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Cracovia: 10 cose da vedere nella città più bella della Polonia

Cracovia è una città magica, dove folklore, leggenda e storia si mescolano armoniosamente. Da Piazza del Mercato alle Miniere di Sale, dal Castello di Wawel a Kazimierz, ogni tappa di questo viaggio vi affascinerà ed emozionerà.

La città vecchia di Cracovia Pixabay

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La Polonia è un nazione meravigliosa ed è ricca di destinazioni stupende, tra cui Varsavia e Breslavia. Cracovia, però, è la nostra città preferita, una destinazione da sogno, ricca di arte, storia, cultura e folklore.

Secondo la leggenda, l’antico villaggio da cui sarebbe sorto il bellissimo centro iniziò a prosperare solo dopo l’uccisione di un temibile e feroce drago, il quale richiedeva un tributo mensile di fanciulle vergini. Un giorno, il re Krak promise in sposa sua figlia a colui che avesse sconfitto lo spaventoso nemico, sdegnoso abitante della collina di Wawel, lungo il fiume Vistola.

Dawno u nas Smoka nie było 😁🐉🔥#Repost @im_lapo 👏 ・・・ 🐲Wawel Dragon🐲 Il drago del Wawel terrorizzava gli abitanti del villaggio capeggiato da Krak, costretti a procurargli in pasto il loro bestiame. Nessun prode cavaliere riuscì mai a batterlo. A compiere l’impresa fu invece un umile calzolaio di nome Skuba. Questi pose dinnanzi alla grotta del drago una pecora riempita di zolfo che il rettile divorò con gusto. Ben presto lo zolfo provocò un forte bruciore allo stomaco e alla gola del mostro, che in preda ad una sete irrefrenabile cominciò a bere l’acqua della Vistola senza riuscire più a smettere, fin tanto che esplose. . #igerskrakow#krakow#igerspoland#poland#dragon#poland#krakowdragon#krakowstaremiasto#wawel#dragonwawel#nature#fire#mytravelgram#travelph#tree#winter#shadow#sunset#krakowsunset

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Un giovane calzolaio raccolse la sfida e, con uno stratagemma, riuscì a sconfiggere il mostro: riempì di zolfo una pecora e la offrì al drago. Una volta inghiottita l’esca, la bestia iniziò a star male e, assetato, bevve l’acqua del fiume fino a scoppiare. In realtà, la meravigliosa città di Cracovia era già florida intorno al X secolo, anche se raggiunse il suo massimo splendore tra il XIV e il XVI secolo, periodo in cui fu la magnifica capitale del Regno di Polonia degli Jagelloni.

Nelle successive epoche, soffrì a causa di scontri e crisi di vario genere e perse anche importanza socio-politica a favore di Varsavia, ma il suo fascino è rimasto perfettamente intatto e ancora oggi le sue meravigliose architetture e i suoi incantevoli monumenti fanno innamorare tutti coloro che la visitano.

Vediamo insieme quali sono le attrazioni migliori di Cracovia. 

Piazza del mercato, la piazza medievale più grande d'Europa

Il cuore della stupenda città vecchia di Cracovia, Patrimonio dell’UNESCO, è l’ampia e suggestiva Piazza del Mercato, Rynek Głowny. Essa, che durante il Medioevo doveva essere una delle piazze più grandi del Vecchio Continente, è larga circa 40.000 mq ed è circondata da stupendi palazzi del Seicento e del Settecento e abbracciata da decine e decine di viuzze caratteristiche e romantiche, dall'atmosfera quasi sospesa nel tempo.

La piazza centrale di Cracovia: Rynek GłównyHDPixabay
La piazza centrale di Cracovia e la più grande del Medioevo: Rynek Główny

Al centro di questo raffinato quadrato (di 200m di lato), si trova, invece, il Mercato dei Tessuti, edificato nel Trecento e ricostruito a metà del Cinquecento, in seguito a un incendio, dall’artista rinascimentale Santi Gucci. Nei secoli successivi, l’edificio subì altri rifacimenti e, nel XIX secolo, furono aggiunte anche delle belle arcate ornamentali.

Diviso in due sezioni, esso ospita, al piano terra, ristoranti, caffè e stand di souvenir, artigianato e gioielleria (molti dei quali dedicati all’ambra), mentre, al primo piano, si trova la Galleria di pittura polacca del XIX secolo. Molto bella è anche la vicina Torre del Municipio, costruzione del XIV secolo alta circa 70 m, unica parte superstite del vecchio centro del potere amministrativo cittadino.

Piazza del Mercato a CracoviaHDPixabay
La Torre del Vecchio Municipio e uno degli ingressi del Mercato dei Tessuti a Cracovia

La Basilica di Santa Maria e le sue torri asimmetriche

La Basilica di Santa Maria è tra le chiese più famose di Cracovia e si affaccia sulla bellissima Piazza del Mercato. L’impianto originario della struttura venne costruito nel XIII secolo, ma, distrutto in seguito alle invasioni tartare, fu sostituito da una chiesa gotica, successivamente abbellita e rimodernata con stili diversi, tra cui l’Art Nouveau.

La chiesa più originale di Cracovia: la Basilica di Santa Maria a CracoviaHDPixabay
La chiesa architettonicamente più originale di Cracovia: la Basilica di Santa Maria a Cracovia, con le sue torri asimmetriche

Il dettaglio architettonico più celebre dell’edificio, lungo oltre 100 m e composto da tre navate, sono le sue torri alquanto particolari: asimmetriche, una è alta 69 metri, mentre l’altra arriva ad 81 m e la sua cupola è coperta, fin dal 1666, da una corona d’oro.

Il leggendario Castello di Wawel

Il maestoso castello di Cracovia, di stile gotico-rinascimentale, sorge sulla Wawel, la collina del succitato furente drago, ed è uno dei simboli della città, anche perché, dal 1038 al 1596, fu la prima residenza dei re polacchi.

Il castello di WawelHDPixabay
Romantica vista del castello di Wawel, adagiato lungo il Vistola

Durante la visita, non perdetevi la caverna del drago e la sua statua sputafuoco, i resti medievali del castello, le sfarzose Sale dello Stato e gli splendidi Appartamenti Reali, riccamente arredati e decorati, il Tesoro della Corona e l’Armeria, che conservano gioielli, armature e armi, tra cui la spada usata per le incoronazioni. Merita un'occhiata anche il Museo d’Arte Orientale, dove sono esposti notevoli pezzi da collezione di provenienza cinese e giapponese. 

Il nucleo centrale del castello di WawelHDPixabay
Il castello di Wawel

La Cattedrale di Wawel, teatro delle incoronazioni polacche

Adiacente al castello, l'architettonicamente composita e raffinata Cattedrale di Wawel è la chiesa più importante della Polonia e, prima del trasferimento della capitale da Cracovia a Varsavia, le incoronazioni reali si tenevano tra le sue ricche mura. Al suo interno sono sepolti, inoltre, numerosi sovrani polacchi, tra cui Ladislao I il Breve, Ladislao II Jagellone, Sigismondo  I il Vecchio, Stefano Bathory e Anna Jagellone.

La chiesa dove si incoronavano i sovrani polacchi: la Cattedrale di WawelHDPixabay
La composita Cattedrale di Wawel, tradizionale luogo di incoronazione dei sovrani polacchi

La cosiddetta cappella di Sigismondo è assolutamente imperdibile. Edificata tra il 1519 e il 1533 dall’architetto italiano Bartolomeo Berecci e voluta da Sigismondo I, essa segue lo stile rinascimentale toscano, è a pianta quadrata ed è sormontata da una luminosa cupola dorata.

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Il Museo Czartoryski e il Museo Nazionale di Cracovia

Il Museo Czartoryski è una delle tappe culturali più interessanti della Polonia. Primo museo del paese, fu fondato nel 1796 dalla principessa Izabela Fleming Czartoryska. Moglie del letterato e politico Adam Kazimierz Czartoryski, la donna, eclettica e amante della cultura, fu una scrittrice e una collezionista d’arte.

La coppia si impegnò appassionatamente per creare un patrimonio artistico che, da un lato, educasse la popolazione e le generazioni future e, dall’altro, instillasse sentimenti patriottici ed indipendentisti nei cittadini, in un momento storico in cui la Polonia era divisa tra Russia, Prussia e Austria.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti trafugarono le opere del museo, la maggior parte delle quali ritornarono a Cracovia alla fine del conflitto. Alcune, però, risultano tutt’ora disperse. Tra di esse, anche lo Studio per ritratto di Raffaello.

Oggi il Czartoryski custodisce preziose opere d’arte, che includono reperti archeologici egizi, romani e greci, armature e armi medievali, quadri della scuola italiana, olandese e fiamminga. Il dipinto più importante della collezione è stato a lungo La dama con ermellino di Leonardo da Vinci, oggi al Museo Nazionale di Cracovia. Anche quest’ultimo, dove vi aspettano sia opere d’arte internazionali, sia nazionali, merita una visita.

Dama con Ermellino Leonardo da Vinci 1488-1490 Museo Nazionale di Cracovia L'opera è uno dei dipinti simbolo dello straordinario livello artistico raggiunto da Leonardo Da Vinci durante il suo primo soggiorno milanese, tra il 1482 e il 1499. L'opera, della quale si ignorano le circostanze della commissione, viene di solito datata a poco dopo il 1488, quando Ludovico il Moro ricevette il prestigioso titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino dal re di Napoli. L'identificazione con la giovane amante del Moro Cecilia Gallerani si basa sul sottile rimando che rappresenterebbe, ancora una volta, l'animale: l'ermellino infatti, oltre che simbolo di purezza e di incorruttibilità, si chiama in greco galḗ, che alluderebbe al cognome della fanciulla. Un impercettibile sorriso aleggia sulle labbra della donna: per esprimere un sentimento Leonardo preferiva accennare alle emozioni piuttosto che renderle esplicite. Grande risalto è dato alla mano, investita dalla luce, con le dita lunghe e affusolate che accarezzano l'animale, testimoniando la sua delicatezza e la sua grazia. Un particolare interessante è che, molto probabilmente, l’animale che la donna tiene tra le sue braccia non sia un ermellino ma un furetto, animale molto presente tra le campagne lombarde del periodo, e anche le dimensioni lo dimostrano, dato che un ermellino raggiunge al massimo i 30 centimetri mentre quello raffigurato è compreso tra i 40 e i 60 centimetri. #arte #damaconermellino #leonardodavinci

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Il caratteristico quartiere ebraico di Kazimierz

Kazimierz, che prende il nome da Re Casimiro il Grande, era il quartiere ebraico di Cracovia e, in quanto tale, conserva ancora le cicatrici della barbarie nazista. Durante l’occupazione tedesca della città, infatti, i circa 65.000 ebrei che lo abitavano furono deportati nei campi di sterminio.

Percorrendo le sue caratteristiche stradine, incontrerete numerosi monumenti, tra cui sette incantevoli sinagoghe, come la Sinagoga di Isacco (XVII secolo) e la Vecchia Sinagoga (la più antica del paese, del XV secolo, con annesso Museo Giudaico), e un cimitero monumentale ebraico. Nel quartiere si trova anche la fabbrica di Oskar Schindler, imprenditore che, durante la Seconda Guerra Mondiale, riuscì a salvare 1200 ebrei impiegandoli come operai nella sua industria.

È lui il protagonista della struggente pellicola premio Oscar Schindler’s List, diretta da Steven Spielberg e girata parzialmente proprio a Kazimierz. Oggi la zona è tra le più alternative della città e pullula di negozi, caffè, ristoranti, botteghe e club. Assolutamente da visitare! 

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Il quartiere "socialista" di Nowa Huta

Un altro quartiere interessante è Nowa Huta, area “socialista” voluta dal governo nel 1949 come centro abitativo per i lavoratori dello Huta im. T. Sendzimira, un complesso metallurgico con oltre 30.000 operai che si sarebbe trasformato, da lì a poco, in una delle industrie più potenti d’Europa.

La zona, però, non divenne mai un fiore all’occhiello del potere, anzi, si convertì ben presto in un terreno fertile di contestazione contro il regime. Non sono tante le attrazioni da vedere a Nowa Huta, ma la sua atmosfera retrò, le sue costruzioni in classico stile sovietico, i suoi ampi parchi e le sue tante automobili d’epoca rendono il luogo un must-see di Cracovia, che vi trasporterà indietro nel tempo e vi permetterà di conoscere una pagina "reale" della storia della Guerra Fredda.

Le fiabesche miniere di sale di Wieliczka

Le miniere di sale di Wieliczka, poco distanti da Cracovia, sono un’attrazione unica della Polonia, Patrimonio dell’UNESCO dal 1978. Esse sono formate da un labirinto di gallerie sotterranee e strettoie spettacolari, poste su 9 piani, che arrivano fino a 327 m di profondità.

Le magiche miniere di sale di WieliczkaHDPixabay
Le magiche miniere di sale di Wieliczka

Al loro interno, vi aspetta un mondo tanto fiabesco quanto impressionante, con decorazioni e stanze completamente scavate nel sale e laghi sotterranei di bellissime acque color verde smeraldo. La cappella della Beata Kinga (protettrice dei minatori), realizzata nel 1895, è sicuramente la location incredibile della visita: essa è una sorta di chiesa, lunga 54 m, con tanto di altare, colonne, candelabri, cristalli, sculture e bassorilievi a tema religioso, tutto realizzato magistralmente con il sale. 

La cappella in sale delle miniere di WieliczkaHDPixabay
Dettaglio della cappella della Beata Kinga, la protettrice dei minatori

Auschwitz e la necessità del ricordo

Una vacanza non dovrebbe far male. Dovrebbe essere un momento di relax e divertimento, ma ci sono alcuni luoghi terribili che è doveroso visitare, soprattutto in un periodo socio-politicamente critico come il nostro.

L'ingresso del campo di concentramento di AuschwitzHDElisabetta Di Minico
L'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, con la sua orribile scritta "Arbeit macht frei", "Il lavoro rende liberi"

Il campo di concentramento di Auschwitz è sicuramente una delle tappe necessarie di un viaggio a Cracovia, per osservare da vicino, per comprendere e per non dimenticare quali sono gli incubi a cui possono portare intolleranza, razzismo e repressione. Il lager, il più grande del nazismo, iniziò a essere operativo nel 1940 e divenne un inferno in terra per oltre un milione e 300 mila persone, la maggior parte delle quali, probabilmente poco meno di un milione, venne uccisa al suo arrivo nel campo, nelle camere a gas.

Interno del campo di concentramento di AuschwitzHDPixabay
Interno del campo di concentramento di Auschwitz

Per chi sopravviveva, la morte giungeva per sfruttamento, malnutrizione, freddo, tortura e altre aberrazioni. Non ci sono quasi parole per descrivere l’orrore di Auschwitz, ma viaggiare è anche questo: ricordare e imparare.

L'incontaminato Parco Nazionale di Białowieża

L’ultima tappa che vi suggeriamo nei pressi di Cracovia è il Parco Nazionale di Białowieża, il parco più antico del paese, rifugio del bisonte europeo, uno dei mammiferi più grandi del mondo, e Patrimonio dell’UNESCO.

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Foresta vergine che si estende per circa 105 kmq, al confine con la Bielorussia, è famosa per la sua diversità biologica: tra la sua fitta vegetazione, vivo 8000 specie di invertebrati, 120 di uccelli e 52 di mammiferi, tra cui, oltre al sopramenzionato bisonte, cervi, caprioli, cinghiali, alci, orsi bruni, linci, volpi, lepri, castori, ricci, ermellini e lontre. Dedicate una giornata alla visita di questo paradiso verdeggiante e incontaminato e sentitevi parte, come non mai, della Grande Madre Terra!

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