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Anna Wintour, la Papessa del Fashion System

Anna Wintour è la direttrice di una delle più autorevoli riviste di moda mai esistite. Stiamo parlando di Vogue America, di cui l'imperscrutabile giornalista inglese cura ogni singolo dettaglio da circa 30 anni, dettando le regole del fashion system.

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Anna Wintour non è semplicemente la direttrice di uno tra i magazine di moda più prestigiosi di sempre. Anna Wintour incarna la moda. Anna Wintour è la moda.

Enigmatica, impenetrabile, attenta stratega e talentuosissima talent scout, Anna Wintour è alla guida di Vogue America dal 1988. Non solo: l'iconica giornalista e imprenditrice è direttrice artistica dal 2013 dell'intero colosso editoriale Condé Nast, è a capo dell'organizzazione del Met Ball ed ha un'intera ala del Metropolitan Museum of Art di New York a lei dedicata, l'Anna Wintour Costume Center.

Attraverso le pagine e le cover della sua rivista, di cui segue e controlla minuziosamente ogni minimo aspetto da circa 30 anni, Anna Wintour ha rivoluzionato il fashion system e la rappresentazione stessa che ne danno i media, avvicinando il mondo della moda a tutti coloro a cui sembrava irraggiungibile, troppo distante e - di conseguenza - poco interessante.

L'icona Anna WintourHDgetty images

Dalla Swinging London degli anni '60, Anna Wintour è riuscita a raggiungere il One World Trade Center, il grattacielo più alto degli Stati Uniti, sede degli uffici del gruppo Condé Nast. La primavera scorsa, si sono rincorse alcune voci secondo le quali Anna Wintour sarebbe sul punto di abbandonare il suo storico trono, ma la smentita è arrivata prontamente. D'altronde, come ha spiegato nel documentario a lei dedicato The Septemper Issue, Anna Wintour lascerà il suo lavoro solo quando comincerà a sentirsi troppo arrabbiata. E forse quel momento non è ancora arrivato.

Nell'attesa di scoprire come andranno realmente le cose, abbiamo deciso di innalzarla nell'Olimpo delle Icone di FoxLife. D'altronde, chi meglio di lei può meritare quest'appellativo?

Anna Wintour: la biografia

Anna Wintour nasce a Londra nel 1949. Suo padre, Charles Wintour, è il direttore di un importante quotidiano londinese e fin da subito cerca di indirizzarla verso il giornalismo e la moda. D'altro canto, Anna vive la sua adolescenza in un momento storico unico. Siamo a Londra, negli anni '60 e per le strade della capitale si respira un'aria nuova, moderna e rivoluzionaria, che investe tutti i campi: musica, fotografia, cinema e, ovviamente, moda.

La modella TwiggyHDgetty images
La modella Twiggy

È il decennio in cui nasce la minigonna, ideata dalla stilista inglese Mary Quant, e questo scenario straordinariamente fervido non può che influenzare e appassionare la giovanissima Anna Wintour che di lì a breve inizierà a costruire la sua brillante carriera.

Dopo essere stata assunta da Harper's and Queen a Londra, vola a New York dove comincia a lavorare come assistente editoriale e fashion editor in alcune importanti riviste come Harper's Bazaar e Viva. Ambiziosa e determinata, Anna Wintour ha in testa precise idee editoriali che spesso non vengono apprezzate da colleghi e superiori. 

Nel 1985 Anna Wintour torna nella sua città natale per diventare editor-in-chief della rivista British Vogue, presso la quale rimarrà solo due anni, per poi volare nuovamente a New York a dirigere House & Garden, magazine di interior design di cui cambia drasticamente la linea editoriale, utilizzando un vasto numero di celebrities nei servizi che, secondo gli appassionati di interior design, distolgono troppo l'attenzione dalle tematiche originali della rivista. 

Anna Wintour, la direttrice di Vogue

Anna Wintour sa bene dove vuole arrivare ed è consapevole della portata rivoluzionaria che le sue idee e il suo lavoro possono apporre. Ed è esattamente ciò che succede quando, nel 1988 diventa direttrice di Vogue America.

La modernità delle scelte della nuova editor-in-chief si palesa fin dal suo primo numero, quello di novembre. Sulla cover del magazine, non c'è il consueto volto in primo piano di una modella, bensì una ragazza bionda a figura quasi intera, che sorride per le strade di New York con un make up leggero, un hairstyle semplice e un paio di jeans abbinati ad una maglia gioiello di Christian Lacroix Haute Couture. La modella è Michaela Bercu e la scelta di ritrarla così, si dimostra tremendamente azzeccata e foriera di un nuovo modo di intendere la moda meno elitario.

L'iconica copertina, ricreata e omaggiata nel 2014 dalla top model Gigi Hadid in occasione del lancio del nuovo sito di Vogue, è solo l'inizio di un gigantesco cambiamento che investe il magazine, risollevadone le sorti e dando vita ad uno straordinario successo.

Anna Wintour è infatti la prima a comprendere l'immenso valore commerciale che può avere l'uso di celebrities prestate alla moda, soprattutto in copertina. E poco male se la cosa farà storcere il naso ad alcuni collaboratori, perché la sua intuizione si rivela vincente. Per lei e per la sua rivista si alternano i migliori fotografi di moda: Mario TestinoAnnie Leibovitz, Patrick Demarchelier.

Anna Wintour, non solo Vogue

Nel corso degli anni, il potere di Anna Wintour inizia a superare l'ambito editoriale. È nota la sua passione per gli stilisti britannici e americani, che tra le pagine di Vogue America godono indubbiamente di un trattamento privilegiato. Altrettanto evidente è la sua capacità di trovare talenti su cui investire e puntare, da presentare alle maison di moda più importanti al mondo, come John Galliano o Marc Jacobs

Anna Wintour e l'attrice Blake LivelyHDgetty images
Anna Wintour e Blake Lively

E poi c'è il MET Ball, della cui organizzazione è a capo dal 1995. L'inaugurazione annuale della mostra dedicata alla moda al Metropolitan Museum of Art, nell'ala che ormai ha preso il suo nome, è uno degli eventi più attesi a livello mondiale dal fashion system e dal mondo dello spettacolo, durante il quale i designer possono sbizzarrirsi nel vestire le celebrities secondo il tema proposto.

Anna Wintour con la figlia Bee ShafferHDgetty images
Anna Wintour con sua figlia Bee Shaffer

Lo stile iconico di Anna Wintour 

Complice del suo successo e della sua immagine carismatica e misteriosa, sono indubbiamente due dettagli di stile che Anna Wintour sembra non avere alcuna intenzione di abbandonare: l'iconico caschetto con frangia, suo tratto distintivo fin dall'adolescenza, e gli insostituibili occhiali da sole Chanel, che la Wintour non ha tolto neanche in presenza della Regina Elisabetta.

Anna Wintour insieme alla Regina ElisabettaHDgetty images

Questo è il suo marchio di fabbrica, che ha contribuito a costruire un personaggio tanto leggendario, quanto discusso. Il suo modo di lavorare autoritario e poco aperto al confronto, le richieste che non lasciano spazio ad alcun rifiuto e la gestione della sua rivista, di cui cura ogni minimo aspetto sul quale deve avere ineluttabilmente l'ultima parola, sono ormai ben noti anche ai non addetti ai lavori. Ad alimentarne il mito, una nota pellicola di qualche anno fa.

Il Diavolo veste Prada: la verità tra Miranda e Anna

È stata una delle commedie più riuscite dei primi anni 2000. Ha lanciato due ormai affermate attrici, Anne Hathaway ed Emily Blunt e ha confermato, come se ce ne fosse bisogno, l'immenso talento della straordinaria Meryl Streep.

Stiamo parlando de Il diavolo veste Prada, film del 2006 tratto dall'omonimo romanzo di Lauren Weisberger, ex assistente di Anna Wintour.

L'opera, che racconta le vicende della giovane Andy (Anne Hathaway) alle prese con l'arcigna direttrice Miranda Priestly (Meryl Streep), è in parte autobiografica e ispirata all'esperienza avuta dalla scrittrice nella redazione di Vogue.

Anna Wintour è stata accusata di aver suggerito ad alcuni stilisti americani di non prendere parte alle riprese della pellicola, pena l'esclusione dai servizi della sua rivista. Un'insinuazione che la portavoce della Wintour ha categoricamente smentito. 

Che siano vere o no, sicuramente queste voci hanno contribuito ad accrescere il fascino spesso controverso che avvolge la figura di Anna Wintour da ormai 3 decadi. 

Anna Wintour e Selena Gomez, Front RowHDgetty images
Anna Wintour e la popstar Selena Gomez

La vita privata di Anna Wintour e le frasi celebri

Anna Wintour proviene da una famiglia piuttosto rigida: per sua stessa ammissione, suo padre era un uomo impenetrabile e severo. 

Suo fratello maggiore si occupa di case popolari, mentre il più piccolo, Patrick è un giornalista politico del The Guardian. Sua sorella è invece una sostenitrice dei diritti dei contadini dell'America Latina. I tre, come Anna Wintour ha espresso con una punta di rammarico nel documentario The September Issue, sono piuttosto divertiti dal suo mondo, evidentemente meno impegnato e più frivolo rispetto al loro.

Anna Wintour citazione foto quoteHD
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Nel 1984 Anna Wintour ha sposato David Shaffer, uno psichiatra infantile da cui ha divorziato nel 1999. Dopo la fine del suo matrimonio, la Wintour si è fidanzata con un imprenditore texano, Shelby Bryan, ma è dalla precedente unione con il suo ex marito che sono nati i suoi due figli, Charles e Bee. Proprio quest'ultima è convolata a nozze, qualche giorno fa, con Francesco Carrozzini, figlio della compianta direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani.

Francesco Carrozzini insieme alla moglie Bee ShafferHDgetty images
Francesco Carrozzini, figlio di Franca Sozzani e Bee Shaffer, figlia di Anna Wintour

Ed è in seguito alla conclusione di questo lieto evento, che il New York Post aveva ipotizzato una possibile uscita di scena di Anna Wintour.

Qualunque sia la verità, una cosa è certa: anche lontano da Vogue, Anna Wintour continuerà a dettare legge nel mondo della moda, a scegliere chi e cosa portare avanti, a farsi custode di un'idea, di un racconto di moda accessibile e allettante per tutti.

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Insomma, a protrarre una rivoluzione iniziata 30 anni fa.

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