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Rami Malek presenta Bohemian Rhapsody a Roma: ‘Freddie Mercury, emigrato come me’

Rami Malek e Gwilym Lee hanno presentato in anteprima a Roma Bohemian Rhapsody, l’atteso film che ripercorre 15 anni della vita del cantante dei Queen, Freddie Mercury, e della band.

Il cast di Bohemian Rhapsody Getty Images

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Ci sono voluti 8 anni prima che l’idea di girare una pellicola dedicata alla vita del cantante dei Queen, Freddie Mercury, divenisse a tutti gli effetti un film.

Era infatti il 2010 quando Brian May, chitarrista della band, parlò per la prima volta del progetto che finalmente approderà nelle sale italiane il prossimo 29 novembre per la regia di Bryan Singer (poi sostituito da Dexter Fletcher negli ultimi giorni di riprese e nella fase di post-produzione) il cui titolo riprende il brano più complesso e straordinario della prolifica band inglese: Bohemian Rhapsody

Per interpretare l’istrionico Mercury in Bohemian Rhapsody è stato scelto Rami Malek, attore già ben noto per essere il protagonista della serie TV, targata USA Network, Mr. Robot.

Il salto dall’impersonare il sociofobico Elliot di Mr. Robot al trasformasi in uno dei migliori cantanti e performer di tutti i tempi non è stato affatto semplice per Malek che, insieme al collega Gwilym Lee, ha presentato in anteprima a Roma l’intenso biopic che ripercorre, dagli esordi al concerto Live Aid del 1985, 15 anni della storia pubblica e privata di Freddie Mercury e dei Queen.

“È stato complesso per me entrare nei panni di Freddie Mercury, non un peso, non un onere ma sicuramente la natura quasi mitologica di Freddie ha fatto sì che lui significasse davvero tanto per tutti, che divenisse un’icona musicale senza tempo” ha ammesso Rami 

Quindi è stato un lavoro difficile e pesante: agli occhi di tutti Mercury è un Dio della musica e da attore era fondamentale rendere giustizia al suo retaggio, alla sua eredità.

Per trasformarsi in Freddie Mercury Rami Malek ha preso per un anno e mezzo lezioni di piano e di canto: “lavoravo anche con un un coach che mi ha insegnato a rendere miei i suoi movimenti e con un altro che mi aiutava con l’accento” ha affermato l’attore 37enne che ha anche confessato

Quando il film non aveva ancora budget, ho pagato alcune lezioni di tasca mia pur di essere un Freddie il più credibile possibile.

Rami Malek Gwilym LeeHD20th Century Fox

Gwilym Lee, che invece nel film è un sorprendente Brian May, ha avuto dalla sua un grande aiuto da parte del chitarrista che ha seguito da vicino le riprese del film. “Anche a me ha intimidito la prospettiva di interpretare un’icona come Brian” ha dichiarato Lee “e il suo appoggio è stato fondamentale. La cosa più difficile di questo lavoro è stato dover fingere di suonare come se lo avessimo fatto per tutta la vita”. 

In generale quando io mi avvicino a un personaggio parto da dentro, dalla sua psicologia. Con Brian ho fatto il processo inverso: sono partito dalla sua estetica. Lui è stato di aiuto e il primo giorno sul set, quando per la prima volta mi ha visto truccato e vestito, ci siamo fissati in silenzio: lui era di fronte a se stesso più giovane. Poi ha incominciato a sistemare alcuni dettagli: è un uomo attento ai dettagli. Non mi sono mai sentito giudicato da lui.

Gli attori molto spesso per indossare i panni di un personaggio cercano di trovare qualcosa che li accomuni con il loro alter ego, come ha fatto Rami Malek per prendere in prestito l’anima di Freddie Mercury: “quando ho affrontato la difficoltà di mettermi nella sua pelle ho tenuto conto di ciò che avevo scoperto riguardo il trasferimento suo e della sua famiglia da Zanzibar. 

Io e Freddie Mercury siamo entrambi degli emigrati. Io sono un emigrato americano, proveniente dall’Egitto, di prima generazione. Lui era un essere umano alla ricerca di una sua identità e questa è una cosa che abbiamo in comune.

Oltre a Brian May sul set di Bohemian Rapsody è stato presente per tutto il tempo delle riprese anche il batterista dei Queen Roger Taylor e il contributo dei due musicisti, come ha sottolineato Gwilyn, è stato decisivo soprattutto per la scena, la prima girata dell’intero film, in cui è stata ricreata la storica performance del gruppo al Wembley Stadium di Londra nel luglio dell’85: “Roger e Bryan sono stati lì sin dal primo momento e hanno studiato tutto: dal palco alla nostra ricostruzione, ma nelle e scene più private, dove la recitazione aveva il sopravvento, non hanno mai messo bocca.

Bohemian RhapsodyHD20th Century Fox

Oltre a fatti realmente accaduti e a una ricostruzione 'storica' degli avvenimenti io e Rami abbiamo cercato di raccontare soprattutto una storia fatta di persone e loro lo hanno capito.

La ricostruzione dell'indimenticabile show del Live Aid di Wembley è anche stata, a detta di Malek, la scena emotivamente e fisicamente più complessa per lui: “a suo modo ogni momento del film per me è stato difficilissimo, cercavo di immedesimarmi in Freddie, di pensare come lui. Ma la performance al Live Aid ha davvero drenato tutte le forze mie e dei miei colleghi: volevo fare e rifare ogni brano più volte affinché fosse perfetto. Abbiamo girato per giorni e ogni giorno ci soffermavamo su una canzone.

Ho anche chiesto di interpretare tutta l’esibizione per intero: ed è stato proprio alla fine del nostro mini concerto che ho avuto la percezione di cosa avesse significato quel momento per la band perché ha consolidato anche noi attori come gruppo.

E ha continuato:

Pure il feedback del pubblico presente - tutto composto appositamente da veri fan dei Queen - è stato fondamentale. Alla fine della performance ci siamo stretti le mani, guardati negli occhi: è stata la spinta per continuare a lavorare al film.

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