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Ant-Man and the Wasp: Evangeline Lilly e Paul Rudd ci raccontano il film

Evangeline Lilly e Paul Rudd hanno incontrato la stampa a Roma per presentare Ant-Man and the Wasp: la diva canadese ha confessato di avere avuto una seria cotta per il collega.

Evangeline Lilly e Paul Rudd Getty Images

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Ant-Man and the Wasp segna il ritorno nel Marvel Cinematic Universe di Paul Rudd ed Evangeline Lilly, rimasti tagliati fuori (per ora) dalle vicende cosmiche di Avengers: Infinity War. Nel parlare con la stampa, la coppia di bellissimi attori ha raccontato com'è stato tornare sul set, lavorare con Michael Douglas e Michelle Pfeiffer e portare sul grande schermo la prima protagonista donna del mondo dei supereroi Marvel.

Ant-Man and the Wasp, infatti, ci racconta la storia di Scott Lang (Rudd) subito dopo le vicende in cui era stato coinvolto in Civil War: ora deve affrontare le conseguenze delle proprie scelte come supereroe e come padre, cercando di gestire la sua doppia vita nel migliore dei modi, e le responsabilità che essa comporta.

È in questa cornice che Hope Van Dyne (Lilly) ed il padre Hank Pym (Douglas) gli assegnano una nuova ed urgente missione: Scott dovrà indossare ancora una volta la sua tuta e imparare a combattere al fianco di Wasp (l’identità da supereroina di Hope, che segue le orme della madre, Michelle Pfeiffer), mentre la squadra cercherà di far luce sui segreti del proprio passato.

È un grande onore essere la prima donna supereroe protagonista di un film Marvel.

Così ha commentato il notevole primato l’attrice, aggiungendo:

Ho cercato di rendere questo personaggio nel modo migliore. Spero che tutti amino Wasp, perché questo significherebbe vedere altre figure femminili protagoniste, non solo nei film sui supereroi. 

Evangeline Lilly e Paul Rudd promuovonoAnt-Man  a RomaHDGetty Images
Evangeline Lilly e Paul Rudd a Roma

Paul Rudd ed Evangeline Lilly sono una coppia molto affiatata sullo schermo e anche dal vivo sembrano proprio andare molto d’accordo. Questa sintonia è stata sfruttata nel film, che al mix di cinecomic e heist movie del primo Ant-Man aggiunge una perfetta nota romantica, con scene che richiamano la dinamica deliziosa ed esplosiva del cinema classico americano (pensate a Cary Grant e Katharine Hepburn). Un aspetto che Paul Rudd ha commentato così: 

La dinamica tra noi c’è, e funziona bene.

Ed ha proseguito: “Volevamo dare un tocco leggero fin dall’inizio. Anche i fratelli Russo volevano che Scott Lang fosse il personaggio divertente in Civil War, quindi abbiamo giocato con quello inserendolo nel contesto della trama”.

I critici hanno apprezzato molto la leggerezza romantica del film, e sono in molti ad augurarsi che in futuro potremo vedere anche un terzo capitolo delle avventure di questi eroi in cui la loro complicità torni a brillare… cosa che Evangeline Lilly ha commentato con una confessione divertente: “Non so dirvi se potremo vedere ancora questa dinamica tra Scott e Hope, ma è ciò che mi auguro, perché è la cosa che ho preferito del film”.

Forse mi è piaciuta tanto perché ho una gran cotta per Paul Rudd fin da Ragazze a Beverly Hills?

L'attrice Evangeline Lilly a RomaHDGetty Images

A quel punto si è girata verso il collega che ha sorriso imbarazzato scuotendo la testa e distogliendo lo sguardo. Insomma, come coppia funzionano alla grande, e anche fuori dallo schermo sembrano andare d’accordissimo, ma secondo qualcuno la loro dinamica nel film potrebbe essere letta anche come quella tra Peter Pan e Trilli, commento che è piaciuto molto all’attrice.

Passo un sacco di tempo a fantasticare e quando ho scoperto che avrei interpretato una mini-eroina che ha le ali ho pensato che sarei stata la fatina più badass di sempre!

Nel raccontare poi come il film abbia avuto impatto sulla sua vita personale, Paul Rudd ha rivelato che quando la vera figlia di otto anni ha visto il tipo di giochi che il suo alter ego cinematografico riesce a creare per la bambina che interpreta la figlia nel film, si è trovato in qualche difficoltà: “Sapevo che quando avesse visto il film avrebbe preteso che facessi per lei quello che ho fatto nel film per la mia figlia sul set, ma era impossibile costruire una cosa così grande in un appartamento di New York”.

Io e lei siamo insegnanti di una schiera di barbie e peluche, ognuno con una sua personalità. Quindi passo un sacco di tempo a fare il professore.

Il protagonista di Ant-Man and the Wasp Paul RuddHDGetty Images

Il film è stato scritto da un gruppo di sceneggiatori che, come nel capitolo precedente, comprende il protagonista Paul Rudd, il quale ha raccontato come lui ed i colleghi avessero cominciato a pensare alla storia di questo secondo film già quando stavano finendo di realizzare il primo Ant-Man, e poi circa sei mesi prima dell'inizio delle riprese si era trovato in una stanza con il regista (Peyton Reed) ed un produttore (Stephen Broussard) ed insieme hanno tirato fuori il soggetto, imperniando il film sempre sull’idea fondamentale, che tanto sta a cuore a Rudd, dell’“uomo ordinario calato in situazioni straordinarie”.

Si tratta di un personaggio che sta molto a cuore all’attore, che ancora non se ne è stufato: “Non mi è mai capitato di interpretare un personaggio a lungo in TV”, ha infatti raccontato, “e probabilmente mi annoierei, forse in futuro mi stancherà anche Scott/Ant-Man, ma per ora no, per ora tornare ad interpretarlo è un’occasione di scoprire nuove cose su di lui, e mi piacerebbe poterlo fare ancora”.

Evangeline Lilly a Roma per Ant-Man and the WaspHDGetty Images

Quanto alla sua collega, che invece ha recitato a lungo in una serie TV cult come Lost ed è stata l’elfa Tauriel per tre volte nei film de Lo Hobbit, l’idea di ritornare sullo stesso personaggio è più familiare, ma ha rivelato che, nonostante la sua carriera abbia spaziato perlopiù nei generi di fantascienza e fantasy, i suoi gusti personali sono diversi: “I film che amo guardare sono perlopiù roba strana, cinema indipendente. Amo Wes Anderson, Aronofsky, i Cohen… in fondo sono una weirdo, e cerco sempre di trovare un po’ di stranezza anche nei personaggi che interpreto”.

Parlando della sua carriera, Evangeline Lilly si è trovata a sfatare un mito che la segue da sempre: la leggenda secondo cui quando fu scritturata in Lost si trovava in una missione umanitaria. Le cose non sono andate proprio così: l’attrice ha infatti raccontato che quando la ABC (il network di Lost) le diede un modulo da compilare con i suoi dati, in cui doveva scrivere anche qualche riga sulla propria vita, le venne in mente che l’unica esperienza degna di nota era una missione di tre settimane nelle Filippine. “Si trattò di sole tre settimane quando avevo diciannove anni, ed è diventato un mito enorme che mi segue da tutti questi anni”. L’attrice però ha un grande interesse nelle attività umanitarie.

Da circa 14 anni lavoro per una piccola organizzazione in Rwanda, ed è qualcosa che mi rende orgogliosa anche più della mia carriera di attrice.

La star di Lost ha poi confessato di essere una grandissima fan del calcio, e scusandosi con i giornalisti italiani, ha detto che è stato magico trovarsi in Francia a promuovere Ant-Man proprio durante il weekend della finale dei Mondiali: “La notte della finale eravamo lì, io e Paul abbiamo camminato per gli Champs-Élysées fino all’Arco di Trionfo e stavamo in mezzo a tutti questi francesi che festeggiavano… è stato magico!”. Glielo possiamo perdonare senza rancore, no?

Ant-Man uscirà in sala il 14 agosto prossimo.

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