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Chirurgia plastica vaginale, ovvero come sconfiggere i segni del tempo

La chirurgia plastica vaginale è nata negli Stati Uniti circa 30 anni fa e ad oggi è in costante crescita. Ma di cosa si tratta esattamente e per quali motivi è possibile farvi ricorso? Proviamo a fare un po' di chiarezza al riguardo.

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Quando sentiamo parlare di chirurgia plastica, le prime cose che ci vengono in mente sono sicuramente alcune parti del viso come naso, labbra o zigomi. Per poi scendere a seno, glutei, cosce e chi più ne ha più ne metta.

Ma quanti di voi sanno che esiste tutta una branca della chirurgia plastica che si occupa della vagina? Perché in fondo, anche gli organi sessuali femminili hanno il diritto ad essere bellissimi, non trovate?

La chirurgia estetica vaginale nasce negli Stati Uniti a metà degli anni '80 e ad oggi è un settore in continua crescita. Basti pensare che, negli ultimi anni, gli interventi si sono letteralmente moltiplicati. Ma qual è il target e soprattutto, di quali tipi di operazioni può godere la nostra vagina? Scopriamolo insieme.

Chirurgia plastica vaginale: i tipi di intervento

Il target di donne che si rivolgono agli specialisti per abbellire o ringiovanire i propri organi sessuali, è piuttosto ampio.

Ci sono ragazze di circa 20 anni che si sottopongono a labioplastica a causa di un discomfort che si portano dietro dalla nascita, dovuto a delle piccole labbra molto più lunghe del normale che possono dare problemi anche solo nell'indossare dei pantaloni troppo aderenti. Per non parlare poi dei rapporti sessuali che spesso vengono vissuti, da chi ha questa caratteristica, con grande disagio.

Esiste poi una rara sindrome a causa della quale alcune donne nascono senza vagina, cervice e utero. Per questo motivo, quando una ragazza colpita da questo disturbo entra nell'età in cui potrebbe cominciare ad avere i primi rapporti sessuali, di norma viene sottoposta ad una vaginoplastica, ovvero una ricostruzione in laboratorio del canale vaginale attraverso le cellule staminali. Grazie a questo tipo di intervento, chi soffre di tale sindrome potrà vivere una vita relazionale il più normale possibile.

Gruppo di teenagerHDUnsplash, rawpixel

Le donne che hanno subito l'infibulazione possono invece ricorrere ad un intervento di deinfibulazione. Questo purtroppo non permetterà loro di riacquistare il piacere clitorideo, ma renderà comunque i rapporti sessuali meno dolorosi. 

Sempre nell'insieme di pazienti più giovani che si rivolgono alla chirurgia plastica vaginale, c'è una classe di loro che richiede l'imenoplastica, ovvero un tipo di operazione attraverso cui è possibile ricostruire l'imene. Si tratta perlopiù di donne musulmane che hanno già avuto rapporti sessuali, ma che in vista del matrimonio desiderano ricreare la verginità.

Cigno biancoHDUnsplash, Tim Goedhart

Le donne tra i 50 e i 70 anni, o comunque tutte coloro che sono già entrate in menopausa, si rivolgono agli specialisti per altri tipi di interventi. Tra questi, la labioplastica addittiva -ovvero un filling a livello delle grandi labbra - oppure il Vaginal Rejuvenation, un trattamento mirato a tutte coloro che magari hanno avuto dei parti piuttosto traumatici e desiderano restringere la vagina per recuperare una certa sensibilità durante il rapporto.

Molte di queste donne si sottopongono inoltre ad un'amplificazione del Punto G, che consiste nell'inserire un filling, con una siringa normale, nella parete vaginale anteriore. In questo modo, durante la penetrazione, il pene aderirà maggiormente alla vagina.

Chirurgia plastica vaginale: costi e durate

Le operazioni di vaginoplastica hanno mediamente una durata di 20 minuti circa. In seguito generalmente le cicatrici non sono visibili.

L'intervento più richiesto è la labioplastica riduttiva, ovvero la riduzione delle piccole labbra. Il suo costo si aggira intorno ai 5000 euro. 

ProsciuttoHDUnsplash, Charles Deluvio

Cosa ne pensate? Vi sottoporreste ad un intervento del genere o, in assenza di una vera patologia, preferireste trattare delle parti del vostro corpo, diciamo più visibili?

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