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L'hacker delle foto di nudo di Jennifer Lawrence è stato condannato a 8 mesi di prigione

Il 26enne George Garofano era stato accusato insieme ad altri tre individui per aver violato la privacy di 240 persone, tra cui star di Hollywood, introducendosi nei loro account iCloud e pubblicandone i contenuti.

Jennfier LAwrence agli Oscar Getty Images

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Mercoledì 29 agosto un hacker è stato condannato a otto mesi di galera per aver condiviso le foto di nudo di Jennifer Lawrence ed altre celebrità. A riportare la notizia è il Guardian.

Il 26enne George Garofalo, infatti era stato accusato nel 2014 insieme ad altre tre persone in occasione di quello scandalo, nel quale foto private della Lawrence, Kate Upton, Kirsten Dunst e molti altri nomi famosi erano state pubblicate online. Il gruppo era riuscito ad introdursi negli account privati di oltre 240 persone (non solo famosi), permettendo che informazioni ed immagini private circolassero in rete. La diva di Hunger Games all’epoca disse che quella violazione era come un crimine sessuale, e chiese che le leggi contro questi reati venissero indurite.

Ora, un giudice federale di Bridgeport, nel Connecticut, ha condannato Garofano ad una pena detentiva seguita da tre anni di libertà condizionata. Garofano si era dichiarato colpevole lo scorso aprile, quando aveva ammesso di aver inviato lettere alle vittime fingendosi un membro del personale di Apple addetto alla sicurezza online per ottenere i loro username e password.

Il pubblico ministero aveva cercato di ottenere una pena detentiva tra i 10 ed i 16 mesi, secondo le direttive federali. Garofano ha però chiesto clemenza, per non avere una pena che superasse i cinque mesi in prigione ed altri cinque agli arresti domiciliari. L’accusa aveva scritto nella nota di condanna: “La violazione del sig. Garofano è stata grave. Si è introdotto illegalmente negli account online delle sue vittime, ha invaso la loro privacy e rubato le loro informazioni personali, incluse foto intime e private. Non si è limitato a farlo in una sola occasione. Ha ripetuto questa condotta 240 volte nell’arco di 18 mesi”.

La nota prseguiva: “Non solo il sig. Garofano ha tenuto per sé le fotografie che ha rubato, ma le ha fatte avere ad altri individui. Potrebbe anche averle vendute a terzi per ‘un guadagno extra’”.

Nel commettere questa violazione, il sig. Garofano ha agito nel più completo ed assoluto disprezzo dell’impatto sulle vite delle sue vittime.

Garofano ha però replicato di aver “già patito” gravi conseguenze e di aver messo la testa a posto dopo gli episodi di hacking, iniziati quando era al college. “Ora si presenta a questa giuria più maturo, avendo accettato la responsabilità per le sue azioni e senza essere incorso in altri guai con la legge da quel momento”, ha detto il suo avvocato Richard Lynch. “Non c’è nulla che suggerisca che possa commettere nuovamente questo o altro tipo di crimine in futuro”.

Gli altri tre hacker sono tutti stati già condannati a pene detentive tra i 9 ed 18 mesi di durata.

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