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Lethal Weapon: perché Clayne Crawford è stato licenziato e il sessista Damon Wayans no?

Dopo quattro mesi dallo scandalo che ha comportato la sua esclusione dal set di Lethal Weapon, Clayne Crawford ha raccontato per la prima volta la sua versione della storia, rivelando il ruolo di Damon Wayans.

Damon Wayans e Clayne Crawford Getty Images

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Clayne Crawford, protagonista della serie TV Lethal Weapon, ha rotto il silenzio sul putiferio mediatico che ha posto fine al suo ingaggio nello show con Damon Wayans, raccontando come il divismo di quest’ultimo e la mancanza di leadership dello showrunner Matt Miller siano stato la cause della sua estromissione dalla serie.

Ma come sono andate le cose? Di questa storia esistono due versioni: quella raccontata dai media che sembra corroborare la posizione di Damon Wayans quasi come ”vittima” di un collega irascibile e troppo entusiasta; e quella che rovescia la prospettiva, prima raccontata dalle voci di colleghi che spezzavano una lancia a favore di Crawford, ed ora spiegata in dettaglio dallo stesso attore, che definisce le ricostruzioni pubblicate finora come “delle sfacciate bugie del c****” . 

Senz'altro il fatto che oltre a Crawford siano stata licenziata metà troupe e che la co-protagonista Jordana Brewster si sia rifiutata di restare nella serie, sembra suggerire che l'attore dell'Alabama sia stato liquidato (senza neanche una telefonata: ha saputo di essere stato fatto fuori dai media) per motivi molto più complessi, non ultime la gelosia di Wayans nei confronti del protagonista della serie e la pigrizia dell'attore di Tutto in famiglia sul set.

Da notare che Crawford, attore che viene dalle produzioni indie e da serie autoriali e poco "hollywoodiane" come la splendida Rectify, mancava e manca della conoscenza dei meccanismi spesso insidiosi che tengono le star a galla e che il sessista Damon Wayans, invece, è un veterano del settore che ha ancora un lavoro nonostante dichiarazioni come

Le donne che hanno accusato Bill Cosby di stupro mentono perché sono troppo brutte per essere stuprabili. 

Il cast di Lethal WeaponHDWarner

Un set ingestibile

Quattro mesi fa avevano cominciato a circolare voci su alcuni siti web di intrattenimento statunitensi sull’intemperanza di Crawford sul set: il quarantenne dell’Alabama veniva dipinto come un uomo che perdeva le staffe facilmente e aveva creato problemi più volte durante le riprese dello show. Poco dopo, sono state pubblicate delle clip audio che sembravano confermare questo ritratto, registrate durante degli sfoghi sul set.

In una, registrata a ottobre durante le riprese del quinto episodio della quinta stagione, Crawford si spazientiva con l’assistente alla regia per l’incessante rumore che ostacolava le riprese, nell’altra si rivolgeva in maniera aggressiva alla co-star Damon Wayans perché si lamentava troppo di un piccolo incidente occorso sul set (nel secondo caso si trattava di un episodio diretto da Crawford).

Successivamente, l’attore che interpreta Riggs ha rilasciato una dichiarazione in cui ammetteva di aver perso le staffe in alcune occasioni, spiegandone le ragioni, e di aver per questo seguito un percorso di terapia per la gestione della rabbia. Una misura che non è servita ad evitargli il licenziamento, sollevando da più parti il dibattito:

Meglio un attore con tanto talento e poco temperamento o uno meno bravo ma gestibile?

Crawford stesso ha fatto notare che

Cult assoluti come Apocalypse Now sono tali anche grazie ad attori dal carattere tremendo e dall'infinito talento e a set dove la tensione era palpabile e al limite dell'insostenibile. 

Forgive my delayed response. #truth

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Crawford è stato dunque rimpiazzato (da Seann William Scott, un tempo noto come Stifler in American Pie), e a nulla sono valse le molteplici testimonianze di tanti membri della troupe o del cast. A parte qualche sottile battuta ironica su Instagram riguardo al fatto che stava ancora aspettando di sapere della sua sorte nella produzione, Clayne Crawford non aveva rilasciato alcuna intervista in cui commentava le accuse, fino a ieri, quando è stato pubblicato il podcast di Ross Patterson, Drinkin’ Bros. Perché ha atteso tanto?

È agosto e ogni volta che parlano dello show, è la mia immagine, il mio dannato nome [che usano] per promuovere il loro show”.

La versione di Crawford: un peccato di ubris

Nel podcast di Patterson l’ex star di Lethal Weapon ripete più volte di non aver mai creduto davvero che potessero far fuori il personaggio principale. E con questo non intendeva solo il fatto che la decisione sia stata presa senza che lui ne avesse il minimo sentore (anche se va detto che la sorte toccata al suo personaggio negli ultimi episodi della seconda stagione poteva essere un campanello d’allarme), quanto piuttosto che non riteneva fosse un’opzione papabile per la produzione dello show, che aveva avuto un successo a dir poco insperato proprio grazie al carisma del personaggio di Riggs, una scommessa vinta contro ogni aspettativa.

“È diverso voler rimpiazzare Becky o la mamma di Will Smith ne Il principe di BelAir. Se avessero sostituito il Willy, avremmo detto tutti: ‘Ma cosa stiamo guardando?”, ha spiegato.

Ecco perché pensavo che non sarebbe stato possibile. Non credevo che si sarebbero liberati di me. E quando l’hanno fatto, mi aspettavo che almeno mi facessero uno squillo.

My side. Link on Bio #truth

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Crawford ha dunque raccontato delle clip audio con cui è stato “incriminato”: “Sapevo che le avevano, le hanno usate per ricattarmi… ogni volta che avevo un problema con Damon Wayans”. Succedeva infatti che Wayans si rifiutasse di partecipare alle letture del copione di gruppo, non leggesse lo script prima di arrivare sul set, per poi costringere a rimandare le riprese ogni volta che si rendeva conto che avrebbe dovuto fare cose a lui sgradite, o proibite - come nel caso di una scena da girare in una chiesa, luogo in cui non può entrare in quanto testimone di Geova.

Una scena di Lethal WeaponHDWarner

Quando dunque, di fronte all’ennesimo ritardo causato dal fatto che nessuno assicurava il silenzio sul set, costringendo la troupe a cercare di girare l’equivalente di tre pagine di copione per oltre otto ore, con conseguente stress per un bambino che era protagonista della scena in questione, Crawford ha perso la pazienza e ha preso a male parole l’assistente alla regia.

“Quando è accaduto quell'incidente, ho dovuto ripagare metà del mio salario per l’episodio, passare sei settimane in sessioni di terapia per la gestione della rabbia ogni giorno durante la pausa pranzo, ed ero scortato dentro e fuori dal set da una guardia di sicurezza, quindi è stato molto umiliante”.

Ancora, le ricostruzioni di quel fatidico giorno secondo le quali lui avrebbe preso ad urlare contro dei bambini che facevano chiasso in una piscina nelle vicinanze sono “delle sfacciate bugie del c****. È chiaro che stavo urlando al tipo il cui lavoro è quello di garantire il silenzio sul set”. Curiosamente, il sito Variety che aveva lanciata la notizia, ha poi modificato il testo, scrivendo che Clayne non aveva "urlato ai bambini" ma nei "paraggi di bambini".

Ed ecco la verità: ho preso una decisione sbagliata? Assolutamente sì, ed ero imbarazzato all’epoca perché ero aggressivo.

Ed ha continuato, ricordando come tutto quel chiasso avesse prolungato le riprese: “Abbiamo fermato la produzione sette volte. ho chiamato il mio agente, scrivevamo email, abbiamo chiamato chiunque potesse venire ad aiutarci a risolvere la situazione. Non si è fatto vivo nessuno... ho dovuto dire le mie battute in mezzo al chiasso”.

Crawford ha dunque ammesso di aver gestito male la situazione. “Ho perso le staffe. Avrei dovuto rifugiarmi nella roulotte? Sì, al 100%. Avrei dovuto solo rimanere lì ed attendere? È quello che mi è stato detti di fare di fronte ad ogni problema - vai e ti siedi nella roulotte, chiudi a chiave la porta e ti fai un riposino.

Hollywood è un posto molto sensibile, quindi non avrei dovuto gridare e sbraitare, perché sono tutti fiorellini delicati.

L’attore ha dunque spiegato che lui viveva le dinamiche professionali sul set come gli atleti, prendendo molto sul serio tutto anche se non è una questione di vita o di morte: anche lì c’è “un sacco di grida e urla. A volte sono necessarie per far filare le cose quando il tempo scorre”.

L’audio di cui invece ignorava l’esistenza era il secondo, quello che immortala le parole rivolte alla co-star quando questi si era lamentato di un piccolo incidente subito durante le riprese. Nella clip lo sentiamo che si rivolge a Wayans chiamandolo “pussy” (un modo volgare di dire “femminuccia”). Si trattava dell’episodio diretto da lui diretto.

Crawford era esacerbato dall’atteggiamento del collega, che per la prima volta proprio in occasione della propria regia, si era dato malato il primo giorno di riprese ed in quello successivo si era messo a perdere tempo giocando a basket.

Gli amici si vedono nel momento del bisogno

Un attore che ha lavorato sul set con Crawford, ma che vuole rimanere anonimo per paura di ripercussioni a livello professionale (ricordate dei membri della troupe licenziati e degli attori messi a tacere?), ha detto che la figura di Clayne è stata mal rappresentata dai media.

Questa voce che Clayne sia una persona difficile… non lo è.

Ed ha continuato: “Vuole che tutti lavorino al meglio, ma è una cosa positiva”. Ancora, la fonte anonima ha cercato di spiegare le difficoltà tra le co-star: “Damon viene dalle sitcom, Clayne dalle serie drammatiche. Damon ama i tempi di lavoro delle sit-com, mentre Clayne voleva uno show degno degli Emmy. Erano come acqua e olio”.

Una scena di Lethal WeaponHDWarner

Un altro collega di vecchia data di Crawford, l'attore di The Glades Matt Passmore, ha detto:

Lavora da 20 anni ed ha una reputazione impeccabile. È un attore fantastico, collaborativo, geniale...

Hilarie Burton, che ha recitato in Lethal Weapon nel ruolo dell’agente della DEA Karen Palmer, aveva lodato Clayne su Twitter: “Ho una moltitudine di parole gentile su Clayne Crawford! Quel tipo mi ha accolto il primo giorno sul set ed è stato un amico da quel momento. Quando non potevo trovare un servizio di baby-sitting durante il lavoro, lui ha chiesto alla moglie di prendersi cura di Gus. Arriva presto sul set. Conosce le sue battute. Fa di tutto per ottenere il meglio nelle sue scene. L’ho visto prendere le parto di altre persone.Ed un buon leader non ha paura di sembrare il cattivo”.

Le dichiarazioni sessiste e oscene di Damon Wayans

A favore di Wayans c’è poco, oltre alle ricostruzioni dei media, che a dire del collega-diventato-rivale sono state istruite proprio da Damon. Qualora lui fosse davvero l’artefice della disfatta (speriamo solo temporanea) di Crawford, la dice lunga sul potere che delle buone connessioni possono avere, anche quando la figura che viene gettata nel fango è quella di una persona ampiamente coinvolta in tante opere ed attività di beneficenza (Crawford ha un ente molto attivo a favore dei veterani e partecipa spesso a eventi contro il bullismo), la cui professionalità non era mai stata contestata prima.

Non altrettanto irreprensibile, invece, il passato di Wayans: non bisogna scavare troppo nel suo passato per trovare qualche prova della condotta non proprio ideale. In un’intervista radiofonica del 2015, come accennato, l’attore si è trovato a commentare lo scandalo che stava vorticando attorno alla figura di Bill Cosby, accusato da molte donne di aver abusato di loro nel corso di tanti anni di carriera.

Wayans riteneva che Cosby innanzitutto doveva aver intrattenuto con ciascuna una storia, e non solo rapporti occasionali, e poi ridendo ha aggiunto (salta al minuto 25 per vederlo) che no solo le donne erano troppo brutte per essere stuprabili, ma che se ci avevano messo tanto tempo a denunciarlo era perché, secondo Damon Wayans,

Il pene di Bill Cosby è così grosso che le ha fatte dimenticare. 

A un regista del calibro di James Gunn è stato dato il benservito per molto meno.

Per chi volesse sentire tutta la storia, ecco il podcast completo di Clayne Crawford.

Di Lorenza Negri & Angelica Vianello

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