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Secondo una ricerca le canzoni di Natale possono indurre depressione

Natale significa: profumo di cannella, rumore di carta da regalo e ovviamente canzoni delle feste che... potrebbero accrescere l'ansia natalizia.

Centro commerciale natale iStock

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Manca poco a Natale! Pochissimo. O almeno, mancano ancora alcune settimane, ma in diversi negozi palline e omini di neve stanno già facendo capolino dietro le zucche di Halloween, e quando la notte più spaventosa dell’anno sarà passata, preparatevi a vedere ovunque ghirlande, alberi, fiocchi e slitte. E soprattutto, preparatevi a sentire le tipiche musiche natalizie, magari in versione rivisitata dai grandi della musica, ma la sostanza non cambia. Tra poco un coro di vocine riempirà l’aria con “Jingle bells, jingle bells, jingle all the way”.

La musica natalizia contribuisce a creare l’atmosfera, fa subito venire in mente la famiglia riunita intorno al fuoco – sì, anche se non avete un camino in casa -, evoca il calore della sera della vigilia e il succulento pranzo di Natale. Ma. Ovviamente, c’è un ma. Facciamo una prova! Ascoltate questo grande classico di Natale e pensate a come vi fa sentire.

Se avete sentito l’aria profumarsi di cannella e non vedete l’ora di scrivere bigliettini augurando ad amici e parenti buone feste, siate al sicuro. Se invece avete iniziato a sentire un senso d’ansia crescente, l’aria che si fa più pesante e si riempie del vociare di migliaia di persone che vagano per i corridoi dei supermercati, vi spieghiamo perché!

Una ricercatrice di nome Victoria Williamson, che conduce studi sulla psicologia della musica presso la Goldsmiths University of London, ha evidenziato come la costante ripetizione di queste musichette, che fra poco sentirete in loop nei negozi, alla radio, come sottofondo della pubblicità in televisione, può avere anche un effetto negativo sulla vostra mente. È innegabile, per buona pace di Proust, che non solo i profumi risvegliano la nostra memoria, ma anche le canzoni. Se riascoltaste una hit della vostra gioventù siamo certi che riaffiorerebbero emozioni e sensazioni di quegli anni, lasciandovi un po’ storditi, come se aveste fatto un viaggio indietro nel tempo. Quando si ascolta una canzone milioni e milioni di volte è normale che ciò accada.

Quindi se nel periodo natalizio ascoltate cento volte al giorno – in TV, nei negozi, in casa mentre preparate i biscotti allo zenzero – “Let It Snow” è possibile che questa vi evochi sì ricordi piacevoli e il desiderio che il giorno di Natale arrivi in fretta, ma anche tutto lo stress prenatalizio della caccia al regalo perfetto per quel cugino di secondo grado di cui a malapena vi ricordate il nome e che l’anno scorso vi ha regalato un fermacarte. Oppure vi potrebbe tornare alla mente l’ansia dello scorso anno guardando il conto in banca che si prosciugava per far fronte alle spese per doni e cene.

Shopping natalizioHDCharl van Rooy on Unsplash

Secondo la psicologa clinica Linda Blair, ai lavoratori di negozi e centri commerciali, stare tutto il giorno immersi in una compilation natalizia può causare affaticamento mentale.

Chi lavora in un negozio farebbe bene a spegnere la musica di Natale, altrimenti c’è la possibilità che non ci si riesca a concentrare su nient’altro.

Ma allora perché ogni anno viene sparata la musica di Natale in tutti i negozi se deprime i clienti e affatica il personale? Ce lo spiega Eric Spangenberg, decano del College of Business della Washington State University:

Abbiamo dimostrato che la musica natalizia combinata con profumazioni che ricordano le feste può influenzare gli acquirenti aumentando la quantità di tempo che trascorrono in un negozio e la predisposizione all’acquisto. Inoltre, se la musica ha un ritmo lento i clienti passano più tempo in negozio.

Shopping di NataleHDJosh Wilburne on Unsplash

Quindi, questo Natale quando entrerete nel cinquantesimo negozio in cerca del regalo per il suddetto cugino di secondo grado e sentirete qualcuno che dagli altoparlanti invoca un “bianco Natale”, pensate che: chi lavora lì ha nella testa un festival commercial-festivo che un po’ lo rintrona, a breve vi sentirete depressi e da qualche parte c’è un supermegadirettore che si sfrega le mani pensando a quanto vi costerà il regalo per il cugino.

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