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Venezia 75: è polemica per il film Sulla mia pelle, Ilaria Cucchi risponde

Il lungometraggio, presentato in anteprima al Festival nella sezione Orizzonti, ha fatto infuriare le forze dell’ordine a cui ha risposto la sorella di Stefano Cucchi: “quando vedranno il film mi abbracceranno”.

Alessandro Borghi in una scena di Sulla mia pelle Netflix

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In sala ha ricevuto sette minuti di applausi ma non tutti hanno apprezzato il film Sulla mia pelle, specialmente una parte delle forze dell’ordine.

Il lungometraggio, che sarà diramato su Netflix e distribuito nei cinema a partire dal prossimo 12 settembre, racconta gli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, noto alla cronaca per essere deceduto nell’ottobre del 2009 durante la custodia cautelare in (ancora) misteriose circostanze.

Una scena di Sulla mia pelleHDNetflix

Il motivo per il quale “le divise” hanno polemizzato sulla pellicola è legato al fatto che lo struggente lavoro di Alessio Cremonini, come ha riportato il quotidiano Il Tempo, sia stato finanziato per 600 mila euro dallo Stato. Cosa che non è andata giù - tra gli altri - al Cocer, organo di rappresentanza dei Carabinieri, che in una nota ha asserito: “ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che lo stesso è stato prodotto con il contributo dello Stato”. 

Apparirerebbe alquanto strano che, con un processo ancora in corso per appurare la verità, organi dello Stato abbiano finanziato un film che sposta in una sala cinematografica un processo che proceduralmente, in uno Stato di diritto, andrebbe svolto in un'aula di Tribunale.

Anche la Polizia nelle parole di Franco Maccari presidente nazionale di Fsp Polizia di Stato (e non solo) ha espresso il suo disappunto:

È impossibile contenere o sdegno per l'ennesima storia di ordinaria criminalizzazione di chi veste una divisa. A quando un film sul carabiniere Giangrande ferito a Palazzo Chigi? O sui poliziotti uccisi dal terrorismo rosso? A quando un film, pagato dallo Stato, sugli eroi in divisa? Basta con le gogne, le piaghe e le cicatrici che tanti appartenenti alle Forze dell'Ordine portano a vita 'sulla loro pelle.

A rispondere alle polemiche scatenate da diversi esponenti, organi e sindacati delle forze dell’ordine, i quali non hanno visto il film, è stata Ilaria Cucchi, coraggiosissima sorella di Stefano che da anni lotta in nome della verità.

Alessandro Borghi in Sulla mia pelleHDNetflix

Sulle pagine dell’Huffington Post, infatti, la Cucchi ha lucidamente parlato a tutti coloro che hanno attaccato - a ragione o meno - il film e in particolare al Cocer ha voluto lanciare un importante invito.

“Rimango basita” scrive Ilaria “in quanto avevo ricevuto la loro solidarietà personale per quanto accaduto a mio fratello quando venni ricevuta da loro insieme al comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette”. 

Ho rispetto per loro e li invito a guardare il film insieme a me e la mia famiglia. Dopodiché vedremo se se la sentiranno ancora di parlare di gogna mediatica… Sono certa che quando lo avranno visto cambieranno parere e mi abbracceranno come è già successo con il Generale Del Sette.

Ilaria Cucchi, che era presente in sala a Venezia 75 durante la proiezione in anteprima di Sulla mia pelle alla fine della quale è stata calorosamente abbracciata da tutto il commosso cast del film a partire dal protagonista Alessandro Borghi, ha concluso così la sua “lettera aperta”:

Io ho rispetto per tutte le divise e lo avrò sempre ma per quelle vere, come ho dimostrato ampiamente e ho avuto modo di affermare a due ministri della giustizia, al comandante della polizia Franco Gabrielli e a due Comandanti Generali dell’Arma.

Che ne pensate?

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