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Il miglior vino dell’anno è il Sassicaia

Una classifica che racconta il meglio delle etichette italiane: quest’anno a trionfare è il Sassicaia, che nasce in Maremma.

Sassicaia La Tenuta San Guido

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A 50 anni dalla nascita, il Sassicaia viene premiato come miglior vino dell’anno. A stabilire l’importante verdetto è la giuria internazionale del Biwa (Best Italian Wine Awards), guidata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini, e composta dieci i giurati provenienti da Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina.

La classifica ha premiato le migliori bottiglie italiane, stilando una classifica di cinquanta posizioni, redatta in tre giorni di assaggi e frutto di una selezione lunga un anno.

I primi cinque posti sono quindi occupati da:

  1. Sassicaia, 2015, Tenuta San Guido
  2. Barbaresco Asili Vecchie Viti, 2012, Roagna
  3. Brunello Tenuta Nuova, 2012, Casanova di Neri
  4. Sauvignon Wine Collection, 2015, Cantina San Michele Appiano
  5. Vin Santo, 2008, Lusignani

Le regioni trionfanti sono il Piemonte, con 16 vini, e la Toscana con 9, che quindi consolidano la loro reputazione di regioni produttrici di eccellenze vinicola. Ciò che si nota è anche il balzo in avanti dell’Alto Adige, che con quattro etichette in classifica – rispettivamente al quarto, nono, decimo e trentasettesimo posto – conferma il proprio momento d’oro come regione stimata anche per la produzione di ottime etichette. Infine, guardando la classifica, si registra anche il buon posizionamento di due vini da meditazione – uno dei due addirittura nella top five: il Vin Santo 2008 di Lusignani e il Vecchio Samperi di De Bartoli.

Il Sassicaia: il miglior vino dell’anno

Sassicaia La Tenuta San Guido

Per raccontare l’annata vincente basta la descrizione che Luigi Veronelli fece del Sassicaia: «Un’estasi della mente». Le origini di questa bottiglia de La Tenuta San Guido, il cui costo si aggira intorno al 160 euro, risalgono ad alcuni decenni fa, quando Mario Incisa della Rocchetta si stabilì in Maremma e decise di creare un vino di razza. Il bouquet che ricercava lo trovò nel Cabernet, tra lo scetticismo generale perché nessuno aveva mai pensato di fare un vino "bordolese" in Maremma.

Così, inizialmente questo vino si beveva solo fra produttori, in famiglia, ma venne poi commercializzato fra lo scetticismo generale: ci fu chi se ne innamorò, ci fu chi lo bistrattò, ma nel 1977 arrivò una delle prime recensioni che annunciava il radioso futuro di questo vino, culminato quest’anno con l’incoronazione del Biwa. La frase, scritta da Edoardo Raspelli, recitava:

Vino splendido e raro che potete conservare 12 anni dopo aver acquistato la bottiglia.

Le premiazione ufficiale avverrà oggi, lunedì 17 settembre 2018, alle 18:30 al centro congressi della Fondazione Cariplo di Milano.

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