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Starbucks apre a Milano: tutto quello che c'è da sapere

Apre al pubblico domani, 7 settembre, il primo Starbucks italiano sito in Piazza Cordusio a Milano. Ecco tutti i dettagli sull'arrivo di Starbucks in Italia: quali sono i prezzi, in quali altre città aprirà le sue caffetterie e molto altro ancora.

Starbucks Pexels

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Piazza Cordusio si appresta ad accogliere domani, 7 settembre, migliaia di curiosi per l'apertura al pubblico del primo Starbucks di Italia. Il debutto ufficiale, però, è previsto per oggi, 6 settembre, con un'inaugurazione blindatissima e piena di ospiti vip che partirà dalle ore 18:00.

L'esordio di Starbucks in Italia avviene in grande stile. Si parla di un investimento di circa 20 milioni euro e di ben 2.300 metri quadrati: il trionfo del caffè a stelle e strisce nel paese del caffè. Una mossa audace, quella di Starbucks, messa a punto in perfetta sinergia con il Gruppo Percassi.

Percassi, infatti, è stato scelto come licenziatario unico di Starbucks in Italia, e in quanto tale, sarà proprietario e gestori dei locali. Starbucks affiancherà il Gruppo nel supportare i progetti reputati più meritevoli di sviluppo, come avviene nel resto del mondo con gli altri partner locali.

Entriamo nel dettaglio, conoscendo meglio il primo Starbucks italiano.

Starbucks punta sul format Reserve Roastery

Lo Starbucks di Piazza Cordusio a Milano - ospitato dall'iconico Palazzo Broggi, anche conosciuto come Palazzo delle Poste - sarà una Reserve Roastery, ossia un'ampia area che concilia torrefazione del caffè e attività commerciale.

Ce ne sono solo altri due al mondo: uno a Seattle, un altro a Shanghai.

Si tratta di uno spazio conviviale che, al centro, vede troneggiare una grande macchina tostatrice in funzione 24 ore su 24. La macchina, per mezzo di tubi di rame sul soffitto, inietta il caffè nei silos dei vari bar, mentre attorno si collocano tavolini e sedute, per gustare comodamente tutte le specialità.

Il caffè, infatti, non sarà l'unica attrattiva: lo Starbucks di Piazza Cordusio ospiterà un angolo pasticceria gestito dal maestro artigiano italiano Princi, un'area adibita agli aperitivi e a una selezione di vini di piccoli produttori locali, ma anche uno scooping bar - per la rivendita di chicchi di caffè appena tostato - e molteplici espositori per il merchandising dove sarà possibile acquistare tazze griffate, miscele speciali e molto altro ancora.

I prezzi

Il primo Starbucks italiano non sarà particolarmente economico.

Ecco alcuni prezzi di listino: per un espresso occorrono 1,8 euro, per un cappuccino da 4,5 a 5,5 euro (a seconda delle dimensioni), mentre per un caffè marocchino 3,5 euro. Per quanto riguarda il cocktail bar, un drink potrebbe costare fino a 20 euro.

In programma l'apertura di nuove caffetterie

Quello di Piazza Cordusio non è che l'inizio.

Secondo indiscrezioni, verranno aperti in Italia altri locali Starbucks entro la fine dell'anno, declinati però nel format delle classiche caffetterie.

Caffetteria StarbucksHDPexels
Entro il 2018, apriranno altri 4 Starbucks a Milano!

L'obiettivo del 2018 è inaugurare altri 4 negozi a Milano, a loro volta sotto la gestione di Gruppo Percassi. C'è ancora totale riservatezza sugli indirizzi, ma si ipotizza che tra le sedi scelte possano esserci l'aeroporto di Malpensa, Piazza San Fedele e Piazza XXV Aprile.

Presto Starbucks potrebbe sbarcare anche in altre città italiane, come Torino e Roma, ma per il momento il focus resta il capoluogo lombardo.

Starbucks in Italia: la storia

L'Italia è sempre stata nel mirino di Starbucks, e occupa nel cuore dei vertici aziendali un posto speciale.

Basti pensare, infatti, che il primo negozio Starbucks fu aperto a Seattle il 30 marzo 1971 grazie a un'idea di Howard Schultz, amministratore delegato. Schultz, in occasione di un viaggio proprio a Milano, concepì il progetto di portare in America l'autentico spirito della caffetteria italiana, usando le migliori miscele di caffè al mondo.

Howard Schultz, CEO di StarbucksHDGetty Images
Howard Schultz, CEO di Starbucks

L'idea di aprire un punto Starbucks in Italia, però, è stata a lungo rimandata, principalmente per senso di inadeguatezza. Ecco cosa ha dichiarato Schultz qualche tempo fa a Business Insider:

Non eravamo pronti, non lo siamo stati per tanto tempo. Ho sempre saputo che in Italia saremmo dovuti arrivare con grande umiltà e rispetto per la cultura. Volevo essere sicuro che Starbucks approdasse in Italia nel modo migliore. Ho capito che l’unico modo possibile sarebbe stato proprio con una Reserve Roastery: sarà come si usava una volta anche da voi in Italia. Un ritorno al futuro.

"Non vogliamo insegnare agli italiani a fare il caffè. Vogliamo solo condividere con loro un'esperienza", ha più volte sottolineato Schultz.

Perché Starbucks non è arrivato prima in Italia?

Le reticenze di Starbucks sull'Italia e sull'accoglienza degli italiani sono sostanzialmente uno dei motivi per cui l'arrivo della nota catena di caffetterie è stato così tardivo nel Bel paese.

Il colosso statunitense ha temuto a lungo di danneggiare il suo brand con un autentico flop: l'approccio degli italiani al caffè è differente da quello proposto da Starbucks, che punta molto più sulla convivialità che sul gusto della bevanda in sé.

Inoltre, i prezzi non particolarmente economici di Starbucks hanno sempre rischiato di non reggere la concorrenza dei tantissimi bar disseminati nelle città italiane.

Un locale StarbucksHDPexels
Starbucks rischia davvero di compromettere la cultura del caffè Made in Italy?

I timori di Starbucks, in realtà, non sono poi del tutto infondati: i baristi italiani e i cultori dell'antica tradizione del caffè hanno più volte manifestato perplessità all'idea dell'arrivo di Starbucks in Italia. C'è chi sostiene che, in qualche modo, possa addirittura deturpare la cultura del caffè e banalizzarla, farle perdere qualità e "magia".

Il classico bar italiano e Starbucks, però, sono due entità così diverse da non poter oggettivamente entrare in competizione tra loro. L'intervento (tutto italiano) di Gruppo Percassi e, nondimeno, le tante dichiarazioni d'amore dei vertici di Starbucks nei riguardi del nostro Paese fanno ben sperare in una convivenza armoniosa, nel totale rispetto dei costumi tricolore.

Ricordiamo, infine, che l'apertura italiana di Starbucks ha il merito - con il solo locale di Piazza Cordusio - di aver generato circa 300 posti di lavoro. E questo è un altro punto a suo favore.

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