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Il documentario che svela i segreti sessuali della Golden Age di Hollywood

Il documentario è incentrato sulla figura di Scotty Bowers, che per anni si occupò di soddisfare con discrezione gli appetiti sessuali segreti dei più grandi divi dell'epoca d'oro di Hollywood.

Un bacio tra Cary Grant ed Ingrid Bergman Getty Images

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Durante il Toronto Film Festival del 2016, era stato presentato un documentario che ora sta per arrivare nelle sale americane: il suo titolo è Scotty and the Secret History of Hollywood e contiene le rivelazioni dell’ormai 95enne Scotty Bowers, un uomo che, nella cosiddetta Golden Age di Hollywood, si incaricò di soddisfare gli appetiti sessuali segreti di tanti divi famosi, come Cary Grant, Spencer Tracy e Katharine Hepburn.

Il giornalista Wayne Lauson ne scrisse già nel 2006 su Vanity Fair, riportando le parole di William Mann, autore del libro Kate: The Woman Who Was Hepburn, il quale gli aveva rivelato che la fonte delle informazioni su questo exposé riguardo star di La regina d’Africa era un uomo che aveva raccontato di aver fatto sesso in moltissime occasioni con Spencer Tracy, nel cottage che l’attore aveva affittato da George Cukor all’interno della proprietà del regista. Questa fonte aveva spiegato a Mann che Tracy, un cattolico separato dalla moglie, condivideva il cottage con l’amante Katharine Hepburn.

Il nome di questa fonte, rivelò lo scrittore al giornalista di Vanity Fair, era Scotty un personaggio famoso nei circoli più esclusivi di Hollywood ai tempi d’oro: lavorava ad un distributore di benzina all’angolo tra North Van Ness Avenue e Hollywood Boulevard, che era diventato una sorta di centro operativo dal quale gestiva una folta squadra di uomini e donne che offrivano i propri servigi alle celebrità, di cui molte erano segretamente omosessuali. L’affidabilità di questo Scotty era stata garantita oltre ogni dubbio a Mann dalla storica segretaria di Cukor, e Scotty aveva accettato di fornire informazioni all’autore del libro sulla Hepburn solo a patto che mantenesse segreto il suo cognome, poiché era sposato.

Sei anni dopo fu lo stesso Scotty a rivelare la propria identità, con una autobiografia intitolata Full Service: My Adventures in Hollywood and the Secret Sex Lives of the Stars (“Servizio completo: le mie avventure ad Hollywood e le vite sessuali segrete delle star”). In questo libro Scotty Bowers raccontava del suo passato come Marine nella Seconda Guerra Mondiale e delle sue imprese sessuali con i clienti famosi ed i loro amici più intimi nel mondo del cinema. La lista di celebrità menzionate include,oltre a Tracy e la Hepburn, Cary Grant, Tyrone Power, Rock Hudson, Charles Laughton, Raymond Burr, Vincent Price, Cole Porter, e Vivien Leigh.

Secondo Lauson (il giornalista che ha riportato tutta questa vicenda fino ad oggi), un altro nome che avrebbe dovuto comparire in quella lista è quello dello scrittore Gore Vidal, che scrisse proprio su Vanity Fair ai tempi della direzione editoriale di Matt Tyrnauer (ora regista del documentario in questione) e che convinse l’editore a acquisire i diritti del libro di Bowers perché tutti coloro a conoscenza dei fatti menzionati ne assicuravano la veridicità. È così che è nato il documentario Scotty and the Secret History of Hollywood, che già al suo debutto al Festival di Toronto aveva fatto tanto scalpore ed ora verrà proiettato a Los Angeles e New York.

Il film racconta di questo uomo ormai 95enne che vive circondato di oggetti che parlano del suo passato, collezionati durante una vita piena di segreti ed avventure. Al momento, Scotty vive con la seconda moglie, una cantante in un roadhouse ed ha riempito di cimeli ben due case, di cui una gli è stata regalata da un amante molto ricco, e diversi garages. Parla ancora con affetto della prima moglie e della figlia avuta da lei, morta giovane, e nel documentario lo si vede telefonare al nipote per chiedergli di impedire alla madre di vedere l’autobiografia del fratello, perché “la sconvolgerebbe”. Nel parlare del suo unico altro fratello, morto durante la Guerra, scoppia a piangere. Scotty Bowers è poi un amante di animali, che lascia cibo fuori di casa ogni notte per le puzzole ed i procioni che vagano nel suo quartiere.

Il famoso Alfred Kinsey studiò Scotty con interesse: è un uomo che non mostra il minimo imbarazzo nel raccontare che dava piacere per 20 dollari, non condanna le dozzine di preti che, durante la sua infanzia a Chicago, hanno abusato sessualmente di lui, e continua a far visita ad alcuni ex-colleghi professionisti del sesso che sembrano pensarla come lui. Tutte persone che offrivano conforto ed un luogo sicuro e discreto a chi temeva che la propria carriera sarebbe stata distrutta se la verità fosse venuta a galla, molti anni prima dell’emersione dei diritti delle persone gay e della crisi di AIDS. Scotty dice che non si sarebbe mai sognato di esporre la verità su nessuno di loro finché sono rimasti in vita.

Le star di cui parla di più sono Katharine Hepburn e Spencer Tracy: “Erano amici… non facevano nulla a letto inisieme”. Tracy, ubriaco, gli chiedeva spesso di passare lanotte con lui, e poi la mattina dopo si comportava come se non fosse successo niente. E quando gli viene chiesto se davvero aveva procurato 150 compagne per la Hepburn, risponde: “Ricordiamoci che questo è successo in un periodo di più di 39 anni - quasi 50”. La omosessualità dell’attrice è confermata anche dalla colonnista di gossip Liz Smith, e nel documentario vengono riportate testimonianze anche dello scrittore William Mann e dell’attore Stephen Fry.

Tra le cose raccontate da Scotty nel film c’è anche il suo resoconto della visita dei Duchi di Windsor (Edoardo VIII e Wallis Simpson) a Los Angeles, dove soggiornarono presso un bungalow nel Beverly Hills Hotel, chiedendo a Scotty di procurare loro dei partner: generalmente uomini per lui e donne per lei. Dice che il duca era piuttosto timido, ed era la moglie a fare da padrona: “Era una tipa davvero audace”.

Non si sa ancora se e quando questo film sarà distribuito in Italia. Chi di voi è curioso di vederlo?

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