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Sesso online: il 36% dei teenager scopre il piacere in chat

I Millennials scoprono il sesso in chat. La generazione di nativi digitali ammette di non preoccuparsi troppo dei pericoli della rete, arrivando a fare sesso online e ad incontrare senza paura persone conosciute in rete.

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E se negli anni Duemila c'erano le chatroom di C6 a cui accedevano timidi ragazzini in piena post-adolescenza, oggi la rete è sempre più appannaggio dei giovanissimi i quali vivono spensierati in un mondo iper-connesso.

L'identikit di queste due categorie è facile: gli ex ragazzi nati alla fine anni '80 dovevano imparare a districarsi in un mondo allettante ma irto di difficoltà e pericoli - sempre con il fiato sul collo di una connessione costosa che, ad ogni minuto che passava, ricordava il tintinnio dei gettoni che cadono nella cabina telefonica.

Al contrario i cosiddetti "nativi digitali" sono perfettamente a loro agio a maneggiare pc, smartphone e tablet con la scioltezza di chi è padrone di una tecnologia che scandisce non solo il tempo libero ma anche le relazioni sociali.

Nativi digitali: le relazioni sociali ai tempi degli smartphone

nativi digitaliHDpixabay

Proprio così: nell'era degli smartphone in mano a dodicenni (anche se alcune indagini dell'ISTAT rivelano un uso di internet già dai 9 anni) essere sempre connessi è diventata l'ovvietà. Molti hanno imparato a maneggiare questi strumenti da soli, senza alcun controllo o quantomeno con il lieve spettro del parental-control. 

Sono, dunque, ragazzini che camminano, mangiano, dormono e scoprono il mondo e le relazioni con il prossimo sempre accanto al loro smartphone, che resta acceso ventiquattr'ore al giorno. E come tutto ciò che diventa quotidiano ed abituale, internet smette di "fare paura" tanto da diventare parte della normalità.

Ecco perché - secondo quanto emerge da una indagine di IPSOS per Save The Children - un ragazzo su due conosce le regole sulla privacy (51%), ma non se ne preoccupa (57%).

Sesso online: il 36% dei ragazzi fa sesso in chat

sesso onlineHDpixabay

Esempio lampante è quello riferito alle molestie e alle richieste di sesso online inviate o ricevute via internet (o messaggistica istantanea usando lo smartphone) che solo per il 38% degli intervistati dalla IPSOS rappresenta una minaccia. 

E di sesso online tratta proprio la ricerca condotta da Save The Children che si può riassumere citando i seguenti dati: il 34% degli intervistati - dunque 1 ragazzo su 3 - dichiara di aver ricevuto messaggi con riferimenti al sesso.

Questi dati dicono in modo eloquente come i ragazzi e le ragazze utilizzino la rete per esprimere e sperimentare a 360° la loro sessualità. Non solo si espongono alla visione di immagini, foto, messaggi a sfondo sessuale ma espongono loro stessi, in prima persona, fino ad arrivare al contatto off line cioè all’incontro intimo vero e proprio con persone conosciute via web.

Questo il commento di Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia.

Dal virtuale al reale: il 35% dei ragazzi incontra qualcuno conosciuto online

dal virtuale al realeHDpixabay

È dalla bocca degli stessi adolescenti digitali che escono le parole shockanti che il sesso, al giorno d'oggi, è virtuale. Che fare l'amore con la fidanzatina del liceo davanti alla webcam sia quanto di più eccitante possa esistere e che masturbarsi inviando foto del proprio pene ad una ragazza che si spoglia in chat sia assolutamente normale. Anzi, il pc o lo smartphone abbattono ogni resistenza, ogni imbarazzo, ogni esitazione dettata dalla pudicizia. 

E i maniaci? E i pedofili? Con la stessa sicurezza degli ora trentenni che in adolescenza correvano in motorino senza casco e fumavano nei luoghi pubblici, i Millennials scacciano con un gesto della mano la possibilità di incorrere in molestie online. Sempre la solita storia del "a me non può accadere".

Eppure accade. Tanto che di tutti quelli che escono senza indugi con qualcuno conosciuto virtualmente (il 35% degli intervistati), il 46% afferma di aver scoperto che la persona incontrata in rete non era quella che diceva di essere. Il 35%, inoltre, afferma la ricorrenza di atti di cyberbullismo.

Tutto ciò non deve demonizzare questo straordinario strumento di conoscenza e contatto: i giovani d'oggi a differenza di tutte le generazioni precedenti, a disposizione uno strumento con grandi risorse, ma anche potenzialmente pericoloso se non usato in maniera corretta. Compito del sistema scolastico e delle famiglie è dunque quello di valorizzare le potenzialità della rete, mantenendo alta l'attenzione sul pericolo di molestie e sul cyberbullismo. 

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