lunga carriera di rappresentante del tifo femminile. 

Una rappresentante che si è spesa e continua a farlo indefessamente, non solo per i colori della sua amatissima squadra, ma anche per tutti gli altri club femminili che, come il suo, sono partiti grazie ad una passione smodata, per poi trasformarsi in un punto di riferimento per tante donne che nel tifo trovano uno stile di vita ma anche un momento di aggregazione durante il quale possono condividere momenti belli e anche meno belli con le proprie compagne. Perché l'amicizia sportiva e la solidarietà vengono prima di tutto. Anche dei colori. 

E allora forza Nella, perché saranno passati anche tanti anni, ma tutte le tifose continuano ad aver bisogno della tua grinta! Continua così!

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