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Romania, fallito il referendum contro i matrimoni omosessuali

Nonostante una campagna referendaria aggressiva, la bassa affluenza ha affossato l'iniziativa della Coalizione per la famiglia

Gay Pride Getty Images

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La scarsa affluenza alle urne ha condannato il tentativo della Coaliția pentru Familie, la Coalizione per la famiglia della Romania: il referendum che avrebbe reso incostituzionali i matrimoni omosessuali non ha raggiunto il quorum. Solo il 19,75% degli aventi diritto si è recato a votare: l'astensionismo ha impedito di raggiungere la soglia (30%) che avrebbe reso il voto valido.

Un risultato che ha vanificato l'aggressiva campagna referendaria messa in campo dalla Coalizione - composta da organizzazioni di destra vicine agli ambienti della Chiesa Ortodossa romena -, che aveva lanciato l'iniziativa raccogliendo 3 milioni di firme alcuni mesi fa. Senza trovare l'opposizione del Partito Socialdemocratico al governo.

Bandiera arcobalenoHDFree Images

I cittadini romeni erano chiamati a pronunciarsi a proposito dell'articolo 48 della Costituzione, che definisce il matrimonio "unione spontanea fra coniugi". La proposta della Coalizione prevedeva la sostituzione di quella frase con l'espressione "unione spontanea fra uomo e donna". Una frase che, di fatto, avrebbe reso incostituzionali i matrimoni omosessuali. Unioni tuttora non regolamentati in Romania, ma perlomeno non espressamente cassati dalla Costituzione. 

Romania, la campagna referendaria

I mesi che hanno preceduto le votazioni sono stati caratterizzati da una campagna referendaria decisamente aggressiva. Dagli slogan dei cartelloni propagandistici ("Salva i tuoi figli!"), alle celebrazioni religiose: un massiccio dispiegamento di forze, quello messo in campo dalla Coalizione e dalla Chiesa Ortodossa. Che però non ha avuto gli effetti sperati.

Frasi omofobe sono finite persino sulle confezioni di generi alimentari: a pochi giorni dal referendum, un panificio ha diffuso degli opuscoli a favore del sì, inserendoli nelle buste del pane. "Difendi i bambini della Romania! Difendi il matrimonio tra un uomo e una donna, vieni al referendum e vota SÌ", è quanto si legge sul volantino. Un gesto che è costato all'azienda responsabile una multa di 10mila lei. 

Barbora Černušáková, ricercatrice di Amnesty International in Romania, aveva espresso tutta la sua preoccupazione per l'iniziativa della Coalizione della Famiglia: "Questa questione non sarebbe mai dovuta essere sottoposta a referendum. Se approvati, questi cambiamenti segneranno una giornata buia per i diritti umani e l'uguaglianza in Romania. Questo referendum accarezza l'omofobia, può avere conseguenze gravi sulla vita di quelle famiglie non basate sul matrimonio".  

La comunità Lgbt aveva risposto lanciando sui social l'hashtag #BoicotReferendum. Stando al risultato della doppia giornata di votazione, il popolo romeno le ha dato ragione. 

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