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La guida per scoprire tutti i segreti della gravidanza gemellare

Un vademecum semplice e pratico per scoprire cos'è la gravidanza gemellare, quali sono le cause e i sintomi, quanti tipi ne esistono e tante altre curiosità a tema.

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La gravidanza gemellare viene scoperta con l'ecografia del primo trimestre tra le 6 e le 14 settimane ed eventualmente con la verifica aggiuntiva dell'ormone Beta-hCG, il cui valore particolarmente elevato può indicare la presenza di gemelli. In ogni caso la gravidanza gemellare è rara, si verifica in media nell'1% dei casi, e incide sicuramente la familiarità dovuta a una predisposizione all'ovulazione doppia.

Ma non ne esiste una sola tipologia, a seconda del numero di feti, del numero di placente, della zigosità dei gemelli e altri fattori, queste gravidanze si distinguono le une dalle altre ed è importante capire di che tipo si tratta per tenere la situazione sotto controllo e assicurarsi che non ci siano rischi particolari. In questo modo si possono individuare eventuali terapie ad hoc, esami e controlli raccomandati.

Di seguito scopriamo quindi cos'è la gravidanza gemellare, tutte le varie tipologie esistenti, cause e principali sintomi, rischi, esami consigliati e tutto ciò che c'è da sapere:

Cause

Le cause delle gravidanze gemellariHDPixabay

Visto che la gravidanza gemellare è piuttosto rara, di solito a giocare un ruolo di primo piano è la familiarità ai gemelli eterozigoti, riguardante soprattutto la linea materna. Fatta eccezione per la procreazione assistita che in generale aumenta le probabilità di avere dei gemelli, altre cause possibili sono:

  • Età materna elevata
  • Utilizzo di farmaci che stimolano l'ovulazione per curare l'infertilità.

Sintomi

Sintomi gravidanza gemellareHDPixabay

Sebbene ogni caso sia diverso, in generale i sintomi delle gravidanze gemellari assomigliano a quelli di una gestazione normale, fatta eccezione per il senso di fatica che è maggiore, e i vari cambiamenti fisici e umorali che possono essere più accentuati. Tra questi si ricordano la ritenzione idrica, lo stimolo a urinare che è più precoce e rapido, la nausea che tende a scomparire più tardi, tutto dovuto solitamente a un maggiore aumento degli ormoni coinvolti.

Di seguito scopriamo nello specifico quali sono i sintomi caratteristici della gravidanza gemellare trimestre per trimestre.

Primo trimestre

Nelle prime settimane si possono presentare:

  • Mal di schiena o mal di testa 
  • Nausea e vomito che tendono a durare più a lungo rispetto alle gravidanze normali
  • Febbre e stanchezza eccessiva
  • Irritabilità
  • Assenza delle mestruazioni
  • Perdite bianche inodori dovute ai cambiamenti ormonali in corso
  • Bisogno di urinare frequente
  • Problemi digestivi
  • Fiato corto.

Secondo trimestre

Nel secondo trimestre tra i sintomi principali si annoverano l'aumento di volume dell'addome e la percezione dei primi movimenti dei bambini. Il tutto è accompagnato da un aumento di peso, che nel caso dei gemelli sarà maggiore rispetto alle gravidanze standard.

I sintomi del primo trimestre a volte si riducono, altre volte permangono. E' il caso per esempio della nausea che nelle gravidanze con un feto scompare naturalmente dopo i primi mesi, ma in quelle con più feti ha maggiori probabilità di protrarsi oltre, per non parlare poi dell'affaticamento generale, che è più accentuato anche col passare dei mesi.

Terzo trimestre

Nel terzo trimestre si possono presentare:

  • Gonfiore alle estremità, dalle mani ai piedi
  • Cefalee
  • Prurito dovuto alla distensione della cute dell'addome
  • Affaticamento notevole dovuto anche all'aumento di peso 
  • Ulteriore aumento di peso
  • Aumento notevole del seno
  • Comparsa a volte di vene varicose
  • Problemi di ritenzione idrica.

Tipologie e differenze

Tipologie e differenze nelle gravidanze gemellariHDPixabay

Esistono diversi tipi di gravidanza gemellare ed è molto importante fin dall'inizio capire di quale si tratta. Queste tipologie dipendono da fattori come il numero di feti, il numero di placente, il numero di sacchi amniotici e altre variabili che di seguito analizziamo una per una. 

Numero di placente

Il 10% delle gravidanze gemellari rientra nella tipologia monocoriale, ovvero presenta una sola placenta a cui sono collegati i feti, due o più a seconda dei casi. Ma più spesso le placente sono due per due feti, e si parla in tal caso di gravidanza gemellare bicoriale

Se la prima eventualità è abbastanza a rischio perché può determinare la trasfusione di sangue da un gemello all'altro, per via delle circolazioni fetali collegate, e può anche comportare un ritardo nella crescita di uno dei due gemelli, la seconda è più sicura. La bicoriale si riconosce tramite le ecografie grazie a un segno caratteristico detto lambda, individuabile tra l'ottava e la nona settimana. La gravidanza monocoriale si distingue per il segno caratteristico T.

Numero di feti

Il numero più frequente di feti è due, a volte anche tre, mentre numeri maggiori sono decisamente un'eccezione, senza contare che una gravidanza gemellare con più di 3 feti è anche difficile da portare a termine perché comporta tutta una serie di difficoltà.

Zigosità

A seconda che i gemelli derivino da un solo ovocita fecondato suddiviso per dare origine a due individui, o che derivino da due diversi ovociti fecondati da due diversi spermatozoi, i gemelli si distinguono in monozigoti ed eterozigoti. I gemelli monocoriali, quindi con una sola placenta, sono monozigoti, mentre i gemelli bicoriali, con due placente o più, possono risultare monozigoti solo in una certa percentuale.

Qual è la differenza a livello pratico? I gemelli monozigoti sono uguali dal punto di vista genetico, anche chiamati non a caso gemelli identici, i gemelli eterozigoti no. Sapere se sono monozigoti o eterozigoti è importante soprattutto per capire quali malattie potrebbero con più probabilità colpirli e in che modalità, ma anche per valutare le diverse variabili nel corso della gravidanza. 

Per quanto riguarda le gravidanze monozigotiche esse si suddividono in:

  • Bicoriali biamniotiche in cui i feti sono identici ma ognuno con la propria placenta e il proprio sacco amniotico. Il 30% circa delle gravidanze gemellari monozigotiche rientra in questa tipologia.
  • Monocoriali biamniotiche in cui è presente un'unica placenta e due sacchi amniotici. Esse rappresentano il 69% delle gravidanze monozigotiche.
  • Monocoriali monoamniotiche in cui si presenta una sola placenta e un solo sacco amniotico. Esse rappresentano l'1% delle gravidanze monozigotiche. 

I gemelli eterozigoti, che non sono identici ma solo somiglianti esattamente come due normali fratelli, possono comprendere coppie di maschi, di femmine o anche un maschio e una femmina, e rappresentano i due terzi di tutte le gravidanze gemellari.

Amnioticità

L'amnioticità dipende dal numero di sacchi amniotici presenti nella gravidanza gemellare. Il sacco amniotico dei gemelli generalmente è separato, mentre nell'1% dei casi i feti sono contenuti nello stesso sacco e hanno una sola placenta. Inutile dire che questo 1% comporta rischi molto elevati. Quando il sacco è uno soltanto si parla di gravidanza monoamniotica, quando i sacchi sono due di gravidanza biamniotica, se sono tre di gravidanza triamniotica e così via.

Esami e controlli

Esami ed ecografie nella gravidanza gemellareHDPixabay

Rispetto a una gravidanza normale i controlli e gli esami da fare durante quella gemellare sono più frequenti perché si tratta pur sempre di una situazione delicata, che richiede un monitoramento costante. In generale le visite ginecologiche saranno bisettimanali o, in circostanze specifiche come gravidanze monocoriali e monoamniotiche, settimanali.

Sono consigliati anche controlli della pressione arteriosa due volte al mese e controlli frequenti del peso materno, che tende ad aumentare più della norma. Oltre agli esami e alle ecografie di routine, che verranno eseguiti però con maggiore frequenza, ce ne saranno di aggiuntivi altamente consigliati:

  • Translucenza nucale, esame che permette di valutare lo spessore della nuca a 12 settimane di gravidanza. La translucenza nello specifico è una fessura translucida in ecografia a livello della cute nucale del bambino, che si può osservare nel primo trimestre. Un aumento del suo spessore indica una maggiore probabilità di anomalie cromosomiche e malformazioni fetali. Nelle gravidanze monocoriali una nuca troppo spessa può indicare una maggiore probabilità di futura trasfusione feto-fetale. Nelle gravidanze bicoriali, qualora uno dei due gemelli presenti una nuca più spessa dell'altro, esso incorrerà in maggiori rischi e dovrà quindi essere sottoposto a maggiori controlli.
  • Amniocentesi e villocentesi, entrambi esami invasivi prenatali che possono essere eseguiti nelle gravidanze bicoriali e monocoriali, ma in queste ultime è possibile procedere con una sola inserzione di ago purché non sussistano fattori di rischio come restrizione di crescita di un gemello o translucenza nucale aumentata, casi in cui si eseguono due inserzioni. Entrambi gli esami servono a individuare la presenza nei feti di eventuali anomalie genetiche.

Cosa mangiare in gravidanza se si aspettano gemelli

Cosa mangiare durante una gravidanza gemellareHDPixabay

Dato che la gravidanza gemellare comporta un aumento di peso maggiore rispetto alla gravidanza singola, le linee guida raccomandano di assumere 300 calorie in più al giorno durante il primo trimestre rispetto alle gravidanze con un solo feto, 680 in più nel secondo trimestre e circa 900 calorie in più nel terzo trimestre. Quantità caloriche a parte, è ovviamente importante selezionare i cibi giusti, seguendo una dieta equilibrata e variata. 

Molto importanti sono le proteine perché permettono di prevenire, almeno in parte, malattie come la preeclampsia, il diabete gestazionale e il travaglio pretermine, senza contare che contribuiscono alla crescita delle fibre muscolari uterine. In generale ne bastano 80-100 gr al giorno secondo i nutrizionisti. Dove trovarle? Nelle carni magre, nelle noci, nel latte e formaggio, nello yogurt

Altri alimenti immancabili nella dieta di una futura mamma di gemelli sono la frutta e la verdura, ricche di micronutrienti come ferro, vitamine, acido folico, fibre, indispensabili per la corretta crescita dei feti. Meglio consumarle più volte al giorno anziché abbuffarsi a pranzo o a cena. 

Poi c'è il ferro, altrettanto indispensabile perché aiuta a produrre globuli rossi prevenendo problemi come l'anemia gestazionale, molto frequente nelle gravidanze multiple. Lo si trova nelle carni rosse e nella frutta secca, che ne contengono in quantità e bisognerebbe assumerne in media circa 30-60 milligrammi al giorno, utilizzando se necessario qualche integratore.

Altri alimenti da portare a tavola durante tutta la gravidanza gemellare sono cereali integrali, noci, zucca, mandorle, yogurt, tofu, verdure a foglia verde, latte, che contengono tutti magnesio, utile per produrre e riparare i tessuti corporei, ma anche per la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue, il rafforzamento delle ossa, la regolarizzazione dell'insulina.

Infine non dimenticate di bere molta acqua perché la disidratazione può rivelarsi pericolosa e addirittura può causare travagli pretermine. Gli esperti consigliano di berne almeno 8 bicchieri al giorno.

Rischi

Rischi frequenti nelle gravidanze di tipo gemellareHDPixabay

I rischi di una gravidanza gemellare in media sono leggermente più accentuati rispetto alla gravidanza normale, ma dipende da caso a caso. In alcune circostanze il rischio può essere notevole, in altre molto inferiore. Ecco un elenco delle problematiche più frequenti per chi porta in grembo dei gemelli:

  • Diabete gestazionale
  • Preeclampsia
  • Parto cesareo
  • Ipertensione
  • Aborto spontaneo
  • Parto pretermine le cui probabilità aumentano proporzionalmente al numero di feti. Più sono, più è facile che il parto avvenga prima del termine. Per due feti di solito avviene tra la 36esima e la 37esima settimana, per tre feti intorno alle 32 settimane. Il parto pretermine può avvenire naturalmente o in altri casi essere programmato tramite induzione o cesareo per evitare rischi
  • Ritardo di crescita in entrambi i gemelli o in uno di essi.

A seconda della tipologia di gravidanza gemellare possono aggiungersi ulteriori problematiche, per esempio se è di tipo monocoriale, c'è possibilità di malformazioni fetali e di trasfusione feto-fetale. 

Aborto spontaneo

Abbiamo visto che tra i rischi di una gravidanza gemellare c'è anche l'aborto spontaneo, che nella maggioranza dei casi si verifica nel primo trimestre di gravidanza, e può colpire entrambi i gemelli o uno soltanto. Le cause sono di solito di tipo cromosomico. 

Parto gemellare

Come e quando avviene il parto dei gemelliHDPixabay

Se in una gravidanza normale il parto raccomandato è di solito vaginale, nel caso delle gravidanze gemellari la scelta dipende dalle condizioni della gestante e dei gemelli e solo verso la fine della gravidanza è possibile esprimersi al riguardo. Qualora madre e gemelli siano in ottima forma, la posizione sia corretta così come la placenta, si può tentare il parto vaginale. Il cesareo è raccomandato di solito nel caso di gravidanze monocoriali per evitare complicanze.

Per quanto riguarda il periodo del parto, solitamente per due feti avviene tra la 36esima e la 37esima settimana mentre per tre feti intorno alle 32 settimane. In ogni caso durante il parto la madre deve avvalersi di un medico ecografista che valuti la posizione del secondo bambino tramite ecografia. Succede infatti che quest'ultimo necessiti di essere riposizionato manualmente e l'ecografia permette di capire in che modo procedere o se è persino il caso di adottare un'altra tipologia di parto.

La durata media del parto gemellare è inferiore rispetto al parto singolo, e questo perché i feti esercitano insieme una maggiore pressione sull'utero rendendo più rapide le contrazioni e riducendo le tempistiche del parto. Inoltre il secondo bambino di solito esce più rapidamente. Una complicanza frequente è la perdita copiosa di sangue dopo il parto, dovuta alla non immediata chiusura dei vasi sanguigni aperti a causa del distacco della placenta. Il problema tuttavia può essere risolto con appositi farmaci come ossitocina e prostaglandine, che aumentano le contrazioni uterine.

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