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La dieta mediterranea riduce il rischio di ictus nelle donne (ma non negli uomini)

Una lunga ricerca condotta nel Regno Unito da tre università britanniche ha riscontrato che la dieta mediterranea riesce a diminuire il rischio di ictus per oltre il 20% nelle donne, mentre non è vero altrettanto per gli uomini.

Pomodori, pane, formaggio e olio Dana Tentis via Pexels

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Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Stroke, condotto da ricercatori negli atenei inglesi di Aberdeen, Cambridge e East Anglia ha riscontrato che per le donne over 40 che si attengono a una dieta mediterranea l’incidenza di un ictus si riduce almeno del 20%, vantaggio che non si estende agli uomini.

Dieta mediterranea e rischi di ictus: lo studio

Nel 1975 i coniugi e biologi americani Ancel e Margaret Keys coniarono l’espressione “Dieta mediterranea”, in un libro divenuto famosissimo in tutto il mondo e tradotto per la prima volta in italiano solo quest’anno.

Il libro di Ancel e Margaret Keys sulla dieta mediterraneaSlow Food

Lui, un eminente biologo e fisiologo, e la moglie, compagna di studi, avevano trascorso i precedenti 25 anni tra l’America e l’Italia, approfondendo la ricerca sull’impatto dell’alimentazione di stile mediterraneo sulla salute, in particolare sul sistema cardiovascolare. È grazie a loro che il modo di mangiare tipico dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo è diventato famoso in tutto il mondo per essere uno tra i più sani possibili, anche se questa conclusione è stata negli anni dibattuta piuttosto spesso.

Per dieta mediterranea si intende un’alimentazione ricca di verdura, frutta, frutta a guscio, legumi, cereali, pesce e grassi non saturi come l’olio d’oliva. Generalmente include un apporto minimo di carne e derivati del latte, può variare di regione in regione.

Verdura,, frutta e crostacei su un tagliereHDPixabay

Negli oltre quarant’anni dalla pubblicazione del libro dei coniugi Keys, gli effetti della dieta mediterranea sulla salute cardiovascolare sono cosa risaputa. Ciò che invece non era altrettanto noto è che a beneficiarne siano maggiormente le donne, ed è su questo punto che si sono interrogati i ricercatori inglesi.

Come riporta la professoressa di epidemiologia nutrizionale Ailsa Welch, infatti, lo studio condotto dalle università britanniche ha riscontrato nelle donne ultra quarantenni il rischio di ictus era ridotto di oltre un quinto, mentre non è stato registrato un impatto significativo di sorta nella popolazione maschile. Quanto invece alle persone (uomini o donne) ad alto rischio di malattie cardiovascolari, chi di loro seguiva la dieta mediterranea vedeva tale rischio ridotto del 13%, ma anche in questo gruppo il vantaggio era soprattutto delle donne. 

Ciò che sottolinea la professoressa Welch è che i benefici di questa dieta derivano sempre dal consumo di tutti gli alimenti di cui si compone: non basta mangiare solo alcune delle categorie di cibi che ne fanno parte, ma consumarli tutti a rotazione e in maniera equilibrata.

Prima di questo studio, erano state condotte solo due altre analisi sul modo differente in cui rispondono uomini e donne a questo stile alimentare, ma quella di Welch e colleghi è la prima ricerca che si interroga sulla rilevanza della dieta mediterranea sul rischio di ictus in individui soggetti più facilmente a malattie cardiovascolari. Inoltre, a differenza degli studi precedenti, questo è stato condotto su un campione ampio di popolazione, e non all’interno di soggetti selezionati per un esperimento specifico.

Un piatto di verdura e formaggioHDEngin_Akyurt via Pixabay

Come anticipato, la dieta in questione subisce variazioni a seconda delle regioni: per chi non vive in un paese mediterraneo (come nel caso del Regno Unito) è difficile reperire lo stesso tipo di alimenti che invece italiani, spagnoli o greci trovano agevolmente, e questo ha conseguenze sulle categorie di nutrienti assunti, dunque sul rischio d'incidenza delle malattie. Ecco perché i ricercatori erano curiosi di sapere come agisce la correlazione tra la dieta mediterranea e il rischio di ictus nella popolazione inglese.

Lo studio è stato condotto su 23.232 persone, di età compresa tra 40 e 77 anni, a Norfolk. Gli studiosi hanno tenuto in conto quanto fedele alle “regole” fosse la dieta mediterranea di ciascuno degli individui, hanno esaminato i livelli di colesterolo e di pressione sanguigna all’inizio dello studio, e considerato fattori che pesano molto nel rischio di ictus, come il diabete o l’abitudine di fumare. Di tutte le persone studiate, solo 2009 hanno sofferto un ictus nei 17 anni da quando è iniziata la ricerca.

Una donna prepara da mangiareHD Nathan Cowley via Pexels

Welch e i colleghi hanno scoperto che nelle donne che seguono la dieta mediterranea il rischio di ictus è ridotto del 22%. “Questo significa che se ci sono 14 donne su 10mila che sono a rischio di ictus, l’incidenza della malattia scende a 11 su 10mila - sono tre vite salvate su diecimila”.

Per quanto riguarda gli uomini, invece, non è stata rilevata nessuna significativa diminuzione del rischio, e i ricercatori ora sono curiosi di sapere perché gli effetti della dieta mediterranea differiscono tanto sotto questo punto di vista

Il rischio di ictus in Italia

Pasta e pomodoriHDDaria-Yakovleva via Pixabay

Lo scorso ottobre, l’Istituto Superiore della Sanità ha rilasciato una dichiarazione in cui comunicava l’elevato rischio di ictus nella popolazione italiana, segnalando come cause la longevità delle persone nel nostro paese e la dieta mediterranea.

Ciò che però viene sottolineato è che il problema della dieta rispetto all’incidenza dell’ictus risiede nell’alto contenuto di sale dell'alimentazione cui siamo abituati: “L’Italia è un Paese a elevato rischio di ictus sia per la sopravvivenza più elevata rispetto ad altri Paesi (l’ictus colpisce in età più avanzata rispetto alla cardiopatia ischemica), sia per alcune caratteristiche comportamentali (la famosa dieta mediterranea, di cui sono stati dimostrati i benefici, è caratterizzata da un elevato consumo di sale, fattore non indifferente nello sviluppo di ipertensione arteriosa, di malattie cardio-cerebrovascolari, di patologie renali, di tumori del tubo digerente, di osteoporosi)”.

L’ISS chiarisce anche che negli ultimi 50 anni la nostra dieta ha visto ridursi le proteine e i grassi di origine vegetale a favore invece di quelle di origine animali, di zuccheri semplici, ridotto è inoltre l'apporto di fibre e vitamine. Quindi siamo noi ad esserci allontanati dai dettami della dieta mediterranea, il che spiegherebbe il perché di un rischio così alto di ictus nella nostra popolazione.

InsalataHDsilviarita via Pixabay

L’articolo dell’ISS, infatti, riconosce che il metodo preventivo migliore, sia per chi abbia sofferto un ictus, sia per chi non abbia mai vissuto tale evento, è quello di fare movimento e mangiare in modo sano: “l’alimentazione deve essere varia e bilanciata con molta verdura e frutta, legumi, cereali integrali, pesce e poca carne, tutto in porzioni modeste”. Ovvero la dieta mediterranea correttamente intesa.

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