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Venezia 75: Luca Guadagnino, 'Ero ossessionato da Suspiria fin da piccolo'

Guadagnino ha spiegato che voleva un film profondamente femminile, ed ha anche raccontato il forte legame che ha sempre avuto con l'horror di Dario Argento.

Dakota Johnson in Suspiria Amazon Studios

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Luca Guadagnino ha presentato a Venezia il suo ultimo film, il remake dell’horror di Dario Argento Suspiria, che nel cast vanta Dakota Johnson, Tilda Swinton e Chloë Grace Moretz.

Parlando con Variety, il regista di Chiamami col tuo nome ha raccontato il lungo e profondo legame che ha con questo film, che racconta la storia di una ragazza che si trova in una scuola di ballo gestita da un covo di streghe, dunque è molto lontano dalle tematiche e dalle atmosfere sognanti del suo ultimo grande successo con Timothée Chalamet e Armie Hammer. Eppure, non avrebbe potuto lavorare ad un progetto più personale di questo.

Non potrei essere più connesso alle mie radici di filmmaker che tornando a quel film.

Luca Guadagnino e Dakota Johnson per SuspiriaHDGetty Images
Luca Guadagnino e Dakota Johnson presentano Suspiria al CinemaCon

Guadagnino, infatti, ricorda di aver visto il film da piccolo: “Ho visto il film quando avevo quasi 14 anni, ma avevo notato il poster ad 11. Quelle due esperienze hanno segnato la mia immaginazione in maniera molto, molto forte, ed ho cominciato a nutrire un senso di ossessione per l’universo narrativo di questo film”. Il regista ammette anche l’altra grande influenza nel realizzare il remake, altrettanto importante: le opere del tedesco Rainer Werner Fassbinder. “Sappiamo che l’interesse di Argento è nella forma e nella superficie delle cose, e come un gesto cinematico possa avere un forte impatto”.

E Fassbinder era questo enorme regista della crudeltà che arriva così in profondità nel personaggio. Ho sempre amato il cinema estremo.

Così, traendo ispirazione da entrambi, Luca Guadagnino ha cercato il proprio equilibrio tra il focus sulla componente horror del film e quello sullo sviluppo dei personaggi, che fossero più tridimensionali possibile.

Suspiria contiene anche una scena di danza di sei minuti, molto avant garde, che non esiste nell’originale, ed è proprio un fermo immagine di quella sequenza che viene spesso usato nella promozione del film, con Dakota Johnson al centro del gruppo di ballerine seminude. “Adoro profondamente il film di Dario, ma se sovessi criticargli qualcosa è che per essere un film su una scuola di danza, non si vede molta danza. È quasi assente”. Così insieme allo sceneggiatore David Kajganich hanno pensato di rivolgersi al coreografo belga Damien Jalet.

Grazie ad una coincidenza assurda, aveva creato un piccolo pezzo chiamato ‘Les Medusées’, ispirato da Suspiria. Era un segno del destino da sogno… o da incubo.

Ed ha aggiunto, citando una battuta del film: “Credo che la danza, come dice Madame Blanc, non sia una questione di bellezza. Si tratta di rompersi il collo, infrangere ogni elemento di graziosità nelle cose, e c’è di mezzo la brutalità”. Tenendo conto di queste parole, non sorprende che proprio una scena di danza mostrata in anteprima la scorsa primavera al CinemaCon abbia scosso ed affascinato i fortunati spettatori che l’avevano vista in anteprima.

Quando poi a Guadagnino è stato chiesto della scelta di lavorare ancora con la sua musa Tilda Swinton e spiegare “come abbia usato” la sua interpretazione,il regista ha subito chiarito: “Non direi che l’ho usata. Ho creato insieme a lei”.

Volevo che questo fosse un film profondamente femminile.

Ed ha continuato: “Per contraddire le parole di Lacan, ‘Non esiste nulla che si chiami donna’, perché la donna sarebbe una creazione del desiderio dell’uomo. Io volevo dire l’opposto: è l’uomo che non esiste. E non c’era altra persona a parte Tilda capace di comunicare questo, perché mi fido di lei e ci siamo divertiti un mondo a rappresentare questo concetto”.

Let mother take care of you. #Suspiria

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Anche prima della proiezione al pubblico, durante gli incontri di affari che fervono in occasione di ogni festival, Suspiria ha trovato a tempo di record distributori nei più importanti mercati del mondo (per l’Italia è Videa): questo significa che ha una buona chance di essere tra i titoli protagonisti della stagione dei premi, cui Venezia ha dato il via. Speriamo di vederlo arrivare nelle sale entro la fine dell’anno!

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