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Jamie Lee Curtis su Halloween: la costola incrinata e i contenuti #MeToo

Jamie Lee Curtis ha partecipato all'anteprima di Halloween, l'horror che arriva a 40 anni dal primo film di Carpenter e ha raccontato quanto siano state dure le riprese, oltre a sottolineare la rilevanza del progetto nell'epoca di #MeToo.

Jamie Lee Curtis Getty Images

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Jamie Lee Curtis non si è risparmiata sul set dell’ultimo capitolo della saga di Halloween, finendo per riportare anche qualche ferita, ma l’attrice non ha rimpianti.

In un’intervista con ET alla premiere del film a Hollywood, che si è tenuta allo storico Chinese Theatre mercoledì 17 ottobre, l’attrice 59enne ha commentato: “È stato difficile. Tutto il processo è stato difficile”.

Sono finita con una costola incrinata. Avevo lividi e tagli. Ma è la natura di questa bestia.

E ha aggiunto: “Se non ti fai male, significa che non lo stai facendo nel modo giusto”.

Il primo film della saga, Halloween - La notte delle streghe, uscì nel 1978, ed segnò il debutto dell’allora 19enne Curtis, rendendola velocemente una di Hollywood. Dopo quarant’anni l’attrice riprende il ruolo di Laurie Strode per il nuovo film di David Gordon Green, nel quale si consuma la battaglia finale col killer Michael Myers. La troupe inglese di un documentario va negli Stati Uniti per visitare Michael in prigione per una retrospettiva sul criminale - ma il loro progetto diventa molto più interessante quando Myers scappa alla custodia, recupera la sua famosa maschera e cerca di vendicarsi su Laurie, mietendo vittime nel percorso. Il film ignora i molteplici sequel usciti negli ultimi quattro decenni e si pone come seguito diretto del titolo di Carpenter del ‘78.

Alla premiere di mercoledì c’erano molte star, una situazione ben diversa da quello che era successi tanti anni fa: “Non ci fu un’anteprima. Era stato realizzato con pochissimi soldi ed è semplicemente uscito [...] Non abbiamo fatto nulla! Forse c’è stata una festa a casa mia o qualcosa del genere”.

Nella stessa occasione, Jamie Lee Curtis ha anche sottolineato la rilevanza del film rispetto a tematiche attualissime come il movimento #MeToo: “Il film è stato scritto a gennaio del 2017, ed è un film che parla di un’esperienza traumatizzante”.

Non facciamo mai film che parlano di quello che succede dopo la violenza. Facciamo film che la glorificano, ma non ci chiediamo cosa succede dopo.

E ha continuato: “E quando ce lo siamo chiesti, rendendoci conto di un trauma generazionale, all’improvviso è arrivato il 10 ottobre 2017, quell’articolo pubblicato dal New Yorker. D’un tratto, le donne hanno cominciato a parlare di storie di violenza perpetrata contro di loro, violenza sessuale, oppressione, da parte di uomini potenti in posizioni di potere che hanno rubato loro l’innocenza. All’improvviso c’è questa idea delle donne - con un mucchio di quegli aggressori in prigione”.

E le donne che hanno aiutato a incarcerarli hanno trovato un po’ di sollievo da quel trauma. Questo è ciò che il nostro film darà al pubblico.

Nel film, infatti, la protagonista segnata dagli eventi del passato ha trascorso lunghi anni a prepararsi per quello che ritiene un inevitabile ritorno, attrezzando la sua baita con trappole e insegnando alla sua unica figlia tutti i trucchi della difesa personale. Quando all’attrice è stato chiesto se avesse mai pensato che un giorno avrebbe visto uomini di potere crollare come è successo negli ultimi mesi, ha detto: “Ovviamente no. Ma è successo nel corso della storia. Ci sono sempre fasi di cambiamento e trasformazione, e in certi casi può succedere solo quando l’alternativa al cambiamento è insopportabile”.

Halloween arriverà nelle nostre sale il 25 ottobre: chi di voi lo vedrà?

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