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È italiano il più grande collezionista di Barbie al mondo: 'regalarle a un maschio potrebbe insegnare la parità'

Antonio Russo, urologo napoletano, possiede circa 10mila fashion doll Mattel. Molte delle quali in giro per il mondo e protagoniste della mostra Barbie The Icon.

Barbie Pixabay

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Di collezionisti di Barbie ce ne sono tantissimi al mondo ma quello che ne possiede di più è l’urologo napoletano Antonio Russo il quale, ad oggi, ha 10mila fashion doll Mattel. Molte delle quali in giro per il mondo nella mostra (approdata anche a Milano e Roma) Barbie The Icon.

La passione per le Barbie di Russo è nata all’incirca 26 anni fa, come racconta lo stesso urologo in una lunga intervista a Il Messaggero: “Quando ero piccolo conobbi la prima Barbie a casa di mia cugina: era una bambola portata dagli Stati Uniti e mi fulminò il fatto che fosse una bambola che non frignasse, che non si facesse la pipì addosso come le prime bambole animate. E l'idea che avesse abiti e avventure mi piaceva molto. Non ho mai giocato con Barbie ma inventavo storie con lei. Poi l'ho sempre seguita".

Nel '92, con la nascita di una bimba di una coppia di amici, si riaccese la passione quando comprai bambole per la piccola. Essendo metodico iniziai a studiare: ho capito prima cosa volessi collezionare e poi ho iniziato a collezionarle in modo storico, cercando di comprendere le evoluzioni della bambola nel corso degli anni e cercando le versioni realizzate per altri Paesi.

Secondo Russo Barbie è un’icona in quanto racconta la storia delle donne, dagli anni ’60 ad oggi, anche se ultimamente ha subito un’involuzione, partendo soprattutto dal fisico: “le prime Barbie, quelle degli anni '60, sono rigide, matronali, impostate e si confacevano poco alle bimbe degli anni '70, così viene stravolta e diventa pieghevole e poi negli anni '80 diventa una superstar, nei '90 torna con una corporatura normale, con fianchi più larghi, seno più piccolo e per la prima volta con l'ombelico e oggi è una bambola fashionist” ma, continua il collezionista 

Nel 2018 Barbie da bambola da gioco è ritornata ad essere rigida: una donna che nuovamente è stata ingessata in un ruolo e in barba alla libertà è diventata difficilmente giocabile.

Nonostante questo Antonio Russo crede fermamente che, pur sfoggiando da decenni un fisico perfetto (che nel 2016 è stato anche declinato in varie versioni più realistiche), Barbie è ancora un ottimo regalo per le bambine.

Basti pensare che, sottolinea Russo parafrasando Coco Chanel secondo la quale “l’uomo rimarrà sempre un accessorio della donna”, la versione maschile di Ken altro non è che “uno degli accessori più ingombranti di Barbie. Nasce nel '61 per farla sposare con qualcuno e giustificare la collezione di abiti da sposa e visto che, nella politica buonista degli Stati Uniti, non era pensabile che si sposasse da sola. Nacque così Ken, che lei sposava e ogni sera riponeva nell'armadio insieme ai vestiti”.

Barbie insegna ad essere se stessi, si può essere ciò che si vuole proprio come lei, declinata in mille varianti. Parliamo di una bambola che è stata in tutto il mondo, ha parlato ogni lingua, ha avuto 158 carriere, ha interpretato personaggi celebri e alcuni personaggi hanno accettato di essere ridotti a dimensione Barbie.

E regalare una Barbie a un maschietto? A detta di Antonio Russo non ci sarebbe niente di male nel farlo:

Siamo noi ad imporre i giochi di genere, ad indirizzare i bambini, loro sceglierebbero in base a ciò che li diverte. Non ci sarebbe nulla di strano se un maschietto preferisse mandare sulla luna Barbie al posto di Action Man. E potrebbe acquisire un rispetto diverso per le donne, crescere con il concetto di parità reale e capire che non è importante con che cosa si gioca ma come si gioca.

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