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Glenn Close parla di Attrazione fatale: il finale era diverso e Alex non era cattiva

A distanza di oltre vent'anni, Glenn Close ha parlato dei retroscena di Attrazione fatale, il cui finale avrebbe dovuto essere diverso, e della riabilitazione del suo personaggio, Alex Forrest.

Glenn Close in primo piano Getty Images

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Uno dei film più memorabili con Glenn Close è – non occorre neanche dirlo – Attrazione fatale, thriller dalle tinte torbide di Adrian Lyne del 1987.

L’attrice statunitense affiancava Michael Douglas, coinvolto nei panni di un rampante avvocato di Manhattan di nome Dan, interpretando quella che è sempre stata considerata la “villain” Alex Forrest, una donna che dopo un weekend di passione con il protagonista gli trasformava la vita in un inferno.

Alex Forrest è considerata una stalker, una psicopatica, una delle peggiori cattive del grande schermo, responsabile anche di un grande successo al box office.

Indimenticabile, in particolare, è la scena in cui Alex fa bollire in pentola il coniglio domestico della figlia di Dan.

A distanza di oltre vent’anni, Glenn Close, durante la promozione del suo ultimo film The Wife, ha parlato con BBC di quel ruolo, sottolineando che quella che è sempre stata considerata una terribile antagonista era in realtà una donna affetta da una malattia mentale.

Non stavo interpretando il più grande cattivo di tutti i tempi. Stavo interpretando un essere umano in difficoltà.

All’epoca del film, però, non c’era tutta questa sensibilità sulle patologie psichiatriche.

La Close ha aggiunto che le piacerebbe molto che la storia fosse raccontata (in un eventuale reboot?) dal punto di vista di Alex.

E non è la prima: nel 2014 lo sceneggiatore James Dearden ha messo in scena il dramma a teatro e ha ammorbidito i toni nei confronti di Alex, ponendola in una luce molto più comprensiva. Dearden, come riporta Telegraph, aveva rivelato di aver concepito Alex come una donna sola in cerca d’amore, ma i produttori hollywoodiani lo avevano costretto a riscrivere il finale con un punto di vista più duro nei confronti di Alex, la “rovinafamiglie”.

Era un thriller ed era l'America, dove la famiglia è sacrosanta, volevano che la famiglia fosse salva e volevano un lieto fine.

Una scena di Attrazione fataleHDParamount Pictures
Glenn Close in Attrazione fatale

Per questo Alex andava uccisa e allontanata, proprio come un mostro che minacciava il ménage familiare, senza considerare che il primo weekend illecito ed extraconiugale era avvenuto anche per il desiderio di trasgressione da parte dello sposatissimo protagonista.

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