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Scozia, stop alla "povertà da ciclo": assorbenti gratis alle ragazze

Un progetto per il quale sono stati stanziati più di 5 milioni. E in Italia?

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Contro la period poverty, la "povertà da ciclo", la Scozia ha deciso di prendere finalmente provvedimenti: da settembre, verranno forniti gratuitamente gli assorbenti le studentesse che non riuscivano a far fronte a queste spese ed erano costrette a non frequentare la scuola durante il periodo delle mestruazioni. Si tratta di un programma da 5,2 milioni di sterline che provvederà ai prodotti sanitari di 395mila ragazze scozzesi, distribuiti nei licei e nelle università.

"In una nazione ricca come la Scozia è inaccettabile che chiunque fatichi a comprare prodotti sanitari di base", è quanto ha dichiarato al Guardian la ministra scozzese per le Comunità, Aileen Campbell. In un sondaggio pubblicato sulle pagine del quotidiano britannico, si legge che una studentessa scozzese su quattro ha difficoltà a pagarsi gli assorbenti; in generale una donna su cinque non riesce ad acquistare prodotti sanitari, rimediando con indumenti vecchi o giornali. 

Il problema non è isolato, e secondo il Secondo Plan International UK, sono migliaia le donne nel Regno Unito costrette a rinunciare alla scuola nei giorni di mestruazione. Per questo la speranza è che misure del genere vengano estese. Con questa mossa, il governo scozzese vuole garantire un diritto sacrosanto: "Le studentesse potranno concentrarsi soltanto sugli studi", ha ribadito Campbell. 

Scozia, assorbenti gratis: e in Italia?

La questione del costo delle mestruazioni continua a far discutere. Anche in Italia, dove i prodotti sanitari sono tassati al 22%, al pari dei beni di lusso. Un dato che continua a provocare polemiche: gli assorbenti non sono qualcosa di cui si può fare a meno. Non sono una scelta, sono una necessità.

Nel nostro Paese, nel 2016 il partito Possibile aveva depositato una proposta di legge per abbassare l'aliquota, riducendola al pari degli altri prodotti di prima necessità (al 4%). La proposta non è nemmeno mai stata discussa e la questione della tampon tax continua a provocare ironia tra gli uomini, politici compresi. 

D'altronde, il promotore della proposta, Giuseppe Civati, commentava così la reazione subita: "Ho visto un atteggiamento provinciale, troglodita e involontariamente sessista". Il problema riguarda solo le donne e gli uomini, non reputandolo tale, sembrano non mostrare alcun interesse per trovare insieme a loro una soluzione. Nel frattempo, sul web, le donne italiane si erano mobilitate attraverso una petizione, che aveva raggiunto quasi 70mila adesioni.

La Scozia ha compiuto un passo decisivo: la speranza è che non sia l'unico Paese a farlo. 

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