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Burberry s'impegna a non utilizzare pellicce e a non bruciare l'invenduto

Dopo tanti altri grandi dell’alta moda, anche Burberry ha svoltato scegliendo di eliminare le pellicce dalle proprie collezioni. La maison inoltre non brucerà più il materiale invenduto.

Uno store Burberry Getty Images

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Ormai tutti i grandi brand luxury stanno adottando una politica sempre più green e cruelty-free. Dopo Michael Kors, Versace, Tom Ford, Givenchy, Stella McCartney, Ralph Lauren, Vivienne Westwood e Gucci, anche Burberry ha deciso di eliminare dalle proprie collezioni le pellicce vere e convertirsi a un modus operandi più ecosostenibile.

A condividere questa notizia, che spalanca le porte a una nuova era per Burberry, è stato il direttore creativo Riccardo Tisci.

Nuova era.

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Intervistato da Business of Fashion, anche l’amministratore delegato Marco Gobbetti ha rivelato che Burberry non utilizzerà più pellicce di animali come coniglio, volpe, visone e procione asiatico, oltre alla lana d’angora. Il provvedimento sarà di efficacia immediata.

Pensiamo che il lusso moderno che non tiene conto della responsabilità sociale e ambientale non abbia alcun significato. Ora i clienti non sono contenti se non si preoccupano dell'ambiente in cui vivono.

I prodotti preesistenti di pellicceria saranno ritirati dai negozi e la prima collezione di Riccardo Tisci, presentata a settembre durante la London Fashion Week, sarà nel rispetto dei nuovi standard.

Riccardo Tisci in primo pianoHDGetty Images
Riccardo Tisci ha contribuito alla svolta green di Burberry

Inoltre il marchio ha annunciato che verrà abbandonata un’altra abitudine che aveva fatto discutere, dopo che nel 2017 si era scoperto che la maison aveva bruciato i prodotti invenduti per un valore di 36,8 milioni di dollari.

Ormai l'era delle pellicce e degli sprechi antiecologici sembrerebbe completamente tramontata. O almeno si spera.

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