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Bambini connessi: come organizzare il tempo digitale e prevenire i pericoli del web

Consigli e tecniche per limitare l'uso dei dispositivi ai bambini e agli adolescenti.

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I ragazzi di oggi hanno un mondo nella tasca dei jeans. Costantemente connessi, sono dipendenti dai loro smartphone e intossicati dai social network. Tanti genitori non riescono a convincere i loro figli ad avere un rapporto sano con il digitale, a ridurre i tempi di esposizione, ad adottare abitudini che li scolleghino dai device per riconnettersi alla famiglia e al mondo reale.

Nel suo libro Sei sempre al cellulare. Manuale di salute digitale per i nostri figli (Vallardi), Anne Peymirat, coach genitoriale e autrice francese, spiega quanto sia importante limitare (non vietare) ai propri figli l’uso del cellulare. Con piccoli consigli, trucchi e suggerimenti, indica la giusta strada verso il digital detox.

La cover del libro di Anne Peymirat su come educare i ragazzi all'uso delle tecnologieunsplash

L’obiettivo non è dunque il divieto assoluto, spiega l’autrice, ma il raggiungimento di una consapevolezza, l'avere un buon controllo sul tempo dedicato ai social evitando di esserne completamente fagocitati. 

I social network soddisfano spesso un desiderio e un’esigenza di socializzazione, i ragazzi li utilizzano per avere la conferma di far parte di un gruppo dal quale venire accettati, riconosciuti, apprezzati. Ma a lungo andare, per alcuni adolescenti, può diventare una vera e propria dipendenza.

Gli impatti negativi sul bambino

Il sonno risente dell'esposizioni ai monitor dei computerHDunsplash

Quando osserviamo un bambino di 2-3 anni che, abilissimo, utilizza il touch screen del tablet, dovremmo preoccuparci anziché gioire. A quell’età i bambini non dovrebbero giocare con i videoschermi, perché a rischio di precoci ritardi psicomotori e del linguaggio.

Dopo essere rimasti incollati a uno schermo, i bambini sono inoltre più irritabili e meno comunicativi e molti di loro tendono anche ad assumere comportamenti scorretti, per non dire aggressivi, perché incapaci di gestire le emozioni spiacevoli.

A qualsiasi cosa assistano davanti a un monitor (che sia un videogioco violento o un cartone animato), il fatto di restare immobili e concentrati senza muoversi, magari per ore, li rende intrattabili. Anche il sonno risentirebbe dell’esposizione alle emissioni azzurrognole dello schermo digitale: alcuni studi hanno dimostrato che fissare un monitor la sera altera la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.

Metti giù lo smartphone

I bambini e l'uso del webHDunspalsh

Compito dei genitori è quello di fissare dei limiti, insegnare ai propri figli a gestire il proprio tempo e ad assumere abitudini sane. Sotto i 3 anni si sconsiglia l’uso di qualsiasi dispositivo elettronico.  Per i bambini dai 3 agli 8 anni si consiglia di non superare i trenta minuti al giorno. Dagli 8 anni in su, si consiglia di puntare a un massimo di un’ora al giorno.

Un buon escamotage è quello di riporre tutti i device portatili dotati di connessione (tablet, cellulare, laptop) in una drop zone vicina all’ingresso o nel soggiorno di casa. I genitori potranno così verificare che non siano utilizzati al di fuori degli orari dati e non dovranno cercarli dappertutto. Per accettare le regole e assumere abitudini più sane, i bambini hanno bisogno di essere motivati.

La strategia più semplice ed efficace per motivarli a correggere certi comportamenti è quella delle frasi di apprezzamento. L’obiettivo a breve termine è ottenere dai figli i comportamenti desiderati, mentre l’obiettivo a lungo termine è far loro assumere abitudini corrette che serviranno sempre. La motivazione è il metodo più efficace per riuscirci.

Un ultimo consiglio è quello di mantenere una linea comune e coerente con il proprio partner, nessuno dei due può permettersi di allentare la presa (ad esempio permettere di guardare un cartone sul tablet per convincere il bambino a mangiare) e concedere degli extra. Tutto il lavoro fatto andrebbe in fumo.

Le insidie del web

Gli adolescenti i rischi di sextingHDunspalsh

La Rete è stata una grande rivoluzione, ma come ogni rivoluzione porta con sé anche nuove sfide e nuovi rischi. I crimini che vengono commessi ogni anno sono tanti: dalle estorsioni sessuali online all’appropriazione indebita di dati sensibili (e, spesso, di identità), e ancora l’incubo del cyberbullismo e gli adescamenti online.

Nunzia Ciardi ha una importante esperienza in proposito. Dirigente della Polizia di Stato, direttrice della Polizia Postale e delle Comunicazioni, è autrice insieme alla giornalista Rosita Rijtano del libro Con lo smartphone usa la testa. Difendere i tuoi figli dai pericoli del web e dei social (Sperling & Kupfer) in cui raccoglie preziosi strumenti e consigli per insegnare ai più giovani l’utilizzo corretto e consapevole dei dispositivi.

I social network sono, per i ragazzi, un luogo irrinunciabile di espressione di sé e di incontro, ma devono esserci regole da seguire e comportamenti accorti da assumere online. Le proibizioni o i controlli ossessivi non servono a proteggere i nostri figli dalle insidie della rete. Serve invece conoscere gli strumenti e i comportamenti che permettono di prevenire e neutralizzare i rischi.

Con lo smartphone usa la testa, consigli su come difendere i figli dai pericoli del webSperling & Kupfer

Ma quali sono i pericoli più comuni del mondo virtuale?

Sexting

Lo smartphone è diventato un compagno di giochi erotici dove il corpo viene mostrato per cercare affermazione e popolarità nel mondo digitale. Tantissimi ragazzi praticano il sexting, lo scambio di contenuti sessualmente espliciti tramite smartphone o pc.

Inviare foto di nudo al proprio fidanzatino può avere l’effetto di un boomerang. Spesso quelle foto vengono utilizzate per uno spietato revenge porn, una vendetta dell’ex partner che, dopo essere stato lasciato, le condivide o le pubblica online, con tanto di nome, cognome e link ai profili social. Agli adolescenti va dunque spiegato che quello che postano e condividono online va a incidere sulla vita reale, sulla reputazione e sulla loro identità, non rimane confinato in una dimensione virtuale.

Cyberbullismo

Tutto sappiamo cos’è il bullismo, in pochi forse sanno che ne esiste una versione uguale in rete. Ciò che rende particolarmente insidiosa la declinazione digitale è la possibilità di tormentare la vittima ovunque e in qualsiasi momento. La vittima diventa una vera e propria valvola di sfogo per le frustrazioni del suo hater, che ha come unico obiettivo danneggiare il più possibile la sua vittima con una sfilza di offese sui social network.

Adescamento online

Una ragazza col cellulareHDistock

L’adescamento online, detto grooming, è una tecnica di manipolazione psicologica usata dagli adulti per convincere bambini e adolescenti a intrecciare una relazione intima. Utilizzano, molto spesso, identità false per poter entrare in contatto con i minori e approfittare della loro buona fede. I consigli per evitare questi rischi sono pochi e semplici: limitare le ore di navigazione, insegnare l’importanza di mantenere riservata l’identità, non lasciare i minori completamente da soli in un ambiente popolato da adulti come la rete.

“Dobbiamo limitare l'uso della tecnologia dentro casa da parte dei nostri bambini", diceva il fondatore di Apple Steve Jobs, in un’intervista al New York Times del 2010. Non c’è dubbio sul fatto che ciascun genitore dovrebbe riflettere sulle conseguenze di uno smodato uso del digitale da parte dei figli, dovrebbe informarsi e cercare di stare al passo con i nuovi social, e dovrebbe affiancare i più giovani nell’esplorazione di uno spazio pieno di rischi ma anche di tante ricchezze.

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