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Ritorno al Bosco dei 100 acri, tra nostalgia e tenerezza

Arriverà nei cinema italiani a fine agosto Ritorno al Bosco dei 100 acri, un dolcissimo viaggio nei ricordi di Christopher Robin e nell’incantato universo di Winnie Pooh e i suoi amici.

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Tra i live-action Disney che negli ultimi anni sono approdati nelle sale, ispirati agli iconici classici e personaggi della major, Ritorno al Bosco dei 100 acri (guarda qui sopra la nostra intervista ai protagonisti in carne e peluche!) è sicuramente da annoverare come una delle “operazioni nostalgia” più riuscite e commoventi degli Studios.

Una scena di Ritorno al Bosco dei 100 acriHDDisney

La pellicola, infatti, non è un mero remake “in carne ed ossa” delle già note avventure (cinematografiche, home video e televisive) dell’orsetto nato dalla fantasia dello scrittore A.A. Milne, bensì un vero e proprio sequel che fa scoprire al pubblico come è diventato e cosa è accaduto nella vita di Christopher Robin, il biondissimo bambino che tutti abbiamo invidiato per la sua profonda amicizia con l’iconico Pooh e gli altri personaggi del Bosco dei 100 acri, che nel lungometraggio ritroviamo ormai adulto e, soprattutto, pericolosamente disincantato.

Nostalgia e fantasia

Il film diretto da Marc Forster ha la peculiarità di essere idealmente diviso in due parti. La prima, più malinconica, è dedicata prettamente “ai grandi” che sicuramente empatizzeranno con il Christopher Robin di Ewan McGregor alle prese con i problemi della vita quotidiana - in primis quella lavorativa - che hanno nel tempo oscurato la sua fervente immaginazione, rischiando anche di mettere in secondo piano il rapporto con la moglie Evelyn (Hayley Atwell) e la figlia Madeline (Bronte Carmichael).

I protagonisti de Il ritorno al Bosco dei 100 acriHDDisney

Nella seconda parte, invece, l’improvviso ritorno di Winnie Pooh nella vita di Christopher dona al lungometraggio un dinamismo narrativo che farà impazzire i più piccoli e divertirà anche gli adulti risvegliando definitivamente “il fanciullino” che è in loro.

Ritratto di famiglie

I personaggi del Bosco dei 100 acri, grazie anche alla ponderata sceneggiatura di Tom McCarthy (Caso Spotlight), hanno un po’ il ruolo che ebbe Mary Poppins nel cult Disney del ’64, ovvero quello di fare da tramite tra l’universo dei bambini e quello degli adulti, mettendo questi ultimi in discussione.

Ciò anche attraverso il design in CGI di Pooh & Co. che sono stati trasformati in una sorta di peluche “vintage” ma rigorosamente parlanti, assolutamente coerenti nella caratterizzazione con la loro versione animata, e capaci di stuzzicare l’attenzione a suon di nostalgia e fantasia, di più generazioni di spettatori.

Un'immagine di Ritorno al Bosco dei 100 acriHDDisney

Il Ritorno al Bosco dei 100 acri è quindi un inno alla famiglia, oltre che alla virtù (che dovrebbe essere) senza età dell’immaginazione. Un film che riprende in mano, con ragionata ironia e una bilanciata dose di (immancabile) retorica, tematiche da sempre care a mamma Disney e costantemente attuali.

Ritorno al Bosco dei 100 acri sarà nei cinema a partire dal 30 agosto.

Voto7,5/10

Ritorno al Bosco dei 100 acri è una delle “operazioni nostalgia” Disney in live-action più riuscite e commoventi degli ultimi tempi.

Sandra Martone

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