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Melanie Thierry: 'Mi manca l'Italia. Spero di tornarci presto a fare un film'

La musa di Giuseppe Tornatore ora è una donna. Melanie Thierry si racconta a Locarno, dove presenta in Piazza Grande il film Le vent tourne.

Un primo piano di Melanie Thierry a Locarno 71 Francesco Freddi

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Minuta e volitiva, Melanie Thierry è una Venere formato tascabile, ma ha carattere da vendere. Decisa, a tratti perfino brusca, l'attrice francese si mette sulla difensiva di fronte a quei giornalisti che provano a scalfire la corazza di riservatezza chiedendogli dettagli sulla vita privata e sul rapporto col compagno, il cantante Raphael, con cui condivide 15 anni d'amore e due figli.

Melanie ha presentato al festival del cinema di Locarno il dramma bucolico Le vent tourne, co-produzione franco-svizzera che racconta la lotta di Pauline (Thierry) e del compagno Alex (Pierre Deladonchamps) per portare avati la loro fattoria nella campagna del Giura e allevare il loro bestiame con metodi naturali, senza il supporto di prodotti chimici e automazione. Questa atmosfera apparentemente idillica viene turbata dall'arrivo di un elemento esterno che perturberà le relazioni. Parlando di Pauline, Melanie Thierry spiega:

Nel suo paradiso terrestre, Pauline ha trovato la libertà, un'idea chiara di ordine. L'arrivo di un nuovo elemento maschile altera gli equilibri e la spinge a pensare che forse la libertà forse è altrove. In questa campagna Pauline sta bene, forse ha scelto di rifugiarvisi perché ha paura del mondo, ma può darsi che il mondo esterno non le sia così nemico.

Un primo piano di Melanie Thierry a Locarno 71HDFrancesco Freddi

La natura è un elemento predominante nell'infanzia di Melanie Thierry. L'attrice ammette che il suo ricordo più bello risale a quando i genitori si recavano per le vacanze estive in una fattoria in Bretagna.

Per il ruolo di Pauline ho scavato nelle mie radici. Avevo appena fatto un film che mi aveva lasciato senza energie, ma questa sceneggiatura mi ha permesso di ritrovare la bambina che sono stata, di tornare a lavorare a cielo aperto, di occuparmi di nuovo degli animali. Ho ritrovato ossigeno.

 Parlando di ricordi, gli esordi della Thierry sono legati al cinema italiano. L'attrice è stata scoperta da Giuseppe Tornatore che l'ha voluta ne La leggenda del pianista sull'oceano. Due anni dopo è seguito Canone inverso di Ricky Tognazzi.

Tornatore mi ha chiamato quando avevo sedici anni. Avevo un ruolo molto piccolo, ma era quello di una giovane eterea, poetica, evanescente. Ed è stato bellissimo. Con Ricky Tognazzi è stata un po' più dura, ma mi manca l'Italia. Mi piacerebbe tornare a lavorare con un autore italiano.

Ancora un primo piano della francese Melanie ThierryHDFrancesco Freddi

A dirigere Le vent tourne è la regista svizzera Bettina Oberli. Già in passato Melanie Thierry ha lavorato con registe donne, ma non sembra preoccuparsi particolarmente del sesso di chi la dirige e conferma:

Un regista è un regista. Non cambia se sia un uomo o una donna, la differenza ha a che fare con la sua visione del cinema, con ciò che vuole dire e con il modo in cui lo vuole dire. Cambia la coloritura che dà alla storia, ma a livello di sensibilità ed emozioni ogni donna ha una componente maschile e ogni uomo una femminile.

Pauline e Alex portano avanti la fattoria con le loro sole forze. In una sequenza particolarmente drammatica, Pauline si trova ad aiutare una mucca in difficoltà a partorire il vitellino. La scena, fotografata con un piano ravvicinato, non si vede sempre al cinema così viene spontaneo chiedere a Melanie Thierry se sono stati usati effetti speciali o se sul set è stata aiutata da qualche assistente. Lei, però, nega e minimizza sostenendo che la natura fa tutto da sola. A non convincerla, però, è l'esito complessivo della scena. Tutte le mucche della fattoria avevano già partorito mentre ci preparavamo a girare, questa era l'ultima perciò lei aveva una sola possibilità per portare a casa la scena.

Purtroppo il vitellino non è uscito come avrebbe dovuto. Non sono soddisfatta dell'esito. Eppure è stato un momento molto commovente. Mio figlio maggiore ha chiesto di restare ad assistere alla scena. Mentre giravamo dovevo fingevo di essere molto triste perché il vitello era morto. In realtà stava benissimo così mio figlio mi chiedeva 'Mamma, perché piangi? Hai fatto un buon lavoro'. E io gli dicevo di stare zitto per non rovinare la ripresa.

Una bella immagine del photocall di Melanie ThierryHDLocarno Festival

Questa vicinanza alla natura mostrata sul set non corrisponde, però, nel caso di Melanie Thierry, a un impegno pubblico. L'attrice, orgogliosa di vivere il suo privato lontano dai riflettori, specifica di avere una propria coscienza ambientale, ma di non sentire il bisogno di diventare una testimonial.

Nel mio quotidiano mi impegno a ridurre gli sprechi, a non inquinare. Ammiro le persone che hanno una convinzione così forte a farsi portavoce, ma non credo di dovermi unire a loro. Preferisco agire nel privato.

Melanie Thierry mette in chiaro la distanza che esiste tra lei e i personaggi che interpreta. Eppure l'idealista e combattiva Pauline ricorda in un certo qual modo un altro personaggio interpretato di recente dalla Thierry, Sophie, la bionda volontaria del servizio sanitario che affiancava Benicio Del Toro e Tim Robbins in Perfect Day (2015). Se c'è un filo conduttore nella scelta dei personaggi da parte di Melanie Thierry, però, non è certo l'impegno politico.

Non ci avevo mai pensato, ma in effetti tra Pauline e Sophie c'è un legame. Entrambe condivono l'innocenza, il candore, il modo in cui si aprono alle persone e alla natura cercando di essere utili. Quando scelto un ruolo cerco personaggi diversi da me, ma provo a infondere loro una parte di me in modo che suonino veri nel loro mondo.

Melanie Thierry di profiloHDLocarno Festival

Le vent tourne vede Pauline combattuta tra due uomini e coinvolta in alcune scene di sesso. In una filmografia piuttosto nutrita, Melanie Thierry si è trovata a dover mediare tra le richieste dei registi, le esigenze del copione e il suo pudore. Come ammette lei stessa, anche un'attrice esperta fatica ad abituarsi alle scene di sesso.

Sono un dramma. Quando sei un'attrice inesperta possiedi ancora l'innocenza, trovi qualche interesse visto che è tutto nuovo. Ma col passare del tempo è sempre più fastidioso. Però le storie d'amore sono alla base di quasi tutti i film, sai che non puoi evitarle.

Di recente Melanie Thierry ha esordito alla regia con un cortometraggio intitolato Afikoman, esperienza che definisce "un incubo". Lungi dall'essere il suo sogno mettersi dietro la cinepresa, la Thierry è stata coinvolta nel progetto da un'organizzazione che lancia giovani attori chiedendo a interpreti affermati di dirigere il loro primo corto.

Ho commesso degli errori e anche se alcune cose non sono da buttare non penso che ripeterò l'esperienza tanto presto. Ma d'ora in poi tratterò sempre bene i registi alla prima esperienza.

 

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