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Come evitare le richieste continue di giochi nuovi e merendine al supermercato

Figli che implorano un altro gioco nuovo, genitori che fanno finta di niente, lacrimoni a dirotto per le patatine non comprate. Scopri come uscire fuori da questo vortice con l’anticipo del bisogno

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“La prossima volta ti lascio a casa!! E basta!!”… Bravissimo!! Ottimo ruggito!! Hai già la prima soluzioni in tasca. Ora bisogna solo applicarla.

Questa come altre buone, anzi ottime idee, ti possono aiutare a risolvere il fastidioso tira e molla che si viene a creare ogni volta che al supermercato tuo figlio inizia a proporti di comprare qualsiasi cosa.

Decidi tu se portarlo con te al supermercato

Spesa veloce con lista precisaHDiStock photo

Proprio così: agisci d’anticipo e quando puoi lascialo a casa, fai la spesa nel fine settimana quando tuo marito o tua moglie è a casa e può occuparsi dei bambini, lascialo a nonni, parenti, amici, vicini di casa di fiducia e tu vai da solo a fare compere.

Ci è capitato sentir dire che è utile portare i bambini al supermercato perché a livello educativo possono imparare a gestire le loro frustrazioni.

In sincerità non è questa la via risolutiva.

I bambini, soprattutto se in fase egocentrica fino a 6-7 anni, sono attratti da tutto, dalle forme, dai colori, dagli odori e questo i supermercati lo sanno bene e mettono ben in vista ad altezza bambino tutto quello che può stimolare la sua curiosità, il suo desiderio e quindi possa essere potenzialmente acquistato. 

Lasciarli a casa evita a loro delle frustrazioni e a noi delle difficoltà nel dover gestire la situazione. Laddove non sia possibile, puoi di sicuro portarlo con te e gestire al meglio il momento.

Cerca di appagare le sue necessità emotive 

Bimbi in braccio a papà per giocare e farsi coccolareHDiStock photo

Migliorare la qualità della relazione con tuo figlio colmerà le sue richieste di oggetti materiali, dolci, giocattoli. Anche se può sembrare strano inizialmente funziona proprio così. 

In questo caso è basilare lavorare a monte con un aumento delle attenzioni dedicate al bambino, con un miglioramento della qualità del tempo, evitando giudizi e punizioni e prediligendo l’accoglienza, la fermezza quando serve e la neutralità.

Cosa ci frena dal mettere in pratica questo punto?

Ci hanno fatto credere che i bisogni emotivi dei bambini non sono importanti, che la priorità va data da subito alla durezza, alle regole rigide (altrimenti crescono “selvaggi” e non sapranno come comportarsi in questi mondo “duro e faticoso”), alle imposizioni.

Peccato che sono proprio questi gli elementi che allontano sempre di più negli anni i figli dai genitori… e poi ci chiediamo perchè non ci parlano più, perchè non ascoltano, perchè vanno fuori a cercarsi i leader da seguire.

Ci lamentiamo come se non ci fosse una causa che ha creato questa situazione.
E il fatto che noi non la vediamo non significa che non esista.

Cerca di anticipare le sue richieste

Questo yogurt lo prendiamo perchè ti piaceHDiStock photo

Anche se per un adulto è difficile accettare questa modalità educativa, non mi stanco di suggerirla perché aiuta la relazione senza generare vizi (che non esistono), dipendenze, senso di carenza, di vuoto (difficile da sanare da adulti) e mancanza di considerazione da parte di mamma e papà.

Anticipare il bisogno non vuol dire dare incondizionatamente qualsiasi cosa il bambino chieda, sempre.

Non vuol dire viziarlo e crescerlo con la “pappa pronta”, senza regole, senza limiti, con l’idea che si può ottenere tutto senza fare nulla… 

È qualcosa di più sottile e più importante, che è totalmente contrario alla modalità di privazione e carenza che abbiamo subito da piccoli.

Perché siamo convinti che privare un bambino significa fortificarlo!

Viviamo il dare qualcosa e il dire di sì come una concessione, un favore, un atto che va meritato e che non è sempre dovuto.

Anticipo del bisogno significa esserci sempre, far comprendere concretamente al bambino la nostra disponibilità e la nostra abbondanza di amore.

Per esempio rispondendo tempestivamente quando ci chiama, quando vuole dirci qualcosa, rientrare dal lavoro e cercare subito lui per salutarlo ancor prima di togliere la giacca, se siamo al telefono smettere di parlare 4 secondi per dirgli “certo amore, anche io voglio stare con te, stammi qui vicino, ho quasi finito e dopo giochiamo” (e intanto continuare a guardarlo negli occhi o accarezzargli i capelli).

In particolare, se il bambino ha carenze affettive (e i capricci ne sono il primo segnale) è molto utile (con cuore aperto, senza manipolazione o secondi fini) portare tutti i giorni un pensiero a nostro figlio.

Cose semplici: un disegnino fatto da te, un biglietto se sa leggere, qualche bellissima foglia raccolta per strada in autunno, un ventaglietto di carta fatto da te, una scatolina che avevi dimenticato e che non ti serve più, ecc. 

Se te la senti, non è assolutamente necessario per attivare l’Anticipo del bisogno, oltre a questo, perché no, almeno all’inizio comprare a sorpresa due bustine di figurine invece di una, una macchinina in più, una mangiata di pizza in più se è la sua passione, ecc.

Tu oggi come vivi le sorprese e le attenzioni in più ricevute?

E perché non dovremmo farle anche ai nostri figli? Sono piccole attenzioni che nutrono ogni giorno la relazione con loro. 

Non devi fare spese folli, anche perché puoi farlo con gesti che non richiedono acquisti come spiegato sopra.

Perché quello che conta è lo stato interiore con cui prepariamo il pensierino, il sorriso e la carezza che accompagna la sorpresa, tuo figlio che sente la tua presenza e il tuo amore attraverso apparenti semplici gesti… ma che per lui contano moltissimo.

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