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Isabella Ragonese: 'La vera libertà, per le donne, è poter scegliere'

Mentre svolge i suoi compiti di giurata a Locarno 71, Isabella Ragonese ci ha parlato del suo amore per il cinema, per la musica, dei progetti futuri e del suo impegno per combattere le discriminazioni nei confronti delle donne.

Un'immagine di Isabella Ragonese a Locarno 71 Locarno Festival

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Isabella Ragonese è una delle attrici più interessanti, e antidive, del panorama italiano. Le sue scelte artistiche sono sempre state dettate dalla passione e mai dalla smania di emergere. Il suo volto è meno inconfondibile di quello di altre interpreti così, pur avendo raggiunto traguardi importanti nella carriera soprattutto con gli ultimi lavori - Sole cuore amore e Il padre d'Italia - continua a godere di una popolarità “su misura”, definizione che fornisce lei stessa quando la incontriamo al festival del cinema di Locarno 71, dove si trova in veste di giurata.

La fama non mi impedisce di fare la vita che voglio fare, vivo come vivevo 10 anni fa, quando ho iniziato. La gente si avvicina con rispetto, ma poi il mio viso mi permette di camuffarmi facilmente. Una volta ho parlato per un'ora con una persona di Tutta la vita davanti e alla fine gli ho dovuto dire che ero ero io la protagonista, non mi aveva riconosciuto.

Isabella Ragonese a Locarno 71, un primo pianoHDLocarno Festival

Solo pochi mesi fa Isabella Ragonese era giurata al Festival di Torino, ora ripete l'esperienza a Locarno, nutrendo la sua passione cinefila visto che tutt'ora si sente prima di tutto una spettatrice onnivora e curiosa, interessata sia a film artistici che a produzioni commerciali.

Nel cinema come nella musica, l'altra sua grande passione, che alimenta collaborando in veste di autrice alla trasmissione di Sky Arte, Retromania, Isabella crede che il vero appassionato debba saper distinguere I capolavori al di là del genere. Ed è questa sua fiducia nella qualità che la spinge ad affrontare gli oneri di giurata.

La Piazza Grande di Locarno sempre piena, anche con la pioggia, è una cosa che dà un senso al nostro lavoro. Essendo estate, c’è un clima più vacanziero e io adoro il cinema all’aperto. La forza del cinema penso sia ancora questa, mettere insieme persone con gusti diversi e formare una piccola comunità.

Isabella Ragonese sul red carpet di RomaHDGetty Images

Il padre d’Italia e Sole, cuore, amore sono gli ultimi film di Isabella Ragonese, due ruoli femminili forti, completamente diversi, interpretati dall'attrice a distanza di poco tempo che, per sua stessa ammissione, le hanno cambiato la vita quotidiana umanamente dando senso al suo lavoro e ponendo questioni su temi profondi. La prima è una donna che capisce di non poter diventare mamma, l'altra è madre, ma non può occuparsi dei figli perché la società che abbiamo costruito la costringe a lavorare tutto il giorno.

Finora ho fatto di tutto perché pensavo che servisse alla mia carriera di attrice. Il cinema per me è arrivato tardi, come un principe azzurro che ti porta via. Ho sempre lavorato con fiducia con ogni regista, partecipando a scrittura e montaggio. L’attore non è una pagina bianca, propone, si mette in gioco. La regia la vedo complicata, non so se sarei capace, ma mi piacerebbe tornare a scrivere.

Sensibile e attenta nella scelta dei progetti e dei ruoli, ai David di Donatello 2018 Isabella Ragonese ha partecipato all'intervento sulle donne di Paola Cortellesi. Le denunce del caso Weinstein e il Movimento #MeToo hanno accesso i riflettori sulle discriminazioni e sulle molestie ai danni delle donne nel mondo dell'industria cinematografica e del lavoro in generale.

Prima che l'attenzione si spostasse sulle recenti denunce, la Ragonese aveva già partecipato a Se non ora quando?, nel tentativo di modificare, nel proprio piccolo, una situazione che riguarda le discriminazioni subite da una minoranza, le donne, tanto più ridicola visto che in realtà si tratta di una maggioranza.

Il cambiamento deve essere culturale, occorre porre attenzione ai ruoli che ci offrono. Spesso mi è capitato di sentirmi dire 'Il film racconta la storia di questo personaggio che fa questo e quest'altro... e ha anche una fidanzata'. La donna regge la società per cui è strano che non ci siano ruoli da protagoniste o storie raccontate dal punto di vista femminile. L'unico modo per cambiare le cose è rifiutare ruoli inadeguati. Io sono privilegiata perché posso scegliere, non perché ho la villa a Miami o il macchinone, la libertà è la possibilità di scegliere, ma alle donne spesso non è concessa.

Proprio esercitando la propria libertà di scelta in ambito lavorativo, Isabella Ragonese è approdata al ruolo di Marina nella fiction Rocco Schiavone, grande successo di Rai2, un ruolo che le è rimasto nel cuore visto che ha deciso di fare il bis e a breve la rivedremo nella seconda stagione.

Rocco Schiavone è un prodotto più vicino al cinema che alla tv. La prima stagione è andata molto bene, ho voluto interpretare Marina contro il parere di tutti ed è stato un successo.

Isabella Ragonese giurata a Locarno 71HDLocarno Festival

La scelta di approdare al piccolo schermo ha portato fortuna a Isabella Ragonese che però ammette di non essere una consumatrice sfegata di serie tv.

Ho seguito Mr. Robot, The Knick, Taboo, ma mi fa un po' paura la dipendenza. Preferisco vivere, non mi piace chiudermi in casa una settimana e passare notti insonni per finire una serie. Temo gli zombie da serie e poi non so quanto ci ricorderemo delle serie viste. Io mi dimentico tutto, ma le scene che hanno segnato la mia vita non le scorderò mai.

Tornando alla musica, la sua grande passione, Isabella Ragonese ricorda l'unico videoclip finora interpretato, Il meglio deve ancora venire, e parla del felice incontro con Luciano Ligabue, che l'ha voluta come protagonista.

Stimo moltissimo Ligabue, ho un legame affettivo con lui perché è esattamente come appare, una persona semplice, legata alla famiglia e alle radici. Ricordo l’estate in cui si cominciavano a sentire in radio i suoi pezzi, ho sempre avuto una simpatia istintiva per lui e per la sua storia. Abbiamo realizzato il videoclip a Barcellona in una notte dentro un luna park tutto per noi, ho un ricordo fantastico. Se il Liga mi chiamasse in un suo film? Magari!

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