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Arredamento di interni cruelty free: dalla pelle vegana alla seta di banano, il trend che fa impazzire Hollywood

Non solo un regime alimentare: il veganesimo è sempre più stile di vita eco-friendly, che abbraccia anche il design di interni. Dalla "pelle" fatta di ananas o funghi alla seta di banano, ecco qual è la nuova ossessione in fatto di home decor a Hollywood

Home decor moderno keresi72 via Pixabay

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A Hollywood il veganesimo spazia ben oltre il semplice regime alimentare, diventando un vero e proprio stile di vita che ora include anche il mondo dell’interior design, come riporta l’Hollywood Reporter.

Negli ultimi anni tante firme di moda come Gucci, Tom Ford e Michael Kors hanno bandito le pellicce dalle loro collezioni; in California le Bentley si vendono sempre più con interni in pelle vegana (derivata da funghi e meduse!) e ora questo trend si estende anche all’arredamento delle case, man mano che sempre più esponenti dello star system dimostrano un crescente interesse nel benessere degli animali, che viene preferito al glamour anche quando si tratta di scartare elementi d’arredo in pelle a favore di materiali realizzati in varianti vegane, tra cui la seta di banano.

“Dopo essere venuto a Los Angeles da New York sette anni fa, ho notato un cambiamento significativo nella consapevolezza e preoccupazione per i diritti degli animali e il benessere del pianeta”, ha commentato Tatum Kendrick, designer della firma Studio Hus, la quale ha da poco completato l’arredamento di una residenza completamente vegana a L.A. per il bassista dei No Doubt, Tony Kanai, e ha curato il ristorante vegano di Moby, Little Pine a Silver Lake.

La sfida più grande per Tatum Kendrick era stata quella del tappeto per il salotto: “Nell’ambito dei pezzi vintage da collezione, gli antichi tappeti persiani oppure i prodotti in pelle di metà novecento sono assolutamente fuori questione”. I tappeti persiani antichi, infatti, presentano fibre (generalmente di lana o di seta) che secondo gli standard vegani moderni venivano raccolte in maniera crudele.

La Kendrick ha continuato: “Ci sono però così tante alternative valide che questa limitazione non ha intralciato per niente la nostra creatività”. Così la donna si è rivolta a un marchio di fiducia, Perennials Fabrics, ottenendo che il divano di Tony Kanai venisse realizzato con materiali 100% vegani, e ha fatto ritappezzare delle poltrone lounge vintage Kagan e una poltrona Desde.

Design vegano: molto più che evitare la pelle animale

La giornalista Kathryn Romeyn nel suo pezzo per il Reporter parla anche del libro Vegan Interiors di Debora DiMare (della DiMare Design), in uscita il 2 novembre. “Quando ho scoperto l’espressione ‘pelle di cane’, è stato un momento cruciale”, dice la DiMare, “mi sono rifiutata di continuare a disegnare spazi con prodotti derivati da animali”. La donna ha dunque fondato una linea di arredamento di interni vegano Arthur Avenue.

La maggior parte dei miei clienti cerca un look informale, ma questo non significa che lo stile informale tolga qualcosa all’opulenza”.

Una vera casa vegana non contiene alcun prodotto animale o materiali che siano stati testati sugli animali, inclusa la lana e la seta, ma si fa eccezione per gli animali trattati con gentilezza, le fibre lavorate in maniera organica e al posto della seta “da baco” si può usare quella di banano (realizzata dalla lavorazione della pianta di banano, usando a seconda dei metodi foglie e germogli oppure il tronco).

Uno studio molto in voga è quello di Sarah Barnard, che assicura la provenienza vegana di ogni suo pezzo, affidando la lavorazione di mobili, trattamenti per le finestre e altre forme di artigianato ad artisti affidabili. “Il design di una casa può includere centinaia di prodotti diversi, ciascuno con i suoi componenti e ingredienti”, spiega la Barnard, e per ciascuno di essi si deve procedere a esami e ricerche molto specifiche. Lei preferisce i tessuti di O Ecotextiles nello showroom di George Smith e le pitture Dunn-Edwards.

Ci sono incredibili sviluppi nell’uso di batteri naturali e funghi per produrre pelle finta.

Questo il commento di Tatum Kendrick, che al momento sta lavorando a una linea che lancerà nel 2019. La biofabbricazione che usa materiali vegetali è considerata il futuro, e già esiste il Pinatex, una “pelle” fatta con foglia di ananas. “La gara è iniziata ed è affascinante”, commenta Deborah DiMare.

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I’m absolutely in love with these lamps by @danielletrofedesign !These 100% biodegradable lamp shades are GROWN, not manufactured, and guess from what?! From mushrooms, can you believe it? 👀 —— HOW do they do this, you ask? The growth process uses agricultural byproducts, such as seed husks and corn stalks, and combines them with liquid mushroom mycelium. The mycelium then binds with these components and grows for several days in custom molds. When the growth process is complete, the material is heated and dried, ending the growth cycle. At the end of its life, the mushroom material can be broken into smaller pieces, then added to your backyard compost to fully biodegrade! Amazing!

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L’industria della pelle vegana ha generato 17,5 miliardi di dollari nel 2015 e ci si aspetta che arrivi a 85 miliardi nel 2025. La DiMare dice che qualsiasi cliente al quale ha mostrato scampoli di morbida ecopelle sono impazziti. Da anni celebrità come Joaquin Phoenix e Leonardo DiCaprio sostengono con fervore la causa degli animali, invitando a porre fine alle pratiche crudeli di cui sono vittime, ma secondo Deborah DiMare è necessario informare la gente molto di più.

Anche un’esperta di design come Elle DeGeneres, che si professa da sempre grande amante di animali, “deve ancora capire che tutta la pelle nella sua casa è intrisa di tragedia”.

Conoscevate questa opzione vegana nell’home decor?

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