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Essere donna e Childfree: come vivere senza figli e non sentirsi in colpa

Non chiedetemelo più. #Childfree, la libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa è il libro scritto da Michela Andreozzi che, in modo divertente e ironico, parla di una scelta molto discussa.

La vita Childfree delle donne HC

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Non c’è niente di più noioso, per una donna intelligente, che passare un’infinita quantità di tempo con i bambini piccoli”, così la pensava Doris Lessing su uno dei temi più importanti e discussi della vita di una donna: avere o non avere dei figli.

Fin dalla nascita le donne vengono avvertite che il loro corpo è come un uovo con la data di scadenza stampata sul guscio. Arrivate a quella data gli ovuli ci salutano e bye bye figli. In molti periodi storici le donne hanno subito pressioni per procreare, si sono dovute sorbire l’idea dell’orologio biologico (ricordate la recente campagna comunicativa del Ferility Day promossa dal Ministero della Salute?) che le discrimina, soprattutto sul campo lavorativo, e che tenta di ostacolare costantemente i progressi della liberazione femminile.

Alla base di questo concetto – che trova le sue radici in un contesto culturale più che biologico – c’è l’idea che le donne sono creature deboli, che se non programmano bene la loro vita (matrimonio e gravidanza) resteranno sole e in preda al panico, che se troppo interessate allo studio e concentrate alla carriera non riusciranno a sentire il ticchettio delle lancette dell’orologio che corrono. 

Sul fatto che la donna non abbia “essenzialmente” un ruolo procreativo, che non la si può ridurre a soli criteri biologici, ha detto la sua l’attrice e sceneggiatrice Michela Andreozzi. Nel libro Non me lo chiedete più. #Childfree, la libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa (HarperCollins), l'autrice fa il suo personale coming out e spiega perché non desidera avere dei figli.

Cosa significa essere Childfree: la scelta delle donne

La copertina del libro di Michela Andreozzi sul tema ChildfreeFacebook/Michela Andreozzi

Ma cosa significa essere Childfree? Il termine indica un modo piuttosto recente di vivere e pensare la femminilità, ovvero la decisione di non avere figli. Una scelta dunque, e non una casualità come invece indica la parola Childless, ovvero privo di figli.

Oggi, la possibilità di scegliere di essere persone prima che madri ha preso piede e attualmente una grossa fetta della nostra società è composta di donne che, se ancora non hanno scelto, sicuramente si interrogano sul loro reale desiderio di maternità. Essere madre non è più la naturale evoluzione della donna. Avere figli non è più la scontata sublimazione di un rapporto di coppia.

Leggendo il libro si sorride parecchio, la Andreozzi riesce infatti a trattare un tema delicato con ironia e intelligenza. Non mancano le testimonianze private della stessa autrice, che confessa tutti gli episodi (simpatici e non) che possono accadere a una donna Childfree. Ci sono tutti, dalle domande indagatrici sulle sue intenzioni materne durante i colloqui di lavoro, al “non sai che ti perdi” delle neomamme, fino ai pranzi in famiglia in cui viene bombardata da insistenti tentativi di persuasione alla riproduzione. 

Spassoso l’elenco delle diverse tipologie di donna Childfree: la Radicale che non sopporta i bambini neanche in foto, quella Per Finta che asseconda la paura di paternità del compagno, la 2.0 che si fa congelare gli ovuli mentre si realizza nella professione.

Ma essere Childfree può essere anche il risultato di alcune paure, come quella di fare un figlio con l’uomo sbagliato o, al contrario, di rompere la bolla in una relazione perfetta, o ancora il terrore di stravolgere così tanto la propria vita da non riconoscersi più. Citando:

In effetti, posso dire a posteriori che io l’istinto materno non l’ho mai sentito. Quel sentimento che mi raccontano essere come un languore, un appetito di vita. Quel desiderio di perpetrare la razza umana stringendo a sé un calore personale, privato.

E continua:

La voglia incontenibile di dare la vita a quell’altro da te che non sei tu. L’urgenza di ricostruire il nucleo originario, di chiudersi nel nido, fare bozzolo, sentirsi vive attraverso la genesi della vita. È meraviglioso: ne ho sentito parlare. Ma non l’ho mai provato. Il mio orologio biologico non fa rumore.

Icone di ieri e di oggi del movimento Childfree

La tata più famosa del cinema è una perfetta icona ChildfreeHDGetty Images

Alcune delle donne più famose della storia non hanno avuto figli. Sono state scienziate appassionate come Margherita Hack, scrittrici magnifiche come Emily Bronte, Virginia Woolf e Jane Austen, intellettuali come Marguerite Yourcenar e Simone De Beauvoir, star del cinema come Renée Zellweger ed Helen Mirren. Donne che hanno percorso la strada che si sono scelte, senza doversi giustificare per questo. 

Volendo si potrebbe aprire anche il capitolo personaggi femminili di fantasia diventate vere e proprie icone Chilfree, basti pensare a Minnie e Paperina, Mafalda e Lucy van Pelt, e poi ancora la leggenda dei manga giapponesi Lady Oscar, l’eroina ribelle Jo March di Piccole donne e l’adorabile Mary Poppins.

Non avere figli non è un handicap. Non ti priva dei Superpoteri Della Madre: la supersensibilità, il superintuito, la supergenerosità, il supercontrollo. Io ho delle qualità anche se non sfrutto tutte le possibilità che mi danno le mie ovaie.

Realizzata, intelligente, indipendente: il profilo della donna Childfree

Donna che guarda un panorama urbanoHDiStock
Childfree: anche le donne senza figli sono realizzate

Alcune di noi, scoperto il profilo della donna che non vuole figli – spesso realizzata nel lavoro e nella carriera, con un livello di istruzione più alto della media, economicamente indipendente – troveranno nel Childfree un movimento che le rappresenta, e rifletteranno, senza paura del giudizio della gente, su una decisione che non è frutto di puro egoismo o di carenza di istinto materno, ma una scelta che va rispettata. Perché è una scelta della donna ed è sempre una scelta libera.

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