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Come calcolare il periodo fertile: tutto quello che c'è da sapere per ottenere la gravidanza

Le fasi del ciclo, come restare incinta, i segnali per riconoscere la gravidanza e tutto quello che c'è da sapere sul periodo fertile.

Ragazza incinta Pexels

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Il periodo fertile di una donna è quello che corrisponde alla fase dell’ovulazione. Il ciclo femminile dura 28 giorni, ma si suddivide in quattro fasi: la fase pre-ovulatoria – quando l’ovulo si forma – la fase ovulatoria – quando l’ovulo può essere fecondato – la fase pre-mestruale – quando l’ovulo che non è stato fecondato si prepara per essere espulso – e la fase mestruale, quella dell’espulsione. È, dunque, durante il periodo fertile, quello dell’ovulazione, che è possibile concepire un bambino.

Come calcolare il periodo fertile? In linea generale, dal primo giorno di mestruazione, occorre andare avanti di 14 giorni sul calendario: è così che si ha, infatti, un’indicazione dell’inizio dell’ovulazione. Naturalmente, molto cambia da donna a donna: chi ha, ad esempio, un ciclo mestruale irregolare potrebbe incontrare difficoltà nel calcolo del periodo fertile; inoltre, lo stato della fertilità è spesso influenzato dalla quantità di ciclo, se è abbondante o scarso. Sebbene l’ovulazione avvenga a 14 giorni dalla comparsa delle mestruazioni, il periodo fertile delle donne non si limita a un solo giorno in un mese. Scopriamo di più in merito.

Le fasi per il calcolo del periodo fertile

La gravidanza nelle sue fasiHDPixabay

Per il calcolo del periodo fertile è importante conoscere le fasi che lo riguardano, nel dettaglio: è, infatti, necessario imparare a conoscere il proprio corpo per ottenere buoni risultati. Vediamo in cosa consistono la fase pre-ovulatoria o fase follicolare, l’ovulazione o fase ovulatoria e la fase luteinica o fase luteale.

La fase pre-ovulatoria o fase follicolare

La fase pre-ovulatoria – in quanto precede l’ovulazione di poco - o fase follicolare è quella caratterizzata dalla maturazione del follicolo contenente l’ovulo: è in questo periodo che si sviluppa il follicolo nelle ovaie. La lunghezza varia da donna a donna, ma anche da ciclo a ciclo. Questa fase termine il giorno precedente il picco di LH ed estradiolo, i quali stimolano lo squarcio del follicolo e il rilascio dell’ovulo che potrebbe venir fecondato. In questo periodo, aumenta anche la produzione di estrogeni, cioè gli ormoni che sono responsabili dell’aumento della mucosa uterina.

L’ovulazione o fase ovulatoria

L’ovulazione o fase ovulatoria è quella che deve interessare maggiormente chi desidera avere un bambino, in quanto è durante questa fase che può avvenire la fecondazione ed è possibile restare incinta. L’ovulazione avviene nel quattordicesimo giorno dal primo giorno di mestruazioni: il follicolo scoppia e l’ovulo maturo raggiunge le tube di Falloppio, dove potrà essere fecondato.

Una volta espulso dal follicolo, l’ovulo resta fecondabile per circa 12-24 ore. Dato che gli spermatozoi possono sopravvivere nel collo dell’utero per 3-5 giorni, possiamo dire che il periodo fertile va da 4 giorni prima dell’ovulazione a 24 ore dopo che questa è iniziata: ciò significa che tanto più il rapporto sessuale sarà vicino all’ovulazione, quanto più saranno le possibilità di una gravidanza.

La fase luteinica o fase luteale

La fase luteinica o fase luteale è il periodo che va dal giorno dell’ovulazione al giorno delle mestruazioni. Questo periodo può durare dai 10 ai 16 giorni – mediamente, sono 14 – per cui, per il calcolo del periodo fertile per rimanere incinta, dovrete fare come segue:

  1. Sottraete, dalla durata del vostro ciclo più breve, la durata massima della fase luteale, ovvero 16 giorni;
  2. Sottraete, dalla durata del vostro ciclo più lungo, la durata minima della fase luteale, ovvero 10 giorni.

Avendo, ad esempio, un ciclo di 28 giorni e premettendo che la fase luteale dura da 10 a 16 giorni, potete calcolare 28 – 10 = 18 e 28 – 16 = 12: ciò vuol dire che l’ovulazione dovrebbe avvenire tra il dodicesimo e il diciottesimo giorno del ciclo circa, ricordandovi di contare il primo giorno di mestruazioni come giorno uno.

La fertilità in 5 giorni

Donna incintaHDPixabay

Il periodo fertile per una gravidanza dura 5 giorni. Come già anticipato prima, la durata dell’ovulazione è di circa 24 ore, ma il periodo fertile per rimanere incinta è più ampio, in quanto gli spermatozoi riescono a vivere circa 72-96 ore all’interno delle vie genitali femminili: in conclusione, i giorni fecondi sono circa 5 al mese e i rapporti sessuali che avvengono al di fuori di questo arco temporale non producono una gravidanza. I giorni fertili sono, dunque, quelli subito prima l’ovulazione e il giorno stesso in cui l’ovulo scende nelle tube di Falloppio: tale fase è collocabile 14 giorni prima dell’inizio della mestruazione seguente.

Gli strumenti per individuare il periodo fertile

Il calcolo dei giorni fertili per restare incinta può essere affiancato da alcuni strumenti per individuare con esattezza il periodo fertile: le ecografie transvaginali, i test da acquistare in farmacia, la temperatura basale, il muco della cervice uterina e il calcolo del periodo fertile e dell’ovulazione con il calendario. Scopriamo, nel dettaglio, cosa utilizzare per il calcolo esatto dei giorni fertili.

Le ecografie transvaginali

Vignetta con donna in gravidanzaHDPixabay

La prima opzione è quella di ricorrere ai consigli e all’esperienza del proprio ginecologo, che potrà eseguire delle ecografie transvaginali: si tratta di un esame che consente di appurare lo stato di salute degli organi genitali interni femminili.

Come funziona l’ecografia transvaginale? Questo esame va effettuato a vescica vuota e prevede l’inserimento di una sonda all’interno della vagina dove, emettendo onde sonore a elevata frequenza, queste vengono riflesse e captate dalla sonda per essere rielaborate da un calcolatore che mostrerà delle immagini – in tempo reale – o dettagli anatomici dell’utero, delle ovaie e dell’endometrio. L’esame non è pericoloso e non è doloroso.

I test che si trovano nelle farmacie

Donna incintaHDPixabay

Il calcolo dell’ovulazione può essere effettuato anche tramite alcuni test che si trovano in vendita nelle farmacie: si tratta dei cosiddetti “stick per ovulazione”, che sono venduti in confezioni da 5-7 stick e che rappresentano un aiuto per sapere se il periodo fertile della donna è alle porte oppure no.

Come funzionano gli stick per l’ovulazione? Basta urinare su uno stick per circa 5 secondi e attendere il risultato per qualche minuto. Sullo stick, appariranno due linee colorate: se la linea originale si presenta di un colore meno intenso rispetto a quella di controllo, allora, è deducibile che non sia il momento dell’ovulazione; al contrario, nel periodo fertile per concepire, entrambe le linee saranno simili e di colore intenso. Generalmente, questi test vanno ripetuti per qualche giorno fino ad ottenere un risultato che sia positivo.

La temperatura basale

Il termometroHDPixabay

La temperatura basale è un altro modo naturale per calcolare i giorni fertili. Questo metodo è abbastanza semplice, in quanto consiste nella misurazione della temperatura corporea nel momento in cui ci si sveglia dal sonno notturno: dopo aver ovulato, infatti, la temperatura aumenta dai tre ai cinque decimi di grado.

Non dovrete far altro che munirvi di un termometro specifico da acquistare in farmacia: è un accessorio che presenta delle tacche più distanziate rispetto a quello classico, così da garantire una migliore lettura. Il consiglio è quello di iniziare la misurazione dal primo giorno del ciclo o dalla fine delle mestruazioni, meglio se alla stessa ora. Come procedere alla misurazione della temperatura per capire i giorni fertili per rimanere incinta? Potrete procedere per via:

  • Rettale: è il metodo migliore, in quanto è quello in grado di fornire risultati più attendibili;
  • Vaginale: meno preciso del primo metodo, in quanto il risultato può essere falsato da eventuali infezioni vaginali.

Occorre, ad ogni modo, ricordare che la misurazione della temperatura basale può essere influenzata da diversi fattori come febbre, influenza, raffreddore, uso di farmaci, consumo di alcol, infezioni vaginali o misurazione in orario diverso, tra le altre cose.

Il muco cervicale

Coppia con donna in gravidanzaHDPixabay

Durante il periodo fertile, aumenta la produzione di muco nella cervice uterina: questo è conosciuto come “muco cervicale” ed è facilmente individuabile per via delle perdite trasparenti che è possibile trovare nella biancheria intima.

Quando il periodo dell’ovulazione è prossimo, questo fluido aumenta di quantità e diventa simile all’acqua, per cui rappresenta uno dei sintomi del periodo fertile: dalla comparsa dell’intensificazione del muco, l’ovulazione dovrebbe verificarsi nel giorno stesso o nelle 24-36 ore successive al massimo. Terminata l’ovulazione, il muco torna ad essere più denso fino alla sua quasi completa scomparsa.

Calcolare i giorni del periodo fertile

Donna con laptopHDPixabay

Come calcolare i giorni fertili? Il calcolo della fertilità può avvenire con l’uso del calendario, come spiegato in precedenza. Il calcolo dei giorni fertili inizia dal primo giorno dell’ultima mestruazione, da cui calcolare 2 settimane. Naturalmente, non si tratta di un calcolo per il concepimento affidabile ed è, ad esempio, più utile basarsi sulla temperatura basale per sapere indicativamente quando il corpo è pronto per una gravidanza.

È sicuramente importante conoscere il proprio corpo, i meccanismi di ovulazione e concepimento, tenendo bene a mente, però, che non esiste uno standard comune e che, spesso, la situazione cambia anche da un ciclo all’altro. In linea generale, vediamo come calcolare l’ovulazione, in caso di ciclo regolare di 28 giorni:

  • La prima settimana dopo il ciclo non è fertile;
  • La seconda settimana, tra il decimo e il tredicesimo giorno, è già più favorevole;
  • La terza settimana, tra il quattordicesimo e il diciottesimo giorno, è quella ottimale;
  • La quarta settimana, quella dell’arrivo delle mestruazioni, è quella in cui non si è fertili.

Calcolo del periodo fertile con il ciclo irregolare

Donna incintaHDPixabay

Comprendere quali sono i giorni fertili e di ovulazione in presenza di ciclo mestruale irregolare è meno semplice, in quanto i calcoli non si possono applicare normalmente. In questo caso, è possibile basarsi su manifestazioni come le modifiche del muco cervicale, sulle ecografie transvaginali, sui test da acquistare in farmacia e sulla temperatura basale.

Da ricordare, inoltre, che anche chi ha un ciclo regolare può subire dei ritardi: le cause possono essere diverse, come malattie, stress, uso di farmaci e simili.

Si può restare incinta nel periodo non fertile?

Disegno sulla gravidanzaHDPixabay

Il periodo non fertile è quello che va dalla prima settimana dopo le mestruazioni e i giorni che precedono l’arrivo del ciclo mestruale seguente. Sebbene queste siano delle indicazioni generali, è necessario tenere conto di alcuni fattori che possono influire sul calendario dei giorni fertili: nelle donne stressate, che assumono farmaci o hanno più di 35 anni possono verificarsi anomalie nell’ovulazione.

Ci sono giorni fertili dopo il ciclo? Dopo l’arrivo delle mestruazioni, non si è fertili, perché le ovaie non hanno ancora iniziato a modificarsi per l’espulsione dell’ovulo e l’endometrio appare ancora sottile. Ma, oltre al periodo fertile per rimanere incinta, è possibile incorrere in una gravidanza nei giorni non fertili? La risposta è no: si potrebbe, semmai, incorrere in una gravidanza nel caso in cui il ciclo non fosse realmente di 28 giorni e i calcoli fossero sbagliati, in quanto tale cadenza può non avvenire in tutte le donne o, comunque, non tutti i mesi.

Esistono delle posizioni per rimanere incinta più velocemente?

SpermatozoiHDPixabay

Quando si desidera concepire, si tenta di sfruttare ogni aiuto che è possibile avere per aumentare le probabilità di ottenere una gravidanza, nel più breve tempo possibile. Oltre a calcolare il periodo fertile - quello in cui avere rapporti sessuali per agevolare la fecondazione – potrebbe essere utile optare per delle determinate posizioni sessuali che possono aiutare a restare incinta più facilmente: si tratta di posizioni che sfruttano la forza di gravità e facilitano la discesa dello sperma verso il collo uterino.

Oltre alla penetrazione profonda, è consigliabile la posizione del missionario e la penetrazione da dietro: entrambe, infatti, consentirebbero allo sperma di giungere più vicino alla cervice, tranne in caso di utero retroflesso. Cercate, inoltre, di stare tranquille e serene, in quanto ansia e stress rappresentano dei nemici per il concepimento.

La probabilità di avere un maschio o una femmina

Donna incinta di un bambinoHDPixabay

Diversi sono i falsi miti che si tramandano di generazione in generazione e che avrebbero come scopo quello di influenzare il genere del nascituro. Vediamone alcuni, tutti falsi:

  • Il giorno del concepimento: se il rapporto sessuale avviene prima dell’ovulazione, il bebè sarà maschio; dopo l’ovulazione sarà, invece, femmina;
  • La temperatura: una borsa di ghiaccio sui testicoli prima del rapporto sessuale, farebbe concepire un maschio;
  • La Luna: la luna crescente favorirebbe la nascita di una femmina; la luna calante, invece, di un maschio;
  • L’alimentazione: gli alimenti ricchi di potassio e di sodio porterebbero al concepimento di un maschio; alimenti ricchi di calcio favorirebbero la nascita di una femmina;
  • La posizione: la penetrazione profonda aiuterebbe a concepire un maschio; al contrario, una femmina.

Ma la scienza cosa dice sulle probabilità di avere un maschio o una femmina? A stabilire il sesso del nascituro è lo spermatozoo dell’uomo che feconda l’ovulo della donna: se lo spermatozoo che penetra e feconda l’ovulo ha un cromosoma sessuale maschile (Y), il bambino sarà un maschietto; se contiene, invece, un cromosoma sessuale femminile (X), sarà femmina. Nonostante le dicerie e le leggende che esistono da secoli, dunque, a stabilire il sesso del bebè è esclusivamente lo spermatozoo dell’uomo.

Quali sono i sintomi della gravidanza?

Donna a lettoHDPixabay

Ci sono dei segnali che il corpo ci invia quando ci troviamo in ovulazione: alcune donne soffrono, ad esempio, di un’ovulazione dolorosa; mentre, altre non se ne rendono conto. I sintomi dell’ovulazione possono, comunque, variare da mese a mese e da donna a donna. Tendenzialmente, possono presentarsi:

  • Dolori alle ovaie e nel basso ventre;
  • Perdite vaginali;
  • Aumento del desiderio sessuale;
  • Cambiamento nella consistenza e nell’aspetto del seno;
  • Fitte ai fianchi;
  • Senso di pesantezza;
  • Stipsi;
  • Minzione frequente;
  • Crampi all’addome.

È consigliabile, comunque, eseguire dei regolari controlli dal ginecologo per appurare che si tratti di semplici sintomi legati all’ovulazione e che non vi siano cisti ovariche, infiammazioni in corso o altri disturbi.

Al tempo stesso, l’ovulazione, il periodo fertile e la gravidanza possono mostrare una sintomatologia simile: già dalla prima settimana di gravidanza, infatti, sono in corso i primi cambiamenti ormonali. La sintomatologia può includere:

  • Sbalzi di umore;
  • Mal di testa;
  • Perdite vaginali bianche;
  • Macchie di sangue: possono avvenire dai 6-12 giorni dopo la fecondazione e sono dovute all’annidamento dell’ovulo fecondato nella zona uterina;
  • Mal di schiena;
  • Macchie sulla pelle;
  • Appetito maggiore;
  • Acidità di stomaco;
  • Crampi: causati dall’attaccamento dell’ovulo che è stato fecondato alla parete dell’utero;
  • Olfatto più sviluppato.

Infine, è bene ricordare che, se non si desidera una gravidanza, è importante utilizzare un contraccettivo, senza affidarsi esclusivamente al calcolo dei giorni dell’ovulazione.

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