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Lo spazio dei sogni, il nuovo libro su e di David Lynch

Il 28 Agosto esce in libreria Lo spazio dei sogni. Il nuovo libro di David Lynch, in Italia, sarà edito da Mondadori.

Lo spazio dei sogni, una nuova biografia di David Lynch Getty Images

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Di David Lynch i suoi fan non ne hanno mai abbastanza. Specie da quanto, dopo una lunga pausa dai set cinematografici – e, probabilmente, destinata a durare – è tornato a dirigere l'ultima stagione del suo cult indiscusso: Twin Peaks.

Allo stesso modo, anche l'editoria sembra non averne mai abbastanza del regista visionario americano. In particolare se si tratta di un libro scritto da lui. E infatti, a soli due mesi dall'uscita di "Room to Dream", Mondadori ha deciso di pubblicarlo anche in Italia con il titolo Lo spazio dei sogni. In uscita il 28 agosto, è già prenotabile sul sito di Mondadori Store.

Lo spazio dei sogni, il libro di David Lynch e Kristine McKennaMondadori

Il libro

Il libro, scritto dallo stesso Lynch insieme alla sua amica giornalista Kristine McKenna, non sarà tuttavia una semplice analisi delle sue opere. Piuttosto si articolerà in forma di racconto, per spiegare la storia e le vicende che hanno portato alla creazione di alcuni dei suoi film più celebri.

Una biografia personale, scritta a quattro mani, che si avvale di un particolare metodo di costruzione. McKenna scrive un capitolo, intervista collaboratori, amici, ex mogli. Lynch rilegge, corregge quando ce n'è bisogno, smentisce – talora – e scrive, a sua volta, un nuovo capitolo nella forma a lui più cara: infarcendolo di aneddoti e divagazioni. Quasi come una risposta, Lynch utilizza i ricordi altrui per rievocare i propri e dà vita ad un originale memoir, impreziosito anche da foto di famiglia e scatti dai set.

Come scrive il The New York Times, a proposito di Room to Dream, nel libro spiccano tre particolari episodi: com'è nata una scena di Velluto Blu, l'incontro tra Lynch e Michael Jackson e la rana-falena di Twin Peaks.

Velluto blu: “In Dreams”

Si tratta di una pellicola del 1996, tra le più apprezzate di Lynch in assoluto. Un thriller psicologico e un po' horror che inizia con il ritrovamento di un orecchio. Tra immagini oniriche e surreali e scene violente, l'indagine porta alla scoperta dello Slow Club, un bizzarro club notturno frequentato da gente poco raccomandabile. Ed è proprio in questo locale che si svolge la famosa scena in cui Ben (Dean Stockwell) finge di cantare “In dreams” di Roy Orbison, semplicemente muovendo le labbra.

Secondo la sceneggiatura, a cantare la canzone doveva essere un altro personaggio, ovvero Frank (Dennis Hopper). Ma David Lynch, nel vederlo provare assieme al collega-amico Stockwell, decise improvvisamente di preferirgli quest'ultimo, anche perché Hopper era troppo ottenebrato dalle droghe per ricordare le parole. Come dice il regista:

“A volte pensi a certe cose per un milione di anni, ma trovi la risposta giusta solo se te la vedi davanti.”

E, sempre per puro caso, finirono nella pellicola anche la luce (presa in mano all'improvviso dall'attore e usata come microfono nella scena) e un serpente morto che era nel locale – è impugnato da Raymond (Brad Dourif) mentre balla sullo sfondo.

Dangerous: il videoclip per Michael Jackson

Un giorno squilla il telefono di David Lynch. Dall'altro lato della cornetta c'è Michael Jackson che chiede al regista di dirigere il trailer del suo prossimo videoclip. Si tratta di “Dangerous”, brano contenuto nell'ottavo album del cantante americano. Lynch rifiuta prontamente perché non ha idee sulla realizzazione del video. Poi lo richiama. Così ha inizio la collaborazione.

Del loro incontro Lynch dirà che per pochi minuti di riprese – in cui il cantante doveva semplicemente rimanere immobile – Jackson passò quasi 8 ore nei camerini, al trucco. Dopo tutto quel tempo comparve e espresse i suoi apprezzamenti su The Elephant Man. Quindi iniziarono a girare e dopo appena un minuto avevano già finito e Jackson era andato via.

Twin Peaks: la rana-falena

Nella terza e ultima stagione di Twin Peaks c'è un episodio in bianco e nero quasi interamente ambientato nel 1956. Si tratta dell'ottavo episodio – uno dei più discussi della stagione – durante il quale c'è una scena di una ragazza addormentata. A un certo punto compare un essere non meglio identificato – un po' rana, un po' rospo e un po' falena – che si infila tra le sue labbra.

Pare che l'ispirazione per questa scena provenga da un viaggio fatto da Lynch, molti anni prima, sull'Orient Express che da Atene avrebbe dovuto portarlo a Parigi. A un certo punto il treno si fermò nel bel mezzo della Yugoslavia e gran parte dei passeggeri – Lynch compreso – scesero dai vagoni. Fu solo a quel punto che videro delle falene, simili a rane, che saltavano in giro.

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