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Catherine Hardwicke rivela i retroscena di Twilight a dieci anni dal debutto

A dieci anni dall'uscita di Twilight, la regista Catherine Hardwicke ha riflettuto sull'impatto del film, raccontando anche di quando fu assalita da una folla enorme a Roma insieme a Kristen Stewart e Robert Pattinson.

Kristen Stewart, Robert Pattinson e Catherine Hardwicke al Rome Film Fest Getty Images

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Sono passati già dieci anni da quando i cinema di tutto il mondo hanno mostrato il primo incontro di Bella Swan e Edward Cullen nel liceo di Forks, facendo di Kristen Stewart e Robert Pattinson due star di livello internazionale.

A dirigere il film che nessuno pensava sarebbe diventato un tale fenomeno (fu realizzato con 37 milioni di dollari di budget e ne ha guadagnati più di 35 solo il primo giorno) è stata Catherine Hardwicke, già regista di Thirteen - 13 anni e Lords of Dogtown. Twilight arrivò nei cinema il 21 novembre del 2008, e la Hardwicke ricorda come un decennio fa non avrebbe mai immaginato l’impatto di quel film.

Credo che nessuno avrebbe potuto prevederlo. E in parte è perché nessuno studio voleva realizzarlo.

La regista rivela che si sperava al massimo di guadagnare 30 milioni di dollari nel primo weekend. “È stato scioccante, ma anche divertente perché è stato bello portare il film in giro per il mondo ed essere assaliti dalla folla ovunque”. Proprio come successe a Roma, dove il film fu presentato in occasione della Festa del Cinema di quell’anno, occasione che la Hardwicke ricorda come quella che le ha fatto aprire gli occhi sul potenziale commerciale della sua creatura: “A quel punto il film non era ancora uscito, e non sapevamo che profilo avrebbe avuto”

Quindi facemmo un evento di autografi in una piccola libreria, e quando siamo arrivati c’erano 1500 persone che circondavano l’isolato.

Hardwicke, Pattinson, Stewart alla Festa del Cinema di Roma 2008HDGetty Images
Catherine Hardwicke, Robert Pattinson e Kristen Stewart alla Festa del cinema di Roma 2008

Hardwicke, Pattinson e la Stewart poterono rimanere poco, perché non erano arrivati nemmeno con la sicurezza. “Era come se fossimo rockstar. Rob e Kristen cercavano di entrare nella macchina, e c’era il caos. Pensavamo che saremmo morti. Non riuscivamo nemmeno ad arrivare alla fine della strada con la macchina. Eravamo così spaventati. In quel momento abbiamo capito che il libro non aveva solo 400 fan a Salt Lake City, ma era un fenomeno globale, cui la gente teneva davvero”. Addirittura, durante il weekend d’apertura, la regista si trovò una fan che le è svenuta addosso mentre la abbracciava, per l’emozione di ritrovarsela di fronte ad un evento per il lancio del film, o che una donna sui 40 anni le confessò di aver visto il film sette volte nel giro di tre giorni.

Catherine Hardwicke non è tornata a dirigere altri film della saga, e dice anche che non l’avrebbero mai chiamata se avessero immaginato che Twilight avrebbe guadagnato tutti quei soldi. “Non hanno ingaggiato donne per gli altri capitoli, né in serie young adult come Divergent o Hunger Games. Nemmeno ne La ragazza sul treno un trilione di altri film in cui c’è una donna protagonista”. La regista confessa che però non ha mai avuto intenzione di lavorare ai sequel, perché ciò che la affascinava era ricreare per prima l’atmosfera che aveva apprezzato nei libri.

Avevo voluto fare quel film perché in quel primo libro avevo trovato qualcosa di unico, originale e strano che mi intrigava.

Così la Hardwicke ha preteso che la prima sceneggiatura fosse cestinata, per stenderne una nuova che cogliesse l’essenza del libro: “Doveva essere questa pazza, stupida, assurda storia d’amore in cui sei follemente innamorato della persona sbagliata, e tutti volevamo sentirci come quando ti innamori per la prima volta.

… E dovevo trovare le persone giuste. Dovevo trovare la giusta alchimia, o non avrebbe funzionato.

In occasione del decimo anniversario dell’uscita del film, proprio nella cittadina in cui è ambientata la storia - Forks, nello stato di Washington - c’è stato un festival. “La gente veniva da me in lacrime e mi diceva quanto li abbia aiutati durante un momento difficile delle loro vite, come il libro li avesse salvati, come la comunità di fan del film li abbia salvati”.

Credo che [l’importanza culturale] sia innegabile quando un tale numero di persone dice cose del genere dal più profondo del cuore.

E ha proseguito: “Li ha anche aiutati a trovare persone simili a sé. A quell’evento sono venute persone dall’Inghilterra che avevano fatto amicizia con gente in Australia, e con un’altra persona dell’Ohio avevano creato le loro congreghe, ed è meraviglioso”. Un’altro sintomo del grande successo di Twilight, secondo la regista è la creatività che ha scatenato nella gente, il modo in cui ciascuno l’ha fatto proprio, con fan art, coperte, l’organizzazione di donazioni del sangue o di libri per le scuole.

“Una ragazza dislessica mi si è avvicinata per dirmi che aveva imparato a leggere perché voleva leggere i libri di Twilight e ora si è laureata e ha un master. Ci sono quasi rimasta”, ammette. “Una donna dal Perù aveva visto il film e ha deciso di prendersi un manuale sulla regia di Twilight perché voleva diventare filmmaker e dieci anni dopo un suo corto è stato proiettato alla Academy of Motion Picture Arts and Sciences”

Queste storie incredibili sono ciò di cui vado più fiera, ben oltre il successo commerciale del film.

Non che l’impatto nel mondo del cinema possa essere trascurato: “Dozzine di film indipendenti hanno ottenuto il via libera proprio perché film come quello hanno avuto successo. È piuttosto bello”. Purtroppo però il fatto che il successo sia derivato dal lavoro di una donna non è stato sufficiente per far cadere alcuni tabù inveterati.

Se una donna è eccitata per una scena e lotta per essa, dicono che è una tipa difficile o emotiva, ma se è un regista uomo allora è ‘appassionato e visionario’.

La regista ha ammesso che inizialmente percepiva queste reazioni come un’offesa personale, “ma poi ho scoperto che succedono in ogni ambito di questo mondo”.

Ora non la prendo sul personale, ma credo che il mondo stia cambiando, anche se molto lentamente. Abbiamo ancora enormi vette da scalare.

L’ultima volta che Catherine Hardwicke ha visto Twilight sul grande schermo per intero è stata circa tre anni fa, anche se la donna usa spesso clip del film nelle sue lezioni di cinema presso scuole e università.

È ancora divertente vederlo perché secondo me Rob e Kristen spaccano. Erano così coinvolti, impegnati e sono stati bravissimi [...] Ancora sento la loro alchimia, la connessione e anche il conflitto [...] Amo tutto del film, lo amo davvero.

L’esperienza sul set ha creato dei legami duraturi, e quindi capita ancora che la regista e gli attori si incontrino, in occasioni formali (la Stewart le ha consegnato un premio l’anno scorso) ma anche personali: “Di tanto in tanto vedo Kristen, Rob o Nikki Reed e tutta la gang di Twilight. Mi capita di incontrarli in diversi tipi di feste ed eventi, e ci facciamo sempre qualche bella risata.

Siamo una famiglia.

Alzi la mano chi si è emozionato almeno un po’ nel leggere le parole di Catherine Hardwicke.

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