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Gli immancabili: i libri illustrati per bambini più belli

Anche nel settore dei libri illustrati per l’infanzia ci sono titoli che non si possono non avere. Titoli che sono diventati dei veri classici del genere. Ecco quali sono secondo noi.

Un'illustrazione di Sendak Sendak | Adelphi

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I libri per l’infanzia sono uno strumento sempre più usato nell’educazione e nell’intrattenimento dei bambini. Ci sono, per fortuna, sempre più librerie dedicate a questo settore editoriale e di conseguenza ogni anno vengono stampati tantissimi libri, albi illustrati e activity book dedicati ai più piccoli. In questo ampissimo catalogo abbiamo individuato cinque titoli divenuti classici della letteratura per l’infanzia che non potete non avere.

Piccolo blu e piccolo giallo

Questo libro ha, se vogliamo, cambiato il corso della storia editoriale degli albi illustrati per l’infanzia. Illustrato da Leo Lionni, inserito dalla rivista giapponese Idea tra i trenta designer più influenti del ventesimo secolo, Piccolo blu e Piccolo giallo ha per protagonisti due macchie di colore, una blu e una gialla.

La storia è una storia di amicizia: Piccolo blu e Piccolo giallo sono due bambini che giocano insieme e si divertono. Un giorno Mamma blu e Papà blu escono e raccomandano a Piccolo blu di non uscire di casa, ma il bimbo disobbedisce e va a cercare l’amico. Lo cerca ovunque ma non lo trova. Quando finalmente lo vede gli corre incontro e i due si abbracciano, mescolandosi e diventando due puntini verdi. Dopo un pomeriggio passato a giocare, i due tornano dai loro genitori, che però non li riconoscono più: “Tu non sei il nostro Piccolo blu. Tu sei verde” esclamano Mamma blu e Papà blu. I bambini cominciano a piangere e dalle due macchioline sgorgano lacrime gialle e blu, che riportano piano piano i due del loro colore originale.

Scoperto l’accaduto, i genitori si abbracciano e diventano anche loro tutti verdi.

Immagini semplici, che raccontano l’amicizia, fatta di scambio, contaminazione, diversità che diventa familiarità. Ogni genitore assiste al cambiamento del proprio bambino ed è tentato di dire che non lo riconosce più, ma proprio questi cambiamenti sono inevitabili per scoprire l’altro e di riflesso definire se stessi. Cambiare e contaminarsi sono passaggi fondamentali nella crescita ed è giusto che qualcuno ricordi a noi adulti che la vita è trasformazione.

A caccia dell'orso

Attraverso campi d’erba, fiumi, fango e un bosco fitto e buio, una famiglia di avventura alla ricerca di un orso. Qualcosa però non va come nei loro piani e alla fine è l’orso a trovare loro. La storia è semplice, ma quello che la rende geniale e fondamentale da avere nella propria libreria è lo stile narrativo che alterna frasi semplici, ripetute come se si trattasse di una filastrocca o di una canzone a onomatopee che riproducono i suoni che si sentono camminando nei prati (svish svush!) o nel fango (squelch squalch!).

Per questo motivo A caccia dell’orso è un libro che si presta a una lettura animata, coinvolgente, musicale. I bambini si sentiranno così piccoli esploratori e avventurieri, sperimenteranno la curiosità e anche un briciolo di paura.

Accanto a questo testo semplice ma coinvolgente scorrono le illustrazioni di Helen Oxenbury: acquerelli intensi, pieni di colore, che ben ritraggono la varietà della natura alternati a disegni in bianco e nero, riservati ai momenti in cui la famiglia incontra un ostacolo e si interroga su che cosa fare. Ovviamente, la decisione è sempre quella di proseguire, alla ricerca dell’orso.

Questo libro insegna ai bambini a rapportarsi alla lettura in maniera divertita, ma attraverso la storia racconta anche l’unione di fronte ai pericoli, la sete di avventura e, non da ultimo, l’importanza delle conseguenze delle proprie azioni.

Nel paese dei mostri selvaggi

Uscito per la prima volta nel 1963, Nel paese dei mostri selvaggi avrebbe dovuto in realtà chiamarsi Nel paese dei cavalli selvaggi, ma l’autore Sendak si accorse di non riuscire a disegnare cavalli. Ciò che gli veniva bene invece erano questi piccoli mostriciattoli che, all’uscita del libro, spaventarono non poco i giovani lettori.

La storia racconta di Max, un bambino un po’ birbante che, vestito da lupo, si aggira per casa e combina guai. La mamma allora lo manda a letto senza cena e Max, giunto nella sua cameretta, assiste a una fantastica trasformazione: tra le mura si sviluppa una foresta che il bambino corre subito a esplorare. Quando trova una barca, Max non ha dubbi: salpa alla volta di un viaggio che durerà mesi se non anni. Arriva così nel paese dei mostri selvaggi, dove incontra queste strane e spaventose creature. Dopo un primo momento in cui si scrutano a vicenda, Max viene accettato e dichiarato il mostro più selvaggio di tutti, diviene così il loro re e si stabilisce insieme a loro.

Dopo qualche scorribanda, però, il bambino sente nostalgia di casa e tornato nella sua cameretta, trova una calda cena ad aspettarlo.

Inizialmente il libro fu criticato da molti, che evidentemente non riuscirono a vedere nella storia i tratti ben delineati dell’animo di ogni bambino: il desiderio di libertà accompagnato dal bisogno di avere un luogo chiamato casa dove fare ritorno, il sogno di affermarsi e la voglia di tornare da chi ci capisce. Sendak disegna e racconta quel sentimento che sembra esplodere nel petto di ogni bambino quando viene sgridato dalla mamma e, poche pagine dopo, riesce a ribaltare queste emozioni, facendole scemare nella ridda selvaggia e mostrando che cosa rimane quando la frustrazione viene sfogata: la nostalgia di casa, dove comunque, nonostante i guai e i capricci, c’è chi ci vuole bene incondizionatamente.

Il piccolo bruco Maisazio

Sono passati quasi cinquant’anni da quando Il piccolo bruco Maisazio è stato pubblicato eppure, se vi recate in libreria, lo troverete certamente che fa bella mostra di sé sugli scaffali della libreria. Forse è per via dei colorati collage di Eric Carle, che conquistano al primo sguardo, ancora oggi, i bambini più piccoli. Oppure è per la struttura del libro, fatta di pagine sagomate e buchi che ripercorrono il ritmo della narrazione. Oppure è perché attraverso la storia del bruco Maisazio i bambini possono imparare i giorni della settimana, i numeri e persino il ciclo di vita del bruco che, da crisalide, diventa farfalla.

Leggere questo libro insieme ai bambini permette di focalizzarsi di volta in volta sui nomi dei giorni della settimana, sui colori, sui numeri oppure leggere semplicemente la storia, con la certezza che i bambini aspettano con trepidazione l’arrivo dell’abbuffata del sabato, dove il bruco mangia torte, gelati, fette d’anguria, salami e formaggi.

Elmer elefante variopinto

Elmer è un elefante variopinto: un po’ giallo, un po’ rosso, un po’ verde. Di tutti i colori tranne che del color elefante. Tutti gli altri elefanti sono grigi, ma Elmer no. Grazie alla sua unicità e al suo carattere è benvoluto da tutti e, quando c’è lui, gli elefanti ridono felici. Un giorno però Elmer comincia a interrogarsi e conclude che lui non è del colore giusto per un elefante, così cerca di porre rimedio e di uniformarsi agli altri.

Dipintosi di grigio, nessuno lo riconosce. Però succede anche un’altra cosa: gli elefanti sembrano più seri. All’improvviso scende la pioggia ed Elmer torna dei suoi mille colori. Gli elefanti ridono della sua trovata e, insieme a lui, decidono di creare il “Giorno di Elmer”, in cui tutti gli elefanti si dipingeranno come lui ed Elmer si colorerà di color elefante.

Un libro che, con semplicità e allegria, racconta il tema della diversità e dell’accettazione dell’altro, che insegna ai bambini che tutti, ognuno con le sue particolarità, abbiamo qualcosa da dare.

Questi sono secondo noi i libri che ogni bambino dovrebbe aver letto, per imparare ad accogliere, a esplorare, a capire le sue emozioni, a scoprire la natura e per avvicinarsi in maniera colorata, musicale e divertente al mondo dei libri! Che cosa ne pensate? Avete altri titoli da suggerirci?

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