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Likemeback: la seduzione corre su Instagram

Tre amiche in barca impegnate a farsi selfie, tra bisticci e nudità. Likemeback, pellicola italiana presentata a Locarno nella sezione Cineasti del Presente, si prepara a diventare un piccolo cult.

Le protagoniste di Likemeback sulla barca Likemeback

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Esistiamo se non siamo social? Questa è la domanda che si pone Likemeback, pellicola in concorso al festival del cinema Locarno 71 nella sezione Cineasti del Presente. In un acuto esperimento sociologico il giovane regista italiano Leonardo Guerra Seràgnoli riunisce tre ragazze carine e disinibite armate di smartphone su una barca a vela insieme a uno skipper che le scorrazza su e giù per la Croazia.

L'intento è studiare le dinamiche che si innescano in alto mare dove le tre sono solo apparentemente sole, mentre in realtà non mancano di aggiornare i loro follower su ogni loro mossa. Per rendere ancora più social l'esperimento, una volta completato il casting, Leonardo Guerra Seràgnoli ha creato un profilo Instagram condiviso con le tre interpreti per sviluppare storia e personaggi post dopo post di fronte a una nutrita comunità virtuale.

Le protagoniste di Likemeback in barcaHDLikemeback

Al centro di Likemeback troviamo tre adolescenti, Lavinia, Danila e Carla, intente a festeggiare la maturità in una lunga vacanza in barca gentilmente offerta dalla benestante madre di Lavinia. Confusa sul proprio futuro e sulle proprie doti attrattive, Lavinia prova a mostrarsi più disinibita di quanto non sia per stare al passo con le amiche e celare le proprie insicurezze.

Danila, la più agguerrita, punta sui social ed è pronta a tutto pur di diventare una influencer di mestiere. Carla è la più pacata, ma anche la più determinata. A differenza delle due amiche, usa lo smartphone per preparare il test di ammissione all'università e per restare in contatto col fidanzato, rimasto a casa, ma quando il telefono le scivola in mare, gli equilibri a bordo della barca saranno alterati per sempre.

Essere teenager oggi: una sfida per tre attrici

L'evoluzione del cinema da camera, per Leonardo Guerra Seràgnoli, è il cinema da barca. Già il primo film, Last Summer (2004), era ambientato tutto su una barca. Stavolta, mettendo al centro della storia tre amiche, la dimensione si fa ancor più intima, quasi claustrofobica. Di conseguenza servivano tre attrici affiatate, ma al tempo stesso capaci di mettere in scena tre tipi di femminilità molto diversi.

A interpretare Lavinia è stata chiamata Blu Yoshimi, che si era già fatta notare nei panni di un'adolescente incinta in Piuma di Roan Johnson. La volitiva Danila ha il volto di Angela Fontana, una delle gemelle di Indivisibili, mentre Denise Tantucci, già nel cast di Braccialetti rossi, è Carla, la più pacata, taciturna, ma anche la più solida delle tre amiche.

Angela Fontana, Blu Yoshimi e Denise Tantucci in LikemebackHDLikemeback

Lo spaccato di gioventù che emerge dal film, di fatto, non è poi molto diverso dall'idea che ci potremmo fare curiosando tra i post di Facebook dei teen. Lavinia, Danila e Carla sono tre ragazze benestanti - in particolare Lavinia - disinibite, apparentemente spensierate. Le vediamo dormire abbracciate, cantare a squarciagola le canzoni di Bello Figo, tuffarsi dal barca in topless o nude per immergersi nelle limpide acque delle isole della Dalmazia.

L'unica presenza estranea, lo skipper croato che vigila su di loro, che non sembra intimidirle affatto. A legare le tre giovani donne è un'amicizia capricciosa, spinosa, che si evolve in un turbine di complesse dinamiche emotive. Le ragazze si comprendono solo a tratti, fanno gruppo a due a due, si evitano, custodiscono segreti che preferiscono svelare ai social piuttosto che all'amica che prende il sole lì accanto e sono pronte a scannarsi per un semplice scherzo.

Ma soprattutto, non mollano mai il loro smartphone documentando ogni istante della loro vacanza. Urli, pianti, risate, insulti, tutto è amplificato nella dimensione claustrofobica abilmente creata da Leonardo Guerra Seràgnoli.

Cosa c'è di più reale del mondo virtuale?

La barca è il centro dell'universo di Likemeback, ma per movimentare il plot il regista decide di creare una discontinuità inserendo alcuni momenti in cui le protagoniste approdano sulla terraferma per fare shopping o passare la serata in discoteca. L'isolamento dorato sulla barca diviene, così, metafora del reale isolamento di una generazione cresciuta tra agi e tecnologia, ma incapace di intrattenere con gli altri relazioni che non siano virtuali.

Delle tre ragazze, solo Carla, la più distante dalla dimensione social, ha un fidanzato "in carne ed ossa" e vive la propria sessualità, Danila intrattiene principalmente relazioni con i suoi 30.000 follower e la sua massima preoccupazione è come apparirà nel prossimo post, mentre Lavinia usa Tinder per conoscere possibili fidanzati, ma al momento dell'incontro preferisce sottrarsi.

Mondo reale e mondo virtuale si fondono nella mente di queste giovani donne che esultano per qualche follower in più come se avessero vinto alla lotteria, ma rischiano di perdere il contatto con la realtà. Le loro reazioni esagerate, a tratti isteriche, a conti fatti sembrano più frutto di questo scarto che della giovane età.

Un primo piano delle interpreti di LikemebackHDLikemeback

Likemeback era un film rischioso. L'ambientazione soffocante, l'insistenza sui corpi seminudi delle tre giovani protagoniste rischiavano di trasformare il film in un esercizio voyeristico. Leonardo Guerra Seràgnoli schiva questi pericoli costruendo un film che mima il suo contenuto. Lo sguardo su Lavinia, Carla e Danila non è morboso, non va imputato a un voluttuoso occhio maschile, bensì a un più neutrale occhio meccanico, quello dello smartphone. Guardando Likemeback si ha la sensazione di assistere a un selfie lungo 90 minuti.

Il regista incolla l'obiettivo della cinepresa alle sue attrici insistendo su primi piani dei loro volti e dettagli dei corpi. Abituati a questa vicinanza, i momenti in cui le ragazze scendono a terra e la loro distanza dall'obiettivo aumenta risultano i meno interessanti. Blu Yoshimi, Angela Fontana e Denise Tantucci risultano convincenti e naturali dando vita a tre personaggi che non sempre si fanno amare, ma sanno come catturare l'attenzione. Con le loro performance immersive riescono a sostenere il film, aiutate da una regia decisa e ben calibrata.

Nel lancio di Likemeback si fa riferimento al cyberbullismo, di fatto il tema viene affrontato solo superficialmente, ma in questo caso è superfluo. Lavinia, Danila e Carla bastano a se stesse e a una pellicola che, se ben sostenuta da un marketing ad hoc, potrebbe diventare un piccolo cult generazionale italiano.

Voto7/10

Ha tutti i numeri per diventare un teen cult della generazione selfie Likemeback, indagine sulla gioventù odierna ossessionata dai social media, ma che in realtà nasconde profonde insicurezze.

Valentina D'Amico

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