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La mostra d'arte Pollock e la scuola di New York al Vittoriano di Roma

Un viaggio alla scoperta dell'espressionismo astratto di Pollock e della scuola di New York ammirando per la prima volta nella Capitale il capolavoro del grande artista: l'opera Number 27 prestata dal Whitney Museum.

 La mostra "Pollock e la scuola di New York", al Complesso del Vittoriano di Roma Gianfranco Fortuna

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Fino al 24 febbraio l’Ala Brasini del Vittoriano accoglie Pollock e la Scuola di New York. La mostra curata da David Breslin e Carrie Springer con Luca Beatrice ripercorre le opere del più popolare artista dell’Espressionismo Astratto americano e molti altri rappresentati della Scuola di New York: Mark Rothko, Willem de Kooning Franz Kline.

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La passione, il genio e la libertà di dipingere come modo di vivere, ma anche atto di autodistruzione di Jackson Pollock irrompono a Roma attraverso circa 50 capolavori che fanno parte della collezione del Whitney Museum di New York come il celebre Number 27, la grande tela lunga oltre 3 metri e resa iconica dall’assoluto equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori vividi, tra l’armonia delle forme e le rappresentazioni astratte che portano lo spettatore in un mondo immaginifico.

Le opere in mostra sono il frutto di una “rivoluzione” nata nel maggio del 1950 dopo lo scandalo del Metropolitan Museum di New York quando, dallo stesso museo, viene organizzata un’importante mostra di arte contemporanea escludendo il gruppo degli action painter e scatenando la rivolta degli esponenti del movimento. È in quel momento di insurrezione che l’espressionismo astratto diventa un elemento indelebile della cultura pop moderna.

Action painting

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Massima espressione dell’action painting, movimento che rappresentò innovazione, trasformazione e una rottura definitiva con gli schemi del passato è Pollock, mito assoluto e sempre attuale. La rassegna riscopre il fascino di quegli artisti che hanno reso unica un’era della storia dell’arte. Nato a Cody nel 1912, Jackson Pollock muore l’11 agosto 1956 a soli quarantaquattro anni. Dopo una notte brava, si schianta al volante della propria auto.

L’ultimo periodo della vita del pittore del Wyoming fu il più difficile. Un’esistenza complessa, fin dall’infanzia, e turbata dai problemi psichiatrici e di alcol. Tra 1948 e 1950, periodo di intensa attività, anche la rivista “Life” si domandò, retoricamente, se fosse lui l’artista americano più famoso, accostandolo ai grandi maestri europei (Picasso, Miró, Rouault, Matisse). E resta cult  il video, girato dal fotografo e cineasta tedesco Hans Namuth, nello suo studio di Spring: lla sua performance all'opera mentre lavora e danza intorno alla grande tela srotolata in terra, rimase leggendaria.

La Mostra: sei sezioni

Opera di PollockHDUfficio Stampa

Divisa in sei sezioni, la prima è dedicata a Jackson Pollock dal carattere ribelle fin da ragazzo che quando dipinge incanta. Nel 1945 sposa Lenore Krasner, anche lei artista. La coppia si trasferisce a Springs, a Long Island, e in questo nuovo studio Pollock scopre il dripping: un modo di dipingere del tutto inedito, un mix tra la ritualità di una danza indiana primitiva e la modernità di un’arte pre-performantica. Le dimensioni dei quadri sono sempre più grandi, al punto da coinvolgere tutto il corpo nella realizzazione. Pollock è un artista di successo, tra i preferiti di Peggy Guggenheim, ma la sua vita sregolata e assurda interrompe prematuramente una sfolgorante carriera.

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Nella seconda sezione - Verso la Scuola di New York ci si sofferma sulla una generazione di pittori in America che si allontana dal realismo e dalla figurazione, vedendo nell’astratto il segno di un tempo nuovo come Arshile Gorky, William Baziotes, Robert Motherwell, tra i fondatori della Scuola di New York , Clyfford Still, Mark Tobey, Richard Pousette-Dart e tanti altri come Bradley Walker Tomlin tra i precursori, fin dai primi anni Quaranta, del nascente Espressionismo astratto.

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La Terza sezione - Franz Kline si concentra su Kline i suoi dipinti di grandi dimensioni modulati prevalentemente sul bianco e nero, più raramente di altri colori. Insieme a Pollock, Rothko e de Kooning è considerato tra i massimi interpreti della Scuola di New York. Nella Quarta sezione - Dall’Espressionismo astratto ai “Color Field”, la pittura si dirige rapidamente verso la smaterializzazione. Nella Quinta sezione, dedicata a Willem de Kooning, l'artista sempre vicino all’Action Painting, ma mai completamente espressionista astratto, pur abbracciandone i principi teorici non abbandona però la figurazione. Resta famoso soprattutto per la serie Woman I, ciclo dedicato alla figura femminile. Mentre nella Sesta e ultima sezione dal titolo Mark Rothko Rothko il focus è sul pittore dall’approccio lirico e mistico. Nei suoi quadri ci sono pennellate estese di colore che tracciano soprattutto rettangoli luminosi e vibranti.

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