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Rami Malek reagisce alle critiche su Bohemian Rhapsody

Rami Malek ha risposto alle critiche che hanno accolto il teaser trailer di Bohemian Rhapsody, il biopic su Freddie Mercury, che lamentavano l'apparente omissione della lotta con l'AIDS del cantante e la scelta di Malek come interprete.

Rami Malek e Freddie Mercury in concerto Getty Images

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Rami Malek ha rilasciato un’intervista al magazine Attitude nella quale commenta le critiche con cui sono stati accolti i primi trailer del suo prossimo film, Bohemian Rhapsody.

Il film è un biopic su Freddie Mercury ed i Queen, che racconta la storia della band dal 1970, quando nacque la prima formazione con Mercury, Brian May e Roger Taylor fino all’indimenticabile performance per il Live Aid del 13 luglio 1985, pochi anni prima della morte del frontman per AIDS, nel 1991.

Nel numero di ottobre della rivista Attitude, acquistabile online, Rami Malek dice la sua sull’accoglienza non esattamente entusiasta riservata al film: trattandosi del ritratto di una figura leggendaria ed inimitabile, era prevedibile che ci fossero riserve su qualsiasi attore fosse stato scelto dalla produzione, e la cosa non preoccupa il 37enne Malek.

Ho saputo fin dall’inizio che non avrei mai ritratto Mercury per come era, con tutte le sue idiosincrasie, il carisma. Non sarò mai esattamente come lui.

Ed ha continuato: “Tutto ciò che potevo fare era tentare il più possibile di catturare la sua essenza. [...] Nessuno sarà mai Freddie Mercury, ce ne sarà sempre uno solo. Volevo per quanto possibile gettare una luce sulla sua storia”.

Per quanto riguarda invece il criticismo raccolto dal trailer, Malek ha spiegato che il giudizio affrettato di molti è erroneo. Tra le voci più polemiche si era alzata quella dellp showrunner di Hannibal e Star Trek Discovery, Bryan Fuller, indignato perché sembrava che il film non parlasse dell’omosessualità di Mercury e per come la sinossi ufficiale della pellicola descriveva la battaglia con l’AIDS della rockstar. “È un peccato che le persone facciano commenti dopo un teaser trailer di un minuto in cui vuoi solo sentire la musica”, ha detto Malek.

È difficile. Per prima cosa, lasciatemi dire che non credo che il film eviti di parlare della sua sessualità o della malattia divorante, che è ovviamente l’AIDS.

Ed ha aggiunto: “Non riesco a pensare a come si potrebbe ometterlo, o a chi mai potrebbe volerlo. È abbastanza assurdo che qualcuno tragga queste conclusioni da un trailer di un minuto”. Quanto in particolare al modo in cui si parla dell’AIDS: “Il film aveva bisogno di un approccio delicato. Non si può evitarlo. Era un momento importante da inserire nel film, uno che alla fine è molto triste ma anche incoraggiante in qualche modo.

Ti mostra quanto resilienti possano essere gli umani e quanto ci affidiamo alla forza dei nostri amici e della famiglia per sopravvivere ai momenti difficili.

La star di Mr Robot ha concluso: "La pandemia è ancora un’orribile minaccia per così tante persone nel mondo. È una realtà per così tanti che credo sarebbe vergognoso non parlarne”. Il film arriverà al cinema il 29 novembre 2018.

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