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Argentina: l'aborto resta illegale e 3 milioni di persone protestano

Il Senato non ha approvato la proposta di legge sull'aborto: le donne argentine non potranno abortire legalmente, tranne in caso di stupro o di pericolo di vita.

Proteste in Argentina per la legge sull'aborto EITAN ABRAMOVICH/AFP/Getty Images

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Il Senato argentino rigetta la proposta di legge sull’aborto e le donne argentine non vincono la loro battaglia per legalizzare l’interruzione di gravidanza

La proposta era stata approvata dalla Camera a giugno 2018 ed era passata in Senato, senza ostacoli da parte del Presidente Mauricio Macri. Pur avendo espresso in passato la propria opinione non favorevole all’aborto, il Presidente aveva dichiarato di voler rimanere neutrale affidando la decisione a un democratico dibattito governativo.  

Il Senato, però, ha rigettato la proposta con 38 voti contrari e 31 favorevoli. La piazza ha subito risposto con manifestazioni pro-aborto organizzate dalle attiviste del movimento Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito. Le donne sono scese in piazza indossando il classico fazzoletto verde, diventato un simbolo della campagna iniziata nel 2005. Purtroppo si sono verificati scontri e lanci di bottiglie tra gli schieramenti in favore e contro l'aborto e la polizia è stata costretta a intervenire. 

La proposta di legge bocciata

Attualmente, la legge argentina consente l’aborto solo in caso di stupro o di pericolo di vita per la madre. La nuova proposta, invece, prevede la legalizzazione dell’aborto entro le 14 settimane di gestazione, estendibili a un periodo più lungo in caso di stupro, di malformazioni fetali e di pericolo per la vita della donna. Secondo la proposta, inoltre, l’aborto avrebbe dovuto essere a carico del sistema sanitario, senza nessuna spesa aggiuntiva per le pazienti e con obbligo di accettazione medica entro 5 giorni dalla richiesta.

In realtà, l’Argentina ha un serio problema di interruzioni clandestine che secondo le organizzazioni civili raggiungerebbero numeri altissimi, pari a 50mila aborti all’anno. I numeri sono contestati dalle organizzazioni ufficiali che diffondono altri dati. Secondo le loro stime, per esempio, nel 2016 si sono verificati 246 casi di mortalità materna, di cui 43 imputabili ad aborti spontanei o ad aborti illegali . 

Cosa succederà ora? L’Argentina dovrà affrontare le elezioni politiche nel 2019 e il dibattito sull’aborto potrebbe non essere tra le priorità dei programmi elettorali dei candidati. Probabilmente, le donne argentine dovranno aspettare ancora prima di ottenere la legalizzazione del loro diritto all’aborto. 

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